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Approvato il nuovo Statuto di Obiettivo50

25 Ott 2019 Posted by Gabriella Valeri in Blog, News

La necessità di modificare lo Statuto di Obiettivo50 nasce dalla legge di riforma del Terzo Settore che impone di avere nello Statuto alcuni elementi obbligatori per poter rimanere ETS (Ente del Terzo Settore), ed in particolare APS (Associazione di Promozione Sociale), categoria a cui Obiettivo50 appartiene.

Obiettivo50 APS, Associazione di Promozione Sociale, intende essere inserita nel Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS) e si è conseguentemente reso necessario un adeguamento dell’attuale Statuto.

La approvazione da parte dei Soci è avvenuta nell’Assemblea Straordinaria del 24 settembre 2019, dopo che a tutti i soci era stata anticipata copia del documento.

Il nuovo Statuto è stato elaborato con il supporto del CSV (Centro Servizi Volontariato) di Milano, e le variazioni introdotte sono in generale piccole e in gran parte formali.

Tra le variazioni degne di nota si evidenziano invece le seguenti:

  • –potranno essere soci anche altri enti del terzo settore non a scopo di lucro
  • –viene formalizzato il divieto di remunerazione dei Soci per eventuali attività da loro svolte a favore dell’Associazione, salvo la possibilità di riconoscere un rimborso spese
  • –viene definito che le attività di Obiettivo 50 sono, in sintesi: a)di formazione e b) di fornitura di servizi finalizzati all’inserimento o al reinserimento al mercato del lavoro (categoria P).

La governance dell’Associazione si semplifica: l’Assemblea eleggerà direttamente un Consiglio Direttivo composto da 5 a 10 Consiglieri, che poi al suo interno eleggerà Presidente e Vicepresidente, e nominerà il Tesoriere (che potrà anche essere esterno al Consiglio). Il Consiglio Direttivo, le cui riunioni sono aperte ai Soci, potrà poi nominare comitati esterni e gruppi di lavoro per lo sviluppo delle attività associative, sulla falsariga dell’attuale Comitato Esecutivo.

A seguito dei cambiamenti di governance previsti dal nuovo Statuto approvato, l’organo amministrativo (il Consiglio Direttivo) dovrebbe essere eletto ex-novo, di fatto annullando le elezioni che hanno avuto luogo nello scorso mese di Maggio. Per evitare questo passaggio è stato proposto all’Assemblea di deliberare che l’attuale organo amministrativo resti in carica in veste di Consiglio Direttivo fino alla sua scadenza naturale, a dicembre 2020, proposta che l’Assemblea ha approvato all’unanimità (con l’astensione di Presidente e Tesoriere).

Qui in allegato potete scaricare il nuovo Statuto di Obiettivo50: O50APS-Statuto2019

NuovoStatutoO50

 

Le aziende raccontano – Pappadà Gino, una azienda meccanica artigianale che vende con successo all’estero

15 Giu 2019 Posted by Gabriella Valeri in Casi di successo, News, News

Intuito, fantasia, coraggio e naturalmente qualità … e anche una fabbrica artigianale può sfondare all’estero

Pappadà Gino

Vi presentiamo con questo articolo un’altra testimonianza delle aziende che hanno collaborato con successo con i soci di Obiettivo50.

Oggi ascoltiamo la voce della ditta individuale Pappadà Gino, con sede in provincia di Parma, una impresa meccanica artigianale, che opera nel settore della termoidraulica e delle costruzioni meccaniche.

L’azienda ha vissuto in questi ultimi anni (e vive tuttora) un’esperienza di successo in tema di internazionalizzazione, grazie anche alla consulenza del socio di Obiettivo50 Leonardo Petrilli.

Se l’internazionalizzazione per una PMI è sempre una sfida, disegnare un percorso di sviluppo sui mercati esteri per una piccola impresa artigianale fortemente ancorata al territorio e al mercato domestico richiede intuito, fantasia e grande determinazione.

La Pappadà Gino ci è riuscita. Nata negli anni ’50, l’azienda produce macchine ed accessori per la prefabbricazione di manufatti in calcestruzzo, tra cui macchine posa trefoli per grandi travi, sponde magnetiche per lastre di cemento, magneti per fissaggio sponde di casseforme, oliatrici per la preparazione delle superfici al getto di calcestruzzo.

La collaborazione con Petrilli, che continua tuttora, è iniziata nel 2014 in occasione del Progetto ESP (Export Service Parma) VI Advanced gestito dalla ECIPAR, società del Gruppo CNA dedicata alla formazione e alla fornitura di servizi alle PMI, con sede a Parma. Il progetto si proponeva di sviluppare il processo di internazionalizzazione delle PMI dell’Emilia Romagna.

L’azienda ha piccole dimensioni (neanche una decina di addetti) ma sviluppa in proprio i disegni costruttivi dei manufatti e progetta, pure in  proprio, nuovi elementi. E’ dunque l’artigianalità il carattere distintivo della produzione: volumi relativamente bassi e qualità elevata.

“E qui sta il punto:” spiega il proprietario Massimo Pappadà “i competitor nel settore infatti hanno dimensioni e capacità commerciali molto robuste, anche perché generalmente appartengono a gruppi industriali con vasti interessi nel settore delle costruzioni in Italia e all’estero. Allora è proprio sulla dimensione artigianale dell’azienda che abbiamo fatto leva per espandere l’orizzonte della produzione aziendale”.

Questo è stato ottenuto sia siglando accordi con rappresentanti/agenti, come p.es. in Belgio e in Spagna, sia con importanti General Contractor italiani che hanno permesso l’esportazione dei prodotti Pappadà in Svezia, Russia e USA.

“L’unico problema” commenta Pappadà “è costituito dalla discontinuità della domanda per via della congiuntura internazionale. Ma questo non dipende da noi”.

La testimonianza della Pappadà Gino conferma che il Made in Italy, se opportunamente presentato e giocato come carta vincente, ha vinto anche in questo caso, grazie anche al supporto di un professionista di lunga esperienza come il nostro socio.

Quiqui e qui potete leggere altri casi di collaborazioni di successo tra nostri soci e e aziende clienti, che vi abbiamo presentato nei mesi scorsi.

Obiettivo50 alla Milano Digital Week 2019

29 Apr 2019 Posted by Gabriella Valeri in Blog, Eventi

Milano Digital Week 2019Anche la nostra Associazione presente all’edizione 2019 della Milano Digital Week, nella persona del Presidente Antonioli che ha partecipato come speaker alla tavola rotonda ALDAI-Federmanager del 14 marzo 2019. L’evento è stata l’occasione per condividere proposte e considerazioni del mondo imprenditoriale, universitario e dei manager, per lavorare insieme e competere con successo nello scenario in rapido mutamento della quarta rivoluzione industriale.

Il contributo di Obiettivo50 sul trasferimento di competenze alle PMI, suffragato dalle centinaia di esperienze di consulenza a queste imprese erogate dai Soci, ha evidenziato come la PMI spessissimo non ha risorse, soprattutto umane, che se ne possano occupare.
L’intervento di Manager esterni è quindi fondamentale.

Oggi al Manager 4.0 non basta più essere tecnicamente competente, ma deve saper portare una visione strategica che guidi l’azienda nella gestione dei processi innovativi in un contesto di crescente complessità e competizione globale.

È proprio in ragione di questo scenario, che la Academy di Obiettivo50 ha organizzato eventi formativi sul tema dell’industria 4.0,  dell’innovazione e dell’innovation manager.  

Relatori della Tavola Rotonda, moderata da Franco Del Vecchio Segretario CIDA Lombardia:

  • Sergio Terzi – Professore del Politecnico di Milano – Best Practice Industria 4.0
  • Giuseppe Linati – Direttore Digital Innovation Hub Confindustria Lombardia – Le opportunità delle PMI
  • Francesca Boccia – Consigliere ALDAI-Federmanager – Competenze digitali per la crescita delle imprese
  • Gianfranco Antonioli – Presidente Obiettivo 50 – Il trasferimento di competenze alle PMI

Conclusioni di Gianluigi Viscardi – Presidente Cluster Fabbrica Intelligente e DIH Confindustria Lombardia e di Bruno Villani – Presidente ALDAI-Federmanager

A questo link il video integrale della tavola rotonda, al minuto 59.20 potete seguire l’intervento di Gianfranco Antonioli.

 

Le aziende raccontano – MaGyc S.r.l., quando tecnologia e innovazione approcciano i mercati internazionali

07 Apr 2019 Posted by Gabriella Valeri in Blog, Casi di successo, Casi di successo, News

Prosegue con questo articolo la serie di testimonianze delle aziende che hanno usufruito con successo della collaborazione dei soci di Obiettivo50.

L’ing Marco Tatti, responsabile di MaGyc, ci racconta della positiva esperienza nel processo di internazionalizzazione della sua azienda supportato da Gianfranco Antonioli, socio e presidente di Obiettivo50, entrato in contatto con Magyc a seguito di un bando di Regione Lombardia a supporto dell’internazionalizzazione delle PMI lombarde.

Cominciare a collaborare con una PMI in occasione di un bando, regionale o nazionale, è la modalità con cui molto spesso i nostri soci entrano in relazione con le aziende. Ancor più degno di nota è il fatto che tale contatto non di rado si trasforma da temporaneo e occasionale in un’attività consulenziale, e non solo, di più lunga durata, come nel caso che qui ci presenta l’ing. Tatti.

MaGyc Srl

 

MaGyc nasce nel 2001, a partire da una lunga esperienza professionale dei suoi fondatori, ricercatori dagli anni ’90 presso il Centro Comune Europeo di Ricerca (JRC) e presso i dipartimenti di ricerca e sviluppo di rinomate aziende multinazionali.

Grazie a un significativo bagaglio di conoscenze tecnologiche, accresciuto in partnership con importanti istituti di ricerca europei e le più innovative industrie manifatturiere, MaGyc si propone come un vero “fornitore di soluzioni” per il controllo della qualità e/o per la applicazioni di processi produttivi che ne garantiscano il conseguimento.

Dopo un’attenta analisi dei problemi e studio di fattibilità, MaGyc propone soluzioni basate principalmente sull’applicazione innovativa di metodi, tecniche e tecnologie provenienti da settori tecnici molto diversi, per ogni tipo di problema tecnologico di R & D, produzione, controllo di processo e qualità del prodotto. Un invidiabile profilo tecnico, alla ricerca di suggerimenti e sperimentazioni sull’approccio al mercato internazionale.

Nel 2012, sfruttando un bando della Regione Lombardia (progetto SPRING) veniamo assistiti da un pacchetto molto interessante di approccio alla internazionalizzazione: un Manager esperto per aiutarci a intraprendere iniziative di proiezione sui mercati esteri ed uno Stagista che collabori per la realizzazione di questo.

La collaborazione con l’Ing. Gianfranco Antonioli (Manager) e la neo dottoressa Carmen Marino (Stagista), protrattasi poi oltre le caratteristiche del bando per ben 4 anni, ci ha portato a partecipare a convegni in cui abbiamo presentato le nostre professionalità, a partecipare come visitatori o, in certi casi, come espositori a fiere importanti dal punto di vista tecnologico.

I tangibili risultati sono stati di grande importanza per il nostro sviluppo e per una migliore definizione del nostro posizionamento ed approccio al mercato: possiamo affermare che oggi la nostra realtà è anche in buona parte figlia di questa esperienza.

Un sincero grazie quindi alla Regione Lombardia, all’Ing. Antonioli e alla Dr.ssa Marino: la nostra azienda deve molto a questa esperienza

 Qui e qui potete leggere gli altri casi di successo che vi abbiamo presentato.

 

MaGyc Srl-Robot

Si parla di noi su “Io Donna” e “Trovolavoro” del Corriere della Sera

29 Mar 2019 Posted by Gabriella Valeri in Blog, News, News

Nei giorni scorsi la nostra associazione ha trovato spazio su diverse testate nazionali, grazie all’impegno dei soci sempre attivi nel ricercare occasioni per far conoscere Obiettivo50.

O50 su IODONNA

Sabato 23 su Io Donna, il magazine femminile del Corriere della Sera in edicola il sabato, una lettera di Antonella Segù, socia e membro Comitato Esecutivo di O50 è stata pubblicata nella rubrica delle lettere alla Direttrice. La lettera di Antonella prendeva spunto da un precedente articolo di Io donna dedicato al tema del lavoro delle donne over 50. La bella lettera di Antonella ha saputo cogliere lo spirito che anima O50 per presentarlo con una particolare sensibilità e attenzione verso il pubblico femminile delle lettrici del magazine, molte delle qualisi saranno potute riconoscere nelle sue parole.

Ecco il testo della lettera.

Cara Direttrice,

ho letto con interesse, sentendomi coinvolta, l’articolo di Paola Centomo “Il piacere di lavorare dopo i 50 anni”, apparso sul n. 8 di IoDonna del 23 febbraio scorso.

Ho ritrovato e condiviso le esperienze e gli interrogativi cui una donna si trova a dover far fronte nel momento di transizione che inevitabilmente la maturità, fisica professionale e familiare, porta con sé. Rivedere le nostre motivazioni e rinnovare il nostro modo di guardare al futuro è una preziosa opportunità; difficile a volte trovare solo in noi stesse la forza e la determinazione per farlo. Vuol dire in qualche modo “reinventarsi” anche cogliendo stimoli nuovi e capitalizzando le nostre competenze. Sfide che nel mio caso ho potuto cogliere con fiducia entrando in contatto con l’associazione Obiettivo50 (www.obiettivo50.it).

O50 è un network di manager con alle spalle una lunga carriera professionale che grazie a questa rete associativa possono scambiarsi idee, conoscenze, esperienze, opportunità, oltre a fruire di interessanti possibilità di formazione e aggiornamento.  Non è una società di consulenza né si occupa di ricollocare managers ma la varietà delle competenze e naturalmente delle personalità è un riferimento straordinario per chi voglia confrontarsi col proprio futuro trovando un aiuto per valorizzare il potenziale che la nostra nuova maturità sicuramente custodisce. Io sono entrata nel network tre anni fa dopo una carriera aziendale in vari ruoli di responsabilità e mi rendo conto di aver appreso molto, dialogando e lavorando insieme in modi diversi, per “effetto rete”.

Qui il citato articolo di Paola Centomo sul lavoro over 50, che nasce dalla ricerca Talenti senza età di Valore D, associazione che supporta le aziende per fare della diversità un valore.

 

Immediatamente dopo, il lunedì 25 marzo, a pag. 40 del supplemento Trovolavoro del Corriere della Sera  è stata pubblicata una ampia citazione di Obiettivo50 con il titolo “Il ricollocamento passa dal network”, a firma di Diana Cavalcoli. Anche in questo caso, la citazione della nostra associazione è partita da una comunicazione inviata dal Presidente Antonioli, insieme a Ugo Panerai del CDA di O50, che si agganciava a un precedente articolo della giornalista sulla “riscoperta” dei cinquantenni nel mercato del lavoro. Nelle righe pubblicate, Antonioli rimarca il ruolo di un’associazione nata per “fare quadrato” tra professionisti di alto profilo, che fa rete per individuare opportunità di lavoro come consulente e temporary manager, ma che non è una società di consulenza.

Ad entrambe le giornaliste è stata recapitata copia del nostro libro.

In allegato le pubblicazioni integrali:  

Lettera IoDonna pubbl 23 mar 2019

Articolo Trovolavoro Corsera 25 Mar 2019

 

Da dirigente e manager a consulente: quali passi

17 Mar 2019 Posted by Gabriella Valeri in Approfondimenti, Blog, Vita da consulente

Dopo aver analizzato in questo articolo il contesto e aver approfondito le opportunità di reinventarsi una nuova vita professionale, vediamo ora quali i possibili step da intraprendere in questo percorso.

 Le linee di azione

La domanda che lecitamente ci si pone è: come fare a rendere visibile ed a sfruttare questo vasto patrimonio professionale? A questa domanda l’associazione O50 si adopera da anni per dare risposta. Riuscendoci. Vediamo come.

Sostanzialmente si aprono due vie per promuovere le suddette professionalità: quella diretta, presso le stesse aziende, l’altra, attraverso degli intermediari presentatori che condividano la finalità.

L’interlocutore può essere l’imprenditore stesso?

E’ l’unico in grado di valutare i benefici di un’attività di supporto di alto livello e di decidere se accedervi o meno.
Dopo aver sperimentato alcune vie di contatto diretto, si arriva rapidamente alla conclusione che un approccio sistematico “porta a porta” è non solo non praticabile, ma impensabile, per una serie infinita di motivi: la vastità del mondo delle PMI (sia pure limitandolo ad una Provincia o Regione), la difficoltà oggettiva di ottenere ascolto presso l’imprenditore, la naturale e sana diffidenza dell’imprenditore nei confronti di persone non conosciute, considerate alla stregua di “questuanti”.

Meglio prendere in considerazione un nuovo fronte, individuando operatori che non solo condividano le finalità sociali dell’associazione di cui il manager fa parte, ma che abbiano un dichiarato interesse a portare benefici al mondo delle PMI, con le quali intrattengono rapporti istituzionali, siano essi di rappresentanza o di natura economica: Pubblica Amministrazione, Istituti di credito, Istituti accademici, Associazioni datoriali e di categoria.
Le associazioni imprenditoriali/datoriali sono alla continua ricerca di servizi innovativi da offrire alle aziende associate. Anche qui, pur in un ambito di non facile percorribilità, sono individuabili servizi professionali che coprano varie esigenze (check-up aziendale, internazionalizzazione, ecc.).

Le Autorità, locali (Comuni, Province, Regione), e centrali (Ministeri), nonché a livello di Unione Europea, emettono bandi per Progetti Finanziati attraverso i quali tali iniziative si esprimono.
Molti istituti accademici, soprattutto in ambito hi-tech, partoriscono ed allevano piccole start- up, costituite da ricercatori d’ingegno e di coraggio. Questi, per estrazione, dopo il momento dell’invenzione, hanno necessità di supporto gestionale e commerciale per garantire lo sviluppo della loro creatura
Inoltre, un supporto essenziale alle problematiche del rapporto con le Banche è la semplice presenza di un professionista, in grado di meglio presentare le prospettive di business dell’azienda.

E in tutto ciò, la consapevolezza che la stragrande maggioranza delle opportunità nasce dalla possibilità di offrirsi alle PMI grazie a Voucher o forme di finanziamento (p.es. la formazione finanziata dallo 0,3% versato all’INPS), che minimizzano, in certi casi annullano, il costo all’azienda della consulenza! (testo di Gianfranco Antonioli)

consulente d'azienda

Il percorso del cinquantenne da dirigente e manager a consulente

28 Feb 2019 Posted by Gabriella Valeri in Approfondimenti, Blog, Vita da consulente

Come reinventarsi consulente, temporary manager o imprenditore

In Obiettivo50 questa è la storia di molti soci: un brillante background come dirigente che si mette al servizio di una nuova vita professionale, giocandosi in ruoli nuovi e impensabili fino a pochi anni prima.

In questo approfondimento in due parti vediamo, a partire dalla concreta esperienza di molti di noi, come approcciare questo percorso.

Nella prima parte analizziamo il contesto e le opportunità, nella seconda parte, nel prossimo articolo, approfondiremo alcune possibili linee operative, ovvero come muoversi nel concreto.

consulente d'azienda

Il punto di partenza 1: l’offerta

Ben difficilmente un cinquantenne si rialloca come dirigente dipendente all’interno di una grande struttura. Questa persona possiede però un tesoro, costruito con anni ed anni di lavoro sul campo: il bagaglio professionale, l’esperienza.
E questo è quello che deve mettere in gioco. Ma dove? E come?
Ecco che allora il manager fa di necessità virtù e si “reinventa” in un nuovo ruolo professionale: il consulente, il temporary manager, più raramente l’imprenditore, in alcuni casi nella combinazione dei tre.

Il punto di partenza 2: la domanda

Se da un lato, le grandi imprese sono in ritirata, dall’altro vi sono aziende che di questo bagaglio di esperienza e professionalità possono usufruire: le PMI, la struttura portante dell’economia italiana.

Un’attenta analisi conduce ad individuarne le aree meritevoli di attenzione e di possibile miglioramento, in particolare:

–      l’ internazionalizzazione: la necessità e la volontà di uscire dai confini domestici, ma all’estero non si va solo per vendere, spesso anche per produrre o per comprare

–      l’ innovazione: l’espansione è raggiungibile solo grazie al valore aggiunto che le aziende mettono nel prodotto e nei processi produttivi. E’ nei servizi, nella proposizione dell’offerta, nella cooperazione con portatori esterni di conoscenza, nella protezione della proprietà intellettuale che si possono trovare ulteriori elementi differenzianti competitivi

–      le start-up: l’ICT offre oggi innumerevoli possibilità di avviare nuove iniziative, valide sotto il profilo del valore aggiunto apportato, che necessitano della esperienza di manager qualificati per decollare in termini di sviluppo e ritorno dell’investimento

–    la transizione generazionale: il nostro tessuto economico è basato sull’azienda a conduzione famigliare, ma solo il 3 % delle imprese (in Europa) giunge alla terzagenerazione imprenditoriale. L’immissione di forze manageriali permanenti, che possano condurre l’azienda a superare l’indissolubile triangolo azienda – famiglia – proprietà è spesso di vitale importanza.

–      La cooperazione attraverso Reti di Impresa: la natura “egocentrica” dell’impresa famigliare è detta essere causa principale del “nanismo” del quale soffrono le PMI italiane. D’altro canto, è dimostrato che grandi opportunità di espansione, di riduzione dei costi e di sostenimento del capitale sono individuabili nell’attività congiunta con altri partner industriali e finanziari, potenzialmente complementari, purtroppo tradizionalmente visti dall’azienda come entità “non grate”.
E per giocare il tutto per tutto potrebbe essere opportuno un manager consulente.

Il punto d’incontro e le aree di intervento

Abbiamo quindi, da un lato, un manager che ha definito i contorni della sua più o meno nuova veste professionale e che mette a disposizione la propria esperienza, dall’altro, la PMI, che dovrebbe percorrere vie nuove, ma che non trova al suo interno le conoscenze necessarie.

Il manager è un professionista che si è reinventato la propria decennale esperienza nel mondo delle imprese, in genere multinazionali, in ruoli di responsabilità ed a contatto con il mondo al di fuori dell’Italia (“expatriates”, capi area, direttori export, capi consociata), e ricoprendo, nel complesso, tutte le funzioni aziendali (commerciale, produzione, amministrazione, supply chain, …)
Il manager O50 opera in autonomia sotto diverse forme contrattuali (partita IVA, collaboratore a progetto, ecc.), in uno o più dei seguenti ruoli: consulente aziendale (specialistico o generalista), temporary manager (l’unica grande differenza tra il consulente ed il manager sta nella delega), imprenditore.
Comune a tutte le varie forme ed i ruoli è la progettualità, ovvero la consuetudine ad operare per progetti.
È quindi ovvio che possa apportare competenze di ampio respiro laddove queste siano scarse o non esistenti, traslando su queste realtà esperienze maturate in ambiti più globali.             

Continuate a seguirci: nel prossimo articolo vi presenteremo alcune linee guida operative su come muoversi in questo percorso da dirigente a consulente.  (testo di Gianfranco Antonioli)

 

Le aziende raccontano – TRE ALTAMIRA S.r.l., da start-up a multinazionale del telerilevamento radar satellitare

21 Feb 2019 Posted by Gabriella Valeri in Blog, Casi di successo, Casi di successo

Un socio di Obiettivo50 a fianco di una start-up che da spin off universitario diventa multinazionale: la storia di un caso di successo vissuto “dal di dentro” fin dai suoi inizi.

Proseguiamo con questo articolo la serie di testimonianze delle aziende che hanno con successo collaborato con i nostri soci, qui potete leggere il caso di successo precedente.

TRE-ALTAMIRA

L’azienda di cui parliamo oggi è TRE ALTAMIRA, fondata nel 2000 come start up nell’ambito del Politecnico di Milano con il nome di TRE, Tele Rilevamento Europa s.r.l., leader mondiale nell’elaborazione dei dati radar forniti dai satelliti, utilizzati per misurare spostamenti anche millimetrici del suolo, con applicazioni nell’industria mineraria, petrolifera e delle costruzioni. Oggi è parte del Gruppo CLS, dopo che alla fine del 2015 il capitale è passato in mano alla società francese collegata all’Agenzia Spaziale Nazionale Francese: un investimento che mostra l’interesse per l’azienda e per i suoi prevedibili sviluppi. Dal 2016, TRE ha acquisito la responsabilità di una società spagnola (ALTAMIRA) operante nello stesso settore e a sua volta già rilevata qualche anno fa dall’azienda francese.

TRE ALTAMIRA opera in tutti i continenti (sedi in Italia, Spagna e Canada, uffici in Cile, Australia e Francia), fattura oltre 10 milioni di euro, investe il 15% in R&S, ha raggiunto i circa 80 dipendenti e ha sempre generato utili.

I fondatori dell’azienda sono entrati in contatto con il socio O50 Fabrizio Resta nel 2005, nel corso di un progetto di valutazione del Politecnico di Milano, realizzato proprio in collaborazione con un gruppo di soci di O50, e relativo alle possibilità di successo di alcune start-up nate come spin off del Politecnico. Superata positivamente la fase di valutazione, l’azienda ha poi preso contatto con Fabrizio Resta che da allora collabora ininterrottamente come consulente con TRE ALTAMIRA.

“La mia appartenenza a Obiettivo50”, pone l’accento Resta, “ha giocato un ruolo importante in questa decisione dell’azienda, perché ai loro occhi davo maggiori garanzie rispetto ad altri professionisti, potendo io contare sull’eventuale supporto di colleghi esperti in altri ambiti in cui TRE poteva necessitare di consulenza”.

Alessandro Ferretti, tra i fondatori di TRE ed attualmente CEO di TRE ALTAMIRA, giustifica così il successo della collaborazione: “Al di là della componente umana, sempre imprescindibile, e che ha permesso di instaurare rapporti schietti e diretti, abbiamo potuto beneficiare di una consulenza che definirei “flessibile” e “su misura”, difficilmente replicabile da altri operatori. Altro elemento fondamentale è stata la continuità: non si è verificato il triste susseguirsi di consulenti che entrano ed escono dalla vita aziendale come comete. Si è invece costruito un rapporto duraturo, risparmiando tempo e risorse.”

Fabrizio Resta, ingegnere, un’esperienza manageriale di oltre 30 anni in imprese medio-grandi e grandi, con frequenti e lunghi periodi all’estero, ha avviato nel 2004 con alcuni partner un’attività di consulenza rivolta alle PMI prevalentemente in tema di internazionalizzazione.

Per TRE ALTAMIRA, Resta si è occupato di definizione degli incentivi, valutazione delle risorse, partecipazione a bandi europei e regionali (di particolare interesse i bandi per l’internazionalizzazione), e sviluppo dell’attività commerciale all’estero, soprattutto in Francia.

La società in questi anni è definitivamente decollata: “una grande emozione per me che l’ho vista praticamente nascere” conclude Resta.

 

Obiettivo50 accetta la sfida della Blockchain e diventa partner del Blockchain Council

31 Gen 2019 Posted by Gabriella Valeri in Blog, Eventi

Convegno Blockchain“Blockchain Challenge: accetta la sfida della blockchain”, questo il titolo dell’evento organizzato lo scorso novembre dall’Associazione Blockchain Council: un’intera giornata dedicata a far conoscere il tema blockchain e a presentare l’associazione  presso il Campus Reti di Busto Arsizio (VA).

E si può dire che Obiettivo50 ha già accettato la sfida della Blockchain: dallo scorso mese di ottobre è infatti tra i partner del Blockchain Council, dopo averne compreso le potenzialità e colto l’interesse da parte dei soci, come testimoniato dalla presenza dell’argomento in alcuni dei corsi di formazione del 2018.

A cura della socia Gabriella Grazianetti, presentiamo una sintesi degli scenari attuali e potenziali della tecnologia, indicata da molti osservatori come “il futuro del terzo millennio”, presentati nell’evento.
Gli interventi si sono focalizzati sullo stato dell’arte degli ambiti di utilizzo della blockchain, vista come tecnologia abilitante il paradigma dell’“Internet of Value”, una rete digitale di scambio di valori “certificati” attraverso algoritmi e sistemi crittografici, con modifiche basate sul consenso e trasferimenti trasparenti e tracciabili.

La grande novità della Blockchain sta nell’architettura decentralizzata e nell’assenza di intermediari. Una piattaforma che abilita nuove forme di scambio di pagamenti e di valuta, di beni, informazioni e contratti. Le tecnicalità di base, tipiche nei sistemi ICT (peer-to peer, crittografia, file sharing) sono utilizzate per creare catene di blocchi di dati incrementali autocertificati e non modificabili da un ente centrale.

Dal sistema finanziario attuale – inteso come modello “centralizzato” – l’utilizzo delle criptovalute, può trasformare la natura stessa del denaro definendo un nuovo modello “decentralizzato”, open source, trasparente ed universale nel modo in cui si trasferisce e riceve denaro su scala mondiale.  

La blockchain può rappresentare un forte elemento di innovazione nel settore alimentare riscrivendone la filiera. L’esperienza del progetto FoodChain, raccontata dal CTO (Fabio Fiori): trasparenza e univocità delle informazioni, unicità e inalterabilità del dato sono alcuni degli aspetti che possono essere tracciati e portati anche al consumatore finale grazie ai codici QR. Nella catena di approvvigionamento si possono includere dati legati alle condizioni di lavoro (contratti dei lavoratori), condizioni di produzione (utilizzo o meno di pesticidi, mangimi controllati, antibiotici, ..)., L’inalterabilità del dato, caratteristica chiave dell’architettura, garantisce il superamento dei problemi legati alle frodi alimentari.

Anche in ambito sanitario, la blockchain offre molteplici vantaggi sia lato paziente sia lato medico come la decentralizzazione del sistema, la tracciabilità della visite del paziente, la condivisone dei dati sanitari con i medici e le strutture ospedaliere mantenendo il controllo, la privacy, la sicurezza e l’attendibilità delle informazioni scambiate. Anche il settore “farma” può trarre vantaggio da questa tecnologia, considerando il parallelismo tra la catena del food e la catena del farmaco: sperimentazioni in USA portano ad una medicina personalizzata, grazie al presidio della cartella del paziente ed alla tracciabilità del suo percorso clinico e farmacologico.

Dal punto di vista delle PMI, il sondaggio presentato da Veneta Ricerche nel corso dell’evento rileva difficoltà a percepire i vantaggi nell’adozione di questa tecnologia, complessa per sua natura, e di conseguenza ad investire in questo settore. Elementi trainanti saranno la diffusione della digitalizzazione nel senso più esteso (aziende e sistema paese) e una promozione a livello governativo di strategie ed investimenti in innovazione ed I4.0.

Per quanto riguarda gli aspetti legislativi, le relazioni tra blockchain e GDPR sono state affrontata in relazione all’accessibilità ed immutabilità del dato (archiviazione a tempo indeterminato) ed a come questi principi base possano conciliarsi con le regole di protezione dei dati del decreto GDPR. Elementi di sinergia: individuare modalità di condivisione dei soli dati necessari (minimalizzazione) e disaccoppiamento dei dati dall’identità individuale.

Numerose le iniziative italiane che utilizzano la tecnologia blockchain in diversi settori: finanziario e crowdfunding, certificazione opere d’arte, filone agroalimentare e vino, servizi di anti-contraffazione per il mercato del lusso, protezione della proprietà intellettuale, per citarne alcuni.

In particolare, è stata presentata la realtà di ICO (offerta iniziale di valuta) di Parkingo, società di servizi di parcheggio: l’acquisto di token consente l’accesso a servizi “premium” immediatamente utilizzabili. Più in generale, le emissione di token (coin digitale) da parte delle aziende puntano all’utilizzo di servizi e anche a finalità legate a pagamento e sicurezza.

In conclusione: si delineano le potenzialità e si intravvedono gli effetti che la sua adozione può avere nel sistema economico e sociale nella sua globalità; ma ci si interroga anche su alcune criticità tecniche quali: consumo energetico, scalabilità, velocità, interoperabilità delle piattaforme e alcune problematiche giuridiche e legislative tuttora aperte. L’interesse verso questa tematica è dimostrato da numerosi convegni, articoli e workshop. L’Italia, a fine settembre di quest’anno, ha aderito all’alleanza europea per la blockchain, che ha l’obiettivo di promuovere fra i governi europei lo scambio di esperienze, competenze tecniche e soluzioni normative ed il MISE sta affrontando la tematica della Blockchain, unitamente a Intelligenza Artificiale (AI) ed Internet delle Cose (IoT), per portare queste tecnologie tra le imprese, all’interno della nostra economia.

2018, un anno di Obiettivo50 tra corsi, eventi e opportunità per i soci

19 Dic 2018 Posted by Gianfranco Antonioli in Blog, News, News

Ripercorriamo in questo articolo le iniziative e le attività che hanno caratterizzato il 2018 di Obiettivo50.

Anche in questo anno tante sono state le esperienze che hanno portato i soci di Obiettivo50 a consolidare ed ampliare il loro network di conoscenze professionali e moltiplicare le loro opportunità di business.

Negli incontri di networking, ogni occasione si è trasformata in un momento per apprendere, con le Pillole di sapere e O50 Incontra della Academy:

– in gennaio: con Massimo Giordani abbiamo parlato di Blockchain e l’impatto sui Social Media

– in aprile: Antonella Segù ci ha svelato alcune curiosità sulla negoziazione

– in maggio: con Emanuela Garlaschelli abbiamo scoperto un elemento di grande attualità ed estremamente variegato quale il GDPR. L’evento è stato poi replicato a ottobre a Torino

– in luglio: con Silvia Stefini per parlare di Geoeconomy. Abbiamo visto come la politica di Trump, che sembra tanto lontana da noi, può invece influenzare anche la nostra vita. Evento replicato poi a novembre a Torino

– in settembre: con Marina Caselli per entrare nei “meandri” della nuova fatturazione elettronica

– a ottobre: per parlare di Organizzazione aziendale e impratichirsi nell’utilizzo del Business Model Canvas con Giulio Ferrari

Anche quest’anno non sono mancate le collaborazioni con enti e organizzazioni, sviluppate con l’intento di aumentare la visibilità della nostra Associazione, portare nuovi stimoli intellettuali e opportunità di business ai nostri Associati:

Reed Exhibitions, importante ente organizzatore di fiere, collaborazione culminata con la presenza con un nostro stand a marzo alla Mostra Convegno Expocomfort e con il supporto consulenziale alle PMI presenti in fiera da parte di alcuni soci sul tema internazionalizzazione

Blockchain Council, siamo soci della neonata Associazione; partecipazione alla conferenza di lancio del progetto tenutasi a novembre

AISOM – Associazione Nazionale Imprese, collaborazione collaudata ormai negli anni, e Gruppo Editoriale Morenews, presente con quotidiani online in Piemonte, Liguria, Valle d’Aosta, Montecarlo e Costa Azzurra, con i quali abbiamo collaborato al riuscitissimo convegno di novembre a Torino per riflettere su come il clima geopolitico, dopo le elezioni di Mid-Term negli USA, possa influire sulle modalità di crescita delle PMI italiane

Ormai immancabili gli apprezzatissimi percorsi di cultura manageriale della Academy:

– non si erano ancora spenti gli echi del successo della replica del Corso Innovation Manager di gennaio a Torino, che a febbraio già ci occupavamo più da vicino di Marketing Digitale, che nessun Manager Innovativo di successo può ignorare

– a maggio abbiamo dedicato un workshop per approfondire come i Temporary Manager dell’Internazionalizzazione possano approfittare di tutte le opportunità che porta con sé il bando del MISE, disponibile nuovamente nel 2018 per sostenere le imprese italiane

– e per concludere in bellezza l’anno accademico, abbiamo parlato di Industria 4.0 con una “due-giorni” a novembre

Non dimentichiamo poi che a maggio, nell’ambito dell’Assemblea, sono stati aperti i festeggiamenti per i primi 15 anni di Obiettivo50 con la presentazione ufficiale del libro: “Obiettivo50-Una formula vincente”. Il libro è stato scritto a diverse mani da più di 40 tra soci e rappresentanti di istituzioni esterne che con l’associazione hanno collaborato nel corso degli anni.

2018 un anno di attività

Nuove tematiche e una effervescenza di nuove idee sono già nell’aria! Come sempre, saranno concretizzate con l’aiuto di tutti quei Manager Associati che vorranno rendersi disponibili con la loro fattiva collaborazione.

Buon 2019! E ricordatevi che il meglio … deve ancora venire!!!

Corso Industria 4.0 – la grande sfida per le PMI italiane, Milano 6 e 8 novembre 2018

10 Dic 2018 Posted by Gabriella Valeri in Blog, Formazione

Industria 4-0 - ConvertiniIdeale conclusione di un 2018 che si è aperto con un corso sul Digital Marketing, e a completamento del corsi Innovation Manager per la PMI del 2017 e IoT50-Nuove opportunità di business per le PMI del 2016, si è tenuto nelle scorse settimane a Milano il corso Industria 4.0. Nel folto panorama di proposte informative e formative sull’argomento, le due giornate di incontri si sono contraddistinte per lo specifico focus sulle applicazioni di Industria 4.0 destinate alle PMI.

Il termine Industria 4.0 (o Industry 4.0) indica una tendenza dell’automazione industriale che integra alcune nuove tecnologie produttive per migliorare le condizioni di lavoro e aumentare la produttività e la qualità produttiva degli impianti (fonte: Wikipedia). E ancora: L’Industria 4.0 indica quel processo di digitalizzazione del settore manifatturiero che, rinnovando la catena del valore,cambia il modo di lavorare ma anche la natura delle organizzazioni (fonte: Internet4things).

È un argomento complesso, ricco di sfaccettature, che spazia dall’AI, Artificial Intelligence, alla Robotica, dai Big Data alla stampa3D, temi i cui sviluppi sono di prevalente interesse per le grandi aziende.

La sfida del corso è stata quella di declinare Industria 4.0 sull mondo delle PMI, con uno stato dell’arte sulla presenza di queste tecnologie nei processi aziendali, e una presa d’atto sui vincoli e opportunità per le nostre PMI.

Sfida lanciata e vinta: questo almeno stando a quanto dicono i numeri, che parlano di un livello di gradimento molto alto da parte dei circa 30 partecipanti, che ha toccato quota 96% per la giornata di apertura, dedicata proprio ai temi “caldi” di Industria 4.0.

Qui a seguire vi proponiamo un flash report degli interventi delle due giornate.

Martedì 6 novembre 2018

Il Presidente Gianfranco Antonioli apre la prima giornata con una breve introduzione che contestualizza il focus del corso sulle applicazioni di Industria 4.0 indirizzate al mondo delle PMI.

Si comincia con il primo intervento: Elisa Convertini, Ricercatrice Osservatorio Industria 4.0 Politecnico di Milano, che presenta lo stato dell’arte e lo scenario applicativo in Italia della quarta rivoluzione industriale. Un’introduzione che fissa i confini di un tema molto vasto e delinea il livello di adozione di Industria 4.0 nelle aziende italiane nel 2018, presentando scenari applicativi e i risultati delle ricerca.

Si prosegue con Massimo Giordani, Vice presidente The Blockchain Council, che presenta l’associazione no profit The Blockchain Council, cui Obiettivo 50 aderisce come socio, e prosegue evidenziando i punti di integrazione e contatto tra blockchain con Industry 4.0 e IoT. Tra i temi toccati: la filiera della tracciabilità nel settore alimentare.

Conclude la mattinata l’intervento di Giancarlo Magnaghi, Studio Magnaghi Cherry Consulting e di Valeria Tirelli, CEO Aidro Hydraulics. Magnaghi ha presentato l’ambito di applicazione della stampa 3D o manifattura additiva, destinata a produzioni personalizzabili e che costtuisce un ambito di grande interesse per le aziende. Valeria Tirelli ha raccontato il caso della sua azienda, specializzata in sistemi oleodinamici, che, a fianco della produzione tradizionale, ha introdotto con successo la stampa 3D destinata a pezzi con limitati lotti produttivi, con particolari complessità realizzative in cui i sistemi tradizionali non risultano efficienti, o in cui la riduzione di peso del manufatto è un fattore chiave. I risultati in azienda sono stati promettenti e il suo intervento è stato seguito con vivo interesse e partecipazione da parte dei presenti, in quanto ha rappresentato il concreto esempio di una PMI che ha applicato con successo le tecnologie di Industria 4.0.

Si riprende al pomeriggio con Paolo Calveri, co-founder Laboratorio Industry 4.0, con un intervento che ha esaminato gli aspetti di conformità dei progetti con specifiche di Industria 4.0 alle norme che regolano la sicurezza sui luoghi di lavoro, presentando anche delle case histories.

Si prosegue con Erika Vaniglia, Innovation manager Industry 4.0 di Gellify, che ha presentato soluzioni innovative dell’Industria 4.0 abilitate da robotica e sistemi capaci di apprendere, grazie all’Artificial Intelligence e al machine learning. È inoltre intervenuto, in collegamento Skype, Ernesto Mininno, CEO Cyberdyne, una start-up che utilizza con successo questi sistemi in progetti destinati anche alle PMI.

Ha concluso la prima giornata l’intervento di Enzo Tieghi, CEO ServiTecno.it, con un intervento tutto dedicato a Industrial Internet, IIoT, Cyber Security, Cloud e dispositivi mobili per sistemi di controllo e telecontrollo.

Giovedì 8 novembre 2018

La seconda giornata del corso è iniziata con Giovanni Anselmi, co-founder Laboratorio Industry 4.0, che ci ha parlato della situazione delle PMI lombarde. I problemi delle PMI italiane ad indirizzarsi verso Industria 4.0 vanno dalla formazione degli operatori alla propensione all’innovazione  degli imprenditori. Non si può prescindere dalla business intelligence nella realizzazione di una azienda Industria 4.0 che vuole generare non solo prodotti ma anche risultati di business.

Si prosegue con Antonio Cossu, XRM Unit Manager Cegeka Italia, con un intervento sulle opportunità a disposizione dell’impresa per migliorare i processi aziendali e il loro controllo grazie a Industria 4.0, che ha sottolineato il potenziale nascosto nei dati che l’azienda quotidianamente gestisce.

Claudio Sella, Consulente aziendale e docente LIUC Castellanza, ha parlato dell’importante impatto di Industria 4.0 sulla pianificazione della produzione, sistema che deve essere adeguato per sfruttare al meglio i punti di forza di Industry 4.0.

Il pomeriggio ha visto l’intervento di Gaetano Bonfissuto, managing Partner di SocialSurf srl e Consigliere O50, dedicato alle nuove risorse umane per l’Industria 4.0, per approcciare compiutamente la Digital Transformation.

Ha concluso la seconda e ultima giornata del corso Gianfranco Antonioli, PresidenteO50, con la presentazione del progetto europeo IoT4Industry Project-Industry 4.0 for SMEs, che ha l’obiettivo di migliorare produttività e profittabilità delle PMI abilitando il loro accesso alle tecnologie IoT.

Le aziende raccontano – Carbosint Spa, la Lean Organization in un’azienda metalmeccanica

23 Nov 2018 Posted by Gabriella Valeri in Blog, Casi di successo, Casi di successo

Un socio O50 partner in un interessante progetto di innovazione e riorganizzazione industriale.

Carbosint Spa

Iniziamo con questo articolo la serie di testimonianze di aziende che hanno collaborato con successo con i nostri soci in progetti in svariati ambiti operativi.

Cominciamo con Carbosint SPA, azienda con sede in provincia di Bergamo, che opera dal 1974 nel settore della produzione di componentistica meccanica di elevata precisione ed è fornitore qualificato di particolari metallici sinterizzati per l’industria Automotive, soprattutto in materia di parti di sicurezza. L’azienda impiega circa 80 persone e ha un fatturato in costante crescita, generato da una clientela proveniente per la maggior parte dall’estero (Europa, soprattutto Germania, e poi Cina e Messico). Gli investimenti in ricerca, digitalizzazione ed innovazione di prodotto e processo valgono il 10% del fatturato.

Nel 2012, quando sorse l’esigenza di affiancare al direttore di stabilimento una competenza manageriale esterna per collaborare alla riorganizzazione delle attività operative, tale risorsa fu individuata nella figura del socio Walter Nardini, dopo aver consultato la sezione del sito di Obiettivo50 dedicata alla ricerca di profili manageriali da parte delle aziende. Ingegnere di formazione, Nardini opera come consulente e Temporary Manager dopo una lunga carriera manageriale in azienda e con una competenza specifica in area Operations e Lean Organization.

Nella scelta della sua figura hanno fatto premio le sue esperienze diversificate maturate sul campo e la sua appartenenza a Obiettivo50. “L’opportunità di avere a disposizione un network di competenze certe, maturate sul campo” ha sottolineato l’ing. Ivo Bendotti, Plant Manager di Carbosint, “rappresenta per qualsiasi azienda un valore aggiunto da tenere in considerazione per dare impulso in tempi rapidi a progetti di miglioramento o cambiamento”.

Il progetto, concluso di recente con successo, mirava al miglioramento delle attività produttive mediante tecniche di Lean Organization per l’efficientamento dei processi e di TPM-Total Productive Maintenance (Manutenzione Produttiva); e poi applicazione della metodologia 5S di origine giapponese, formazione e coinvolgimento del personale, redazione di procedure gestionali ed operative e supporto all’applicazione del sistema qualità ISO/TS, cui è seguito il passaggio alla nuova normativa IATF specifica per il settore Automotive.

Durante la collaborazione con l’azienda, conclusasi solo pochi mesi fa, a Nardini è stato anche chiesto di implementare e/o supportare altri progetti specifici come il coaching di nuove figure professionali assunte in ambito produttivo e di presidiare posizioni organizzative strategiche in azienda temporaneamente vacanti nei settori Gestione della Produzione e Qualità.

In conclusione, nella collaborazione con il socio O50, l’azienda ha potuto senza dubbio beneficiare di una risorsa esterna temporanea, dotata di grande esperienza e capace di coordinare progetti che coinvolgono più processi, che hanno portato risultati immediati e tangibili all’operatività dell’azienda.

 

“Obiettivo50 – Una formula vincente”: come è nato il nostro libro

13 Nov 2018 Posted by Gabriella Valeri in Blog, Eventi, News

Presentato ufficialmente lo scorso maggio all’assemblea della nostra associazione, “Obiettivo50 – Una formula vincente. Manager in rete per affrontare il cambiamentoè il libro che racconta i nostri 15 anni di attività, che è stato progettato, realizzato e curato in tutti i suoi aspetti da un gruppo di soci.

Il libro intende raccontare il lavoro fatto e le opportunità generate per i soci, e vuole essere anche uno strumento di promozione delle potenzialità dell’associazione. In un’epoca sempre più votata digitale, abbiamo voluto un volume cartaceo proprio per sottolineare e rafforzare il messaggio del libro.

Obiettivo5O Una sfida vincente

Obiettivo5O Una formula vincente

 

La realizzazione del libro è stata anche un’ulteriore occasione per dimostrare lo spirito che contraddistingue Obiettivo50: si è formato un gruppo di lavoro ad hoc, che ha portato avanti il progetto con impegno e passione, che hanno superato tutte le inevitabili difficoltà e ostacoli di un tale ambizioso compito. Il progetto del libro è l’ulteriore dimostrazione che il lavoro di squadra paga, e che solo con l’impegno di tutti possiamo creare opportunità e valore aggiunto per tutti.

In questo articolo vi raccontiamo il “dietro le quinte” della realizzazione del libro, e per farlo diamo la parola ad Antonella Segù, che ne ha coordinato tutto il lavoro editoriale, e a Gaetano Bonfissuto, che ne è stato fin dall’inizio il promotore e il motore.

comitato di redazione al lavoro

Il comitato di redazione al lavoro

Antonella Segù, Il libro di Obiettivo50, ricordando quella esperienza….

L’idea di condividere attraverso un libro che ci raccontasse le esperienze acquisite e scambiate in 15 anni di vita associativa è subito piaciuta a noi tutti del CDA e dell’esecutivo, forse convinti o forse contagiati dallo slancio con cui il suo promotore Gaetano Bonfissuto, per tutti Bonfi, l’aveva lanciata. Magari per ognuno le ragioni di questo entusiasmo erano diverse ma il riconoscersi nell’identità che accomuna in Obiettivo50 tante professionalità e personalità diverse è stato il punto di partenza….chissà, abbiamo subito immaginato che il racconto non sarebbe stato tanto una rappresentazione statica di ciò che siamo ma uno strumento per condividere lo spirito e la voglia di futuro mettendo a fuoco il potenziale che il nostro cammino comune ci ha permesso di esprimere.

Non che fosse impresa facile, essendo chiaro da subito che dovevamo essere in tanti a contribuire il proprio vissuto, a volte anche rovistando attivamente nella memoria per apportare elementi significativi al racconto dell’esperienza. Quando fu chiesto a me, praticamente ancora “recluta” nel piccolo esercito di professionals di cui ero appena entrata a far parte, di occuparmi del coordinamento dell’attività editoriale, pensai con curiosità che potesse essere un’avventura nuova, l’opportunità di conoscere da vicino la storia del gruppo e dialogare intorno ad un obiettivo comune ma sfaccettato con tante persone pronte a mettere a disposizione la propria esperienza e la propria visione del futuro cui puntare insieme. E’ stato bellissimo….ho esplorato, ho ascoltato, ho imparato. Linguaggi diversi hanno permesso di conoscere competenze e formazioni appartenenti a mondi a me poco familiari per cultura, ma il desiderio di comprendere il diverso e far convergere tutto verso un quadro che ci somigliasse al meglio ha reso il percorso lieve, almeno è così che lo ricordo.

A partire dalla definizione dei contenuti, il mitico Indice, che in genere come lettore ti sembra una sezione quasi “dovuta” e spesso ermetica anche se suggestiva, il confronto interno al Comitato di redazione si è rivelato quanto meno vivace,  una prova generale del brainstorming che sarebbe poi seguito come pratica costante durante tutto il tempo della realizzazione del progetto.

Poi l’arruolamento dei vari autori, ad ognuno un tema su cui offrire una testimonianza fatta di fatti, ruoli svolti a favore di PMI, partecipazione a momenti di cambiamento che generano la crescita…difficoltà affrontate e superate, relazioni costruite spesso per durare, con imprese come con istituzioni.

La necessità di armonizzare gli stili individuali senza snaturare la personalità dei singoli racconti ha generato uno scambio di vedute cui tutti nel comitato di redazione hanno partecipato in modo colto e generoso, penso che già questa opportunità da sola sia valsa l’impegno di mesi di lavoro spesso intenso.

E poi ancora la collaborazione con l’editore, incuriosito dalla nostra realtà e dalla moltitudine di elementi che avevamo assemblato per costruire il nostro puzzle, una collaborazione che ho percepito come lo sforzo spontaneo di far emergere con verità e leggerezza la sostanza della nostra realtà, la nostra formula vincente.

E la copertina? Soprattutto i colori volevamo che fossero decisi e luminosi, senza eccessi ma scelti per comunicare energia, e su questo non c’è stato bisogno di dibattere, chi poteva non essere d’accordo?

Per la realizzazione del progetto ci eravamo dati tempi molto stretti, quasi senza molto credere che fossero plausibili, iniziando il lavoro durante le vacanze di Natale, del resto si può fare anche così… se fuori nevica tanto vale scrivere e cominciare dall’inizio!

Devo dire che ha funzionato, alla fine della primavera il libro era pronto per essere presentato alla nostra Assemblea annuale e iniziare a circolare portando il nostro messaggio.

Chissà se ci sarà un seguito, io credo di sì, ci sarà presto molto altro da raccontare…con altrettanto entusiasmo!

Gaetano presenta il libro all'assemblea

Gaetano presenta il libro all’assemblea

Gaetano Bonfissuto, l’idea del libro

Quando l’anno scorso ho proposto l’idea del libro al CDA dell’associazione, partivo dal presupposto che la nostra storia dovesse essere raccontata, potesse essere di esempio

Sono passati 15 anni, 13 per me che sono entrato nel settembre 2006; in tutti questi anni ho visto concretezza, capacità di risolvere problemi, trovare risorse, trovare opportunità per i nostri soci, dare formazione sempre aggiornata e con ottimi contenuti.

Insomma ho visto ed ho partecipato ad un momento molto alto di cittadinanza attiva; anche questo a suo modo è fare politica senza sbandierarlo ai quattro venti.

Ecco perché ho lanciato l’idea di racchiudere in un libro questa bellissima storia umana e manageriale.

 

Per i soci: chi non l’avesse ancora ricevuta, può avere la propria copia in occasione degli incontri dell’Associazione. 

Per tutti gli altri: il libro è in vendita su Amazon, lo trovate qui

Buona lettura!

 

Industria 4.0, percorso informativo di cultura manageriale, Milano 6 e 8/11/2018

20 Ott 2018 Posted by Gabriella Valeri in Blog, Formazione, News

corso Industria40 Obiettivo50Il termine Industria 4.0 (o Industry 4.0) indica una tendenza dell’automazione industriale che integra alcune nuove tecnologie produttive per migliorare le condizioni di lavoro e aumentare la produttività e la qualità produttiva degli impianti (fonte: Wikipedia). E ancora: L’Industria 4.0 indica quel processo di digitalizzazione del settore manifatturiero che, rinnovando la catena del valore, cambia il modo di lavorare ma anche la natura delle organizzazioni. Il livello di innovazione è tale per cui oggi il sinonimo di Industria 4.0 è smart manufacturing, dove il suffisso “smart” diventa il denominatore comune di una gestione integrata delle informazioni, associata all’uso della tecnologia digitale (fonte: Internet4things).

In realtà l’argomento è ricco e sfaccettato, inserendosi nell’ambito dell’ampio tema dell’innovazione. Comprende, tra gli altri: Intelligenza artificiale, Big data, Stampa 3D, Robotica.

Si legge che l’innovazione sia ancora appannaggio delle aziende più grandi e strutturate.

Ma a che punto sono realmente le PMI italiane con l’adozione delle tecnologie produttive di cui sopra?

Corso Industria 4.0 – la grande sfida per le PMI italiane: i contenuti

Durante il percorso informativo faremo il punto sulla situazione e rifletteremo su vincoli ed opportunità per le piccole e medie aziende italiane.

Il corso fa parte del grande tema dell’Innovazione, affrontato più volte dalla Academy di O50. Intende quindi essere idealmente complementare ai percorsi culturali trattati in passato sui temi: Innovation Manager, IOT, Digital Marketing.

L’iniziativa fa parte della “Obiettivo50 Academy”, che rappresenta uno strumento per il raggiungimento degli obiettivi professionali dei Soci, in piena coerenza con la Missione dell’Associazione. Obiettivo50 Academy si occupa di cultura manageriale, più esattamente si propone di: sensibilizzare, informare, formare.

Il corso è affidato a docenti che sono professionisti del settore e ospita testimonianze dirette di operatori del mercato. È strutturato in 2 moduli, per complessive 16 ore, con attestato di frequenza a chi avrà frequentato entrambe le giornate.

Si tiene a Milano, presso la sede di M&C Partners, in Via Borghetto 3 (MM1 Porta Venezia) nei giorni  06/11/2018 e  08/11/2018 , con orario 9:30 – 17:30

Il corso è gratuito per i soci di Obiettivo50 in regola con il rinnovo annuale della quota associativa. Aperto a non soci.

Il programma del corso:

– Industry 4.0: Introduzione / scenario

– La Blockchain: integrazione con IoT e Industry 4.0

– La stampa 3D come fattore trainante – caso aziendale

– Le PMI lombarde e l’Industria 4.0: situazione, sentiment degli imprenditori

– Industrial Internet, IIoT, Cyber Security, Cloud e dispositivi mobili per sistemi di controllo e

  telecontrollo

– Le nuove risorse umane per l’Industria 4.0

– IoT4Industry project: Industry 4.0 for SMEs

– Dai dati alle decisioni

– Pianificazione della produzione in Industria 4.0

– L’Intelligenza Artificiale

Per iscrizioni e ulteriori informazioni: info@obiettivo50.it.

In allegato: SchedaCorsoIndustria 40

Termine ultimo iscrizione corso: 31 ottobre 2018

Casi di successo, le aziende raccontano – presentazione

10 Ott 2018 Posted by Gabriella Valeri in Blog, Casi di successo, Casi di successo, News

casi di successo aziende soci obiettivo50“Le Aziende raccontano…”

Inizia nelle prossime settimane la pubblicazione sul nostro sito di una  serie di testimonianze di Aziende, in particolare PMI, che, in alcuni momenti della loro storia, hanno fruito con successo della collaborazione di uno o più Soci di Obiettivo50.
Storie di successo di cui siamo orgogliosi: essendo la vocazione primaria di Obiettivo50 offrire alle PMI una esperienza manageriale che possa aiutarle a crescere, queste testimonianze confermano la validità sociale ed economica della nostra “mission”.

Che cosa hanno ricavato queste Aziende dalla collaborazione prestata dai nostri soci?
Un contributo di esperienze e competenze manageriali a tutto campo.
Gli ambiti operativi sono stati molteplici: sviluppo dell’internazionalizzazione, mentoring nella fase delicata di passaggio generazionale, approccio manageriale alla gestione di Reti di Imprese, assistenza nel percorso di evoluzione verso l’economia digitale, impulso alla innovazione di prodotti e processi, e altro ancora.
Le storie che leggeremo confermano che i nostri Soci sono Manager che sanno immedesimarsi nella realtà della PMI, pronti a collaborare fattivamente alla realizzazione dei suoi piani di sviluppo, e non sono dei consulenti di estrazione.

Che cosa ha ricavato l’Associazione dalle esperienze che queste Aziende raccontano?
Obiettivo50 si è affermata come interlocutore affidabile di enti, istituzioni, associazioni di categoria e singole aziende, per progetti di sviluppo delle PMI.
E questo costituisce quindi il “caso di successo” di Obiettivo50.

Iscriviti ora a Obiettivo50: per i nuovi soci la quota è valida fino a dicembre 2019

05 Ott 2018 Posted by Gabriella Valeri in Blog, News, News

Se sei un manager e sei interessato alle attività, al networking di Obiettivo50 e allo spirito associativo che contraddistingue la nostra associazione, non esitare oltre: questo è il momento giusto per associarti.

Infatti per chi, da settembre2018 in poi, si iscrive per la prima volta l’adesione è particolarmente vantaggiosa: la quota associativa Obiettivo50 di Euro 120 vale non solo per un anno ma per ben 16 mesi, fino a dicembre 2019.

Le ragioni per associarsi a Obiettivo50

Ti elenchiamo solo alcune tra le ragioni per entrare a far parte della nostra associazione:

-entrare in una community di manager molto attiva

-usufruire di numerose occasioni di networking qualificato

-partecipare a corsi di formazione e workshop sugli argomenti più attuali del panorama economico

-ricevere segnalazioni e opportunità di collaborazione pubblicate regolarmente nella nostra bacheca riservata in via esclusiva ai soci

-essere inserito nel nostro database di professionisti riservato alle aziende alla ricerca di profili professionali molto qualificati

Negli anni sono stati realizzati percorsi formativi, convegni e workshop su temi quali Reti di impresa, Startup e Internazionalizzazione, IoT-Internet of Things, L’innovation manager per le PMI, Digital Marketing per PMI, tutte attività inserite nella nostra O50 Academy.

Nell’immagine i partecipanti con l’attestato rilasciato alla fine del corso Digital Marketing per PMI di febbraio 2018.

Corso Digital marketing per PMI - Attestati

Alcuni esempi delle nostre iniziative 2018

Se vuoi un esempio pratico di come operiamo, ti citiamo solo alcune delle iniziative dell’anno in corso, tra queste la pubblicazione di “Obiettivo50 – Una formula vincente”, il libro sui 15 anni di Obiettivo e l’ottimo risultato conseguito dal gruppo dei nostri TEM (Temporary Export Manager) nelle graduatorie dei progetti del MISE (Ministero dello Sviluppo Economico) nel 2018.

Vediamoli insieme.

“Obiettivo50 – Una formula vincente”

Il libro nasce per segnare la milestone dei 15 anni dalla costituzione di Obiettivo 50, per raccontare il lavoro fatto e le opportunità generate, e per essere strumento di promozione dell’immagine e del potenziale dell’Associazione e dei singoli soci. I capitoli approfondiscono le diverse aree di attività dell’associazione, con particolare attenzione a progetti e iniziative che hanno generato collaborazioni e opportunità per i soci. Il libro è corredato dal fascicolo a se della Directory Soci, con il profilo sintetico dei soci che hanno aderito all’iniziativa, che sarà aggiornata nel tempo e sarà autonoma dal libro. Ha la finalità di evidenziare come la base associativa di Obiettivo 50 sia formata da un network di competenze eterogenee e fra loro complementari.

voucher MISEI nostri TEM nei progetti MISE 2018

Dal 2015 il MISE emana bandi a supporto dell’internazionalizzaizone delle PMI sotto forma di voucher, che richiedono l’intervento di una figura specializzata in qualità di TEM. Fin da quel primo bando i soci di O50 vi hanno partecipato, grazie all’accreditamento della società di un socio e alla collaborazione di un gruppo di associati con solida esperienza nell’internazionalizzazione. Ciò ha consentito ai nostri associati di creare e ampliare negli anni successivi le occasioni di collaborazione (anche in analoghi bandi emessi dalla Regione Lombardia come l’EBM Export Business Manager 2016), fino ad arrivare ai risultati di tutto rilievo in termini di progetti gestiti conseguiti quest’anno.

Vuoi saperne di più?

Se vuoi sentire direttamente dalle parole dei manager associati la loro esperienza, vai sul nostro sito e leggi le loro testimonianze raccolte nella sezione Casi di successo I manager si raccontano. Qui, in una serie di articoli che presentano le loro diverse esperienze, alcuni manager associati hanno raccontato che cosa ha rappresentato per la loro vita professionale l’adesione a Obiettivo50.

Le loro parole  sono la migliore dimostrazione del valore  della nostra associazione.

Perchè Obiettivo50

L’obiettivo della nostra attività è molto concreto: individuare opportunità professionali per i nostri soci, nelle aree della consulenza, temporary management o iniziative imprenditoriali.

Il nostro target di riferimento sono le PMI, che sono però difficili da raggiungere con un approccio diretto da parte dei singoli. Per il singolo invece, l’appartenenza a un network come il nostro offre  una chiave di ingresso nuova, grazie alle partnership fra i soci e alla possibilità  di offrire un ventaglio di competenze in tema di internazionalizzazione, passaggio generazionale, innovazione, Reti d’impresa, ecc.

Obiettivo50 non è un club, né un Head Hunter, né un’associazione di categoria di dirigenti né una cooperativa di consulenti: siamo un gruppo di manager  che vuole condividere e valorizzare le competenze ed esperienze dei soci per individuare opportunità professionali con uno spirito collaborativo e aperto alla partecipazione di tutti.

Se ti riconosci in questo modo di operare,  vai qui e avvia la procedura di iscrizione direttamente dalla home page.

Come fare per iscriversi

Dopo aver preso visione del nostro statuto, regolamento e codice etico, fornirai  i dati relativi alla tua esperienza professionale. Se il tuo profilo è in linea con lo spirito di Obiettivo50, un incaricato ti contatterà per un’intervista. Si tratta di un colloquio  informale per farti conoscere meglio Obiettivo 50 e rispondere alle tue domande. Il colloquio ha anche lo scopo approfondire la conoscenza delle tue caratteristiche personali e professionali e di delineare il contributo che a tua volta che potresti fornire all’associazione. Successivamente potrai perfezionare l’iscrizione ad Obiettivo50 con il versamento della quota.
Contattaci subito: se ti iscrivi ora per la prima volta a Obiettivo50, potrai usufruire di tutti i vantaggi e le opportunità associative fino a dicembre 2019.

Assemblea 2018 di Obiettivo 50

13 Giu 2018 Posted by Gabriella Valeri in Blog, Eventi, News

Si è tenuta martedì 29 maggio l’annuale assemblea generale della nostra Associazione, un momento per incontrarsi e fare il punto sui progetti e le attività, presentare e approvare bilancio e budget e, quest’anno, anche gradita occasione per presentare a tutti i soci “Obiettivo50 – Una formula vincente”, il libro sui 15 anni di Obiettivo50, fresco fresco di stampa.

Le attività del 2017

Dopo i saluti di rito, il presidente Antonioli ha presentato le attività svolte nel 2017, nelle aree di riferimento ormai consolidate dell’Associazione.

Tra i progetti a supporto di opportunità professionali dei soci, sono in evidenza l’internazionalizzazione, nuova imprenditorialità e start up, l’innovazione ed industria 4.0. Proseguono con successo le attività dell’Academy, con iniziative formative sviluppate in corsi d’aula, convegni, “pillole di sapere” e workshop. La comunicazione, al sostegno della promozione di O50, si articola sia con campagne stampa tradizionali che con una regolare presenza sul web, tramite il sito e i social, cui si è aggiunta nel 2017 una nuova presentazione istituzionale di Obiettivo50 a disposizione dei soci per lo sviluppo di potenziali contatti. Infine il Networking, cuore dell’associazione, con incontri volti a favorire il contatto diretto tra i soci per creare sinergie e con una Bacheca ricca di segnalazioni e informazioni condivise dai soci per i soci. Al termine della sua presentazione il Presidente ha sottolineato, come sempre, che l’Associazione è fatta dal lavoro di tutti i soci: attraverso l’impegno sinergico di tutti è possibile creare valore aggiunto per la nostra comunità.

Il saluto di Objectif50 France

Prima di passare al punto successivo, Il Presidente ha ceduto la parola a Jack Gaitelli, intervenuto in rappresentanza dell’Associazione francese consorella Objectif50, che ha letto una breve nota di saluto da parte della Presidente Carole Curie. Nella nota, oltre a felicitarsi con noi per i successi dell’Academy e per la recente iniziativa del libro, si auspica un maggior coordinamento tra le associazioni O50 di Francia e Spagna, pur entro differenti contesti socio-economici e legislativi, per continuare ad essere punto di riferimento per manager e dirigenti ad alta seniority per la ricerca e creazione di nuove opportunità professionali.

Bilancio 2017 e budget 2018

Il Tesoriere Bruno Lodi ha poi illustrato la Relazione di Bilancio 2017,. Dopo aver risposto ad alcune domande di chiarimento, ha messo ai voti il bilancio, che è stato approvato dall’Assemblea per alzata di mano. Il Tesoriere ha in seguito presentato il budget per il 2018 predisposto dal Consiglio di Amministrazione con il supporto del Comitato Esecutivo, illustrando nel dettaglio le singole voci. Dopo aver concluso il suo intervento rispondendo ad alcune domande, il Tesoriere ha messo ai voti il budget, approvato dall’Assemblea per alzata di mano.

Presentazione del Libro sul quindicesimo anno di O50 e Directory Soci

“Obiettivo50 – Una formula Vincente” è il libro che è stato progettato, realizzato e curato in tutti i suoi aspetti da un gruppo di lavoro formato da soci dell’Associazione, coordinato dalla socia Antonella Segù che in Assemblea ha presentato il libro e introdotto la Directory Soci ad esso associata. Ai Soci presenti è stata distribuita la copia cartacea del libro e della Directory.

Nella sua presentazione, Antonella Segù ha raccontato di come il libro nasca per segnare la milestone dei 15 anni dalla nascita di Obiettivo 50, con lo scopo di raccontare il lavoro fatto e le opportunità generate, e per essere strumento di promozione dell’immagine e del potenziale dell’Associazione e dei singoli soci. In un’epoca che sembra sempre più votata all’immaterialità del digitale, un volume di carta rende ancor più qualificato e significativo il valore del messaggio in esso contenuto.

Nel caso del nostro libro, esso è riassumibile in: affermazione dell’identità associativa, promozione della mission associativa, consolidamento del senso di appartenenza e ampliamento del network e della base associativa, obiettivi perseguiti attraverso i contenuti dei vari capitoli, scritti a più mani, da soci e non.

A partire da giugno saranno intraprese azioni di comunicazione, diffusione, presentazione e distribuzione del libro, con comunicati stampa, mentre da settembre partirà un roadshow ad hoc.

La Directory Soci, presentata da Patrizia Oliveri del Castillo, che ne ha curato la preparazione, contiene il profilo sintetico dei soci che hanno aderito all’iniziativa acconsentendo a pubblicare una loro breve scheda. La Directory è pensata come allegato del libro, ma nasce separata per consentirne l’aggiornamento, e può quindi seguire percorsi autonomi. Essa serve ad evidenziare come la base associativa di Obiettivo 50 sia formata da un network di competenze eterogenee e fra loro complementari.

Intervento del Socio Riccardo Carossia sul tema “L’importanza del fare squadra”

In chiusura di Assemblea il Socio Riccardo Carossia ha presentato un interessante intervento sul tema dell’importanza di fare squadra, sviluppato a partire dalle sue esperienze sia manageriali che sportive. “Fare squadra per ottenere risultati di successo”, questo il titolo dell’intervento, parte con una sintesi storica del concetto di fare squadra, nato all’inizio della storia umana per esigenze primarie di sopravvivenza e difesa e proseguito evolvendosi nell’arte della guerra, con principi passati poi all’ambito sportivo. Il fare squadra arriva infine anche nel management per essere applicato alla vita aziendale.

“Obiettivo50 – Una formula vincente”

Vi invitiamo a seguirci sul blog: a breve troverete un articolo che vi racconterà il dietro le quinte del progetto del libro, per condividere l’impegno, la passione e il tanto lavoro che ci abbiamo messo.

Perché questo progetto è stata l’ennesima dimostrazione che il lavoro di squadra paga, e che solo con l’impegno di tutti possiamo creare opportunità e valore aggiunto per tutti.

Qui una galleria di immagini dell’Assemblea.

Obiettivo50 a MCE Mostra Convegno EXPOCOMFORT 2018

20 Apr 2018 Posted by Gabriella Valeri in Blog, News, Progetti

MCE Expocomfort 2018Il 13-16 Marzo scorso si è tenuta a Fiera Milano Rho la 41-esima MCE-Mostra Convegno EXPOCOMFORT, la vetrina più prestigiosa e la piattaforma mondiale di business per le aziende del settore HVAC+R (Heating, Ventilation, Air Conditioning e Refrigertion), e dell’efficienza energetica, con più di 2000 espositori, di cui più di 900 esteri, provenienti da 55 paesi.

In occasione di questo importante evento fieristico l’ente organizzatore Reed Exhibitions ha stipulato un interessante accordo con Obiettivo50, con l’intento di offrire alle PMI espositrici un momento di check-up della loro proiezione verso i mercati esteri.

Diversi manager di Obiettivo50, attivi nel campo della consulenza sui processi di internazionalizzazione, in occasione di MCE Expocomfort si sono dichiarati disponibili ad incontri a titolo gratuito di 2- 3 ore sul tema della –Internazionalizzazione, presso le PMI espositrici interessate. MCE Expocomfort 2018 stand

REED ha segnalato a Obiettivo50 l’interesse di ogni singola azienda, e la nostra associazione, tramite uno dei propri manager che si sono offerti, ha creato il matching più appropriato in termini di tempo e luogo dell’incontro.
In alcuni casi, gli incontri si sono addirittura svolti presso l’azienda stessa in tempo precedente la Mostra.

Più specificatamente, l’intervento verteva sui seguenti temi:

— Check up della realtà aziendale nei confronti dei mercati esteri (i prodotti e la concorrenza, la comunicazione e il marketing, l’attività commerciale export, la posizione competitiva)

— Valutazione dell’attuale progetto export (i prodotti da promuovere, i paesi su cui focalizzarsi,
il target clienti, gli interlocutori di reale interesse, eventi significativi (Fiere, Congressi, Missioni, ecc.)

A valle di alcuni degli incontri si sono ipotizzate forme concrete di collaborazione, attualmente in corso di finalizzazione.

I risultati dell’accordo Reed Exhibitions-Obiettivo50 sono stati valutati positivamente da entrambe le parti e, dopo quest’anno di sperimentazione, si pensa di replicarlo in futuro.

MCE2018 MCE – Mostra Convegno Expocomfort è una manifestazione fieristica di proprietà di Reed Exhibitions, il leader mondiale nell’organizzazione di fiere e congressi che gestisce oltre 500 eventi in 30 Paesi che hanno registrato più di 7 milioni di partecipanti nel 2017. Reed Exhibitions conta 38 sedi in tutto il mondo a disposizione di 43 settori industriali. Reed Exhibitions fa parte di RELX Group plc, leader mondiale nella fornitura di soluzioni e servizi per clienti professionali in numerosi comparti di business.

 

 

Corso Digital Marketing per PMI, Milano 21-22 febbraio 2018

15 Mar 2018 Posted by Gabriella Valeri in Blog, Formazione

Corso Digital marketing per PMI - Attestati

Il corso Digital Marketing per PMI dello scorso febbraio ha inaugurato le attività formative dell’anno 2018 della AcademyO50 nella sede di Milano. Il percorso ha registrato l’ormai consueto ottimo riscontro nell’indice di gradimento dei partecipanti, che hanno contribuito in modo molto costruttivo al buon esito della due giorni di formazione.

L’obiettivo del corso era di fornire una panoramica di riferimento dei principali temi di marketing e comunicazione digitale di interesse per le PMI: dall’ecommerce ai social media, passando per l’email marketing senza dimenticare il ruolo sempre centrale del sito internet, entro una ben chiara strategia di integrazione online-offline.

Nella redazione del programma e nell’identificare i relatori più qualificati per i vari argomenti è stato questo il nostro criterio-guida: fornire ai manager soci degli strumenti efficaci per affiancare i titolari delle  micro e piccole imprese, da loro seguite come consulenti o temporary manager, per usare al meglio delle loro potenzialità le leve del digital marketing per i piani di crescita del business aziendale.

Qui a seguire un rapido excursus  dei temi toccati nelle due giornate del corso.

Corso Digital Marketing per PMI: Giornata 1 – 21 febbraio 2018

Andrea Albanese, Social Media Marketing & Digital Communication Advisor, ha aperto la giornata con un vivace intervento sulla strategia di marketing digitale, da coordinare con il piano generale di marketing dell’azienda e con l’offline per massimizzarne l’efficacia. In particolare il relatore ha esaminato le piattaforme social in base al loro utilizzo e l’evoluzione del concetto di Branding.

Claudio Romeo, writer e content specialist, titolare di Studio Rosa Pristina, ha presentato alcune linee guida di riferimento per la costruzione di un sito web efficace, sia esso di tipo istituzionale, vetrina, ecommerce, per farne fonte di informazioni e di business per il mercato nazionale e internazionale.

Bianca Maria Carchidio, Consulente e formatrice, comunicazione digitale e Serena Martini, Web project manager di Agis Lab Srl, hanno affrontato il tema chiave dell’Email Marketing, che rimane tra i più importanti strumenti a disposizione delle aziende per un contatto diretto, anche nell’era dei social, per l’elevata redditività e possibilità di profilazione del target.

Dagmar Sporck, AD Salesupply Italia, ha presentato l’evoluzione dell’e-commerce nel mondo occidentale; anche in Italia cambiano le abitudini e l’acquisto sul web vale oltre 20 miliardi di euro nel 2017, con una crescita annua vicina al 20%, un’opportunità che le PMI non devono perdere. Interessante la disamina sulla centralità della logistica ed esempi di soluzioni di eCommerce italiane.

Emanuele Vitali, Co-founder East Media srl – Digital Marketing e comunicazione interculturale Cina,Russia, Corea, ha presentato gli scenari digital e social ed eCommerce in Cina, Russia e Sud Corea, con un particolare focus sui social in Cina e sulle enormi opportunità dell’eCommerce per il Made in Italy.

Fabio Orzieri, titolare della Emilio Scolari, azienda specializzata nella produzione di valigie campionario su misura e a catalogo, ha illustrato il case study del percorso verso la trasformazione digitale della sua PMI.

Corso Digital Marketing per PMI: Giornata 2 – 22 febbraio 2018

Massimo Giordani, Vice Presidente AISM, Innovation & marketing expert, ha approfondito le molteplici facce di Linkedin, dalla strategia alla pratica: il social non serve solo per trovare lavoro, ma è utile per di trovare collaborazioni, potenziali clienti, sostenere la pipeline di vendita con i giusti contatti e relazioni.

Raffaele Romeo Arena,Web & Social media strategist di Futuraform srl, ha parlato di come le PMI possono usare Facebook e Twitter per aumentare il business, con vantaggi, strumenti e casi reali. Facebook resta imprescindibile per fare marketing, Twitter si rivela molto utile per i servizi di customer care.

Fabio Betti, CEO Monkey Trip Communication srl,ha proseguito il tema social concentrandosi sui visual, come YouTube e Instagram. I contenuti visuali in una social media strategy hanno un grande potenziale anche per le PMI, e l’uso di Influencer, i famosi youtubers, può indirizzare concretamente le scelte dei consumatori e dei clienti in generale.

Vincenzo Renzi, Marketing Manager at SMPI Group srl, ha approfondito le strategie vincenti per il lancio di nuovi prodotti e come misurarle, presentando esempi di campagne di lancio di nuovi prodotti e misurazione dei risultati, partendo da strategie fondate sui Social e nuovi marketing mix.

Alessandro Zonin, Social – Digital Media Strategy Leader IBM Italia, ha concluso la giornata, e il corso, con uno speech sull’uso dell’analisi dei dati per migliorare il business on line, in particolare della Social Network Analysis (SNA). Si tratta di capire i collegamenti tra persone e come si propagano le informazioni nella rete di relazioni, per comprendere meglio il proprio pubblico e ottimizzare gli investimenti in marketing e comunicazione.

Corso “L’Innovation Manager per la PMI” 2a ed., Torino, 24-25/01/2018

08 Feb 2018 Posted by Gianfranco Antonioli in Blog, Formazione

Percorso di cultura manageriale “L’Innovation Manager per la PMI”,2a edizione – Torino

Due giorni ricchi di informazione, spunti e stimoli

INNO50_TO_Foto di gruppoDopo il notevole successo della prima edizione di Milano nel settembre scorso, si è svolto il 24 e 25 gennaio a Torino la seconda edizione il Percorso di cultura manageriale “L’Innovation Manager per la PMI”, organizzato da noi di Obiettivo50 e ospitato da Federmanager.

L’iniziativa, a cui hanno partecipato 40 Manager alla ricerca di spunti per rendere una PMI ricettiva all’innovazione, ha visto professionisti con esperienza nel settore come docenti e testimonial.

Giuliana Fresia di Federmanager Torino e Gianfranco Antonioli – presidente di Obiettivo50 – hanno dato il benvenuto ai partecipanti. Patrizia Oliveri del Castillo – Consigliere di Obiettivo50 e Direttore Academy – ha introdotto il tema e i relatori, oltre ad aver illustrato ruolo e competenze del Manager dell’Innovazione. Emilio Sassone Corsi – Docente di Innovation Management all’Università degli Studi Tor Vergata – ha spiegato cosa è l’innovazione, chi la può fare, come, quando, perché e ha illustrato la metodologia Nautilus©, efficace per innescare il cambiamento.

Sono seguite due testimonianze di chi già svolge la professione di Manager dell’Innovazione nelle PMI: Claudio Bergonni e Giovanni Alberti. Andrea Angordizza – CEO di Amet – una medio/piccola impresa di Torino – ha poi illustrato come si implementa l’innovazione nella sua azienda.

La creatività è frutto dell’applicazione di tecniche e metodologie: questo è ciò che ha argomentato in modo convincente Gianni Clocchiatti – Innovator Advisor e fondatore di Eticrea.

Per passare alla “execution” in modo sistematico, Marco Tatti – fondatore e CEO di MaGyc – ha presentato   TRIZ come un metodo sempre attuale per accrescere l’efficacia nel generare e valutare nuove idee, così come Roberto Cantoni – Consulente Senior – ha parlato di System Thinking e System Dynamics, strumenti tecnici per dialogare con l’imprenditore ed implementare le migliori soluzioni.

Il processo innovativo di una azienda parte dal modello di business. Roberto Grieco – Consulente di Direzione e Psicologo dell’Innovazione – ha insegnato come utilizzare il Business Model Canvas, strumento semplice e diretto, che non può mancare nella cassetta degli attrezzi dell’Innovation Manager di una PMI.

La seconda giornata ha posto l’interrogativo sul modo migliore per fare entrare l’innovazione in azienda: svilupparla internamente o acquisirla dall’esterno? Primo Bonacina – Managing Partner, PBS – ha prospettato anche una terza strada: la partnership; Manuel Silva – Open Innovation Project Manager di Electrolux – ha condiviso il modello di innovazione della sua azienda e come vengono raggiunti gli innovatori nascosti; Giacomo Andriola – Presidente Commissione Start up e Innovazione Ordine Ingegneri Milano – ha parlato dei vantaggi che comporta l’adozione di una Start up e ha consigliato una “Innovation Audit” per valutare la propensione interna ad innovare. Renzo Provedel – NineSigma – Business Development Italy e Strategy and Innovation Coach – ha svelato, tramite un caso concreto ed una esercitazione – come i solutori accedono al mercato dell’open innovation e come i committenti trattano le proposte che ricevono

Tema di vitale importanza per le PMI che desiderano concretizzare le idee innovative è quello della ricerca di  risorse economico-finanziarie. Claudia Criscione – Consulente di Direzione – ha edotto la platea sulle forme di finanziamento pubblico e lasciato un prezioso e dettagliato elenco dei link ai bandi più attuali a cui gli innovation manager possono attingere per indirizzare le PMI proprie clienti. Nicoletta Marchiandi Quatraro – Responsabile Settore Innovazione e Bandi della Camera di Commercio Torino – ha illustrato i servizi erogati dalla Camera di Commercio di Torino a supporto della gestione dell’innovazione delle PMI, enfatizzando in modo particolare le opportunità a livello europeo, sia per le imprese che per i manager che desiderino proporsi per il servizio di coaching.

Digital Marketing per PMI, percorso formativo di cultura manageriale, Milano 21-22/02/2018

31 Gen 2018 Posted by Gabriella Valeri in Blog, Formazione, News

Digital Marketing O50 I percorsi formativi 2018 della Academy di Obiettivo50 si aprono con il corso Digital Marketing per PMI, che si terrà a Milano il 21 e 22 febbraio.

Il corso nasce sia per recepire l’interesse per l’argomento espresso dai nostri associati nelle survey di O50, che periodicamente indagano sui loro fabbisogni formativi, sia perché gli strumenti digital sono sempre pù imprescindibili per lo sviluppo del business delle aziende, in particolar modo delle PMI, per le quali è una scelta strategica da intraprendere con coraggio e decisione. Le PMI sono infatti ancora troppo prudenti nei confronti della comunicazione e del marketing digitale, pur se l’adozione di questi strumenti consentirebbe loro, a costi decisamente più contenuti rispetto alla pubblicità e ai media tradizionali, di fare grossi progressi nello sviluppo del business.

Per esempio, comunicazione e marketing digitali sono ottimi alleati per le PMI che intendono affacciarsi sui mercati internazionali. Attivare una piattaforma di e-commerce, fare promozione e garantire una buona reputazione online ai propri prodotti e servizi, sono tutti strumenti che possono portare ad un incremento nei volumi di vendita altrimenti difficilmente raggiungibile.

Intraprendere un corretto percorso di evoluzione digitale, partendo da un semplice sito vetrina, passando poi alla presenza social e alla digital promotion, fino ad arrivare al continuo monitoraggio della propria reputazione online, può assumere un valore strategico per la crescita – o anche solo per la sopravvivenza nel medio-lungo periodo – delle Piccole e Medie Imprese Italiane.

Recenti iniziative governative mirano a supportare la digitalizzazione delle PMI tramite l’emissione di un voucher per l’acquisto di software, hardware e/o servizi specialistici connessi alla digitalizzazione.

Il corso ha l’obiettivo di fornire gli strumenti per indirizzare e accompagnare la PMI affinché essa si doti di strutture digitali efficaci, benché relativamente semplici e a costi contenuti, e di persone in grado di farle funzionare. Si pone dunque come completamento ideale del nostro percorso “L’Innovation Manager per la PMI”. È destinato a Innovation Manager di PMI; Manager, Consulenti di Direzione, che ricoprono o hanno ricoperto posizioni di responsabilità, interessati ad approfondire le tematiche relative al digitale, e vede come docenti e testimonial professionisti e operatori del settore.

Il corso si tiene il 21 e 22 febbraio, dalle 9.00 alle 18.00 a Milano presso Fondazione Ambrosianeum.

Strutturato in 2 moduli per complessive 16 ore, rilascia attestato di frequenza.

 Costi: il corso è gratuito per i soci di Obiettivo50 in regola con il rinnovo annuale della quota associativa.

 Termine ultimo iscrizione corso: 15 febbraio 2018

Per iscrizioni e ulteriori informazioni: info@obiettivo50.it

In allegato: Scheda Corso_DigitalMktg

Programma del corso:

 Il Digital Marketing

– Introduzione / scenario

– Strategia di marketing digitale integrata con quella tradizionale: un mix straordinariamente efficace

– L’importanza di un sito web ben fatto

– L’email Marketing

– L’evoluzione delle vendite on-line nel mondo occidentale

– Scenari Digital, Social ed eCommerce in Cina, Russia e Sud Corea

– Case Study

 I Social Media

– Le molteplici facce di Linkedin

– Come le PMI possono usare Facebook e Twitter per aumentare il business

– Visual Social networks: YouTube e Instagram

– Le strategie vincenti per il lancio di nuovi prodotti. Come misurarle

– Usare i Data Analytics per migliorare il business on line

 

Corso “L’Innovation Manager per la PMI” a Torino, 24-25/01/2018

15 Gen 2018 Posted by Gabriella Valeri in Blog, Formazione, News

Innovation Manager per la PMICome in altre occasioni, dopo il successo dell’edizione milanese dello scorso settembre 2017 (che vi abbiamo presentato qui), si replica anche a Torino il corso “L’Innovation Manager per la PMI”-Percorso informativo di cultura manageriale, in 2 giornate, il 24 e 25 gennaio 2018, corso che inaugura i momenti formativi dell’anno 2018 della nostra Associazione.

In un mondo globalizzato, dinamico e competitivo il successo delle imprese si basa sempre più sull’innovazione, intesa come capacità di creare un contesto organizzativo che faciliti lo sviluppo di nuove idee e le trasformi in reale valore per l’impresa.

In Europa l’innovazione, soprattutto nei paesi anglosassoni e nelle aziende più grandi, è veicolata dall’Innovation Manager.

In Italia, invece, è una professione ancora quasi del tutto sconosciuta, complice anche la dimensione medio piccola del nostro tessuto industriale, che certo non aiuta. Infatti, gli imprenditori delle PMI sono coscienti di dover innovare, ma non sanno come fare, o come attingere alle risorse finanziarie.  Oppure – se il ruolo dell’innovatore esiste – è svolto in prima persona dal titolare dell’azienda, che rischia di essere travolto dalla quotidianità, da mille problemi, da mille scadenze.

Nelle PMI italiane si presentano quindi delle alternative ad una figura interna dedicata all’innovazione a tempo pieno (con le relative rigidità) con il ricorso al temporary management, che garantisce sia maggiore flessibilità che costi più legati ai risultati.

Il corso si propone di sviscerare il tema dell’innovazione, osservandolo da diverse angolazioni. Apprendendo come innovano le grandi aziende, si cercheranno degli spunti applicabili da un Manager che voglia rendere una PMI ricettiva all’innovazione, ed è destinato ai Manager soci che desiderano approfondire le tematiche relativeall’Innovation  Manager di PMI.

 Il Corso è organizzato dalla nostra Associazione tramite Obiettivo50 Academy, è strutturato in 2 moduli di giornate full time per un totale di 16 ore, vede tra i docenti professionisti del settore e ospita testimonianze dirette di operatori del mercato.

Programma del corso:

Creare Innovazione

– Introduzione / scenario

– Ruolo e competenze dell’Innovation Manager per la  PMI

– Le 5W dell’innovazione /  I “10 comandamenti” per una innovazione efficace

– Modificare l’atteggiamento del Manager per cambiare il mindset dell’Imprenditore e di tutta   

  l’organizzazione

– Testimonianze:

  • luci ed ombre del ruolo di Innovation Manager in una PMI
  • l’esperienza di un Imprenditore di una PMI innovativa

– TRIZ: un metodo “evergreen” per la ricerca di soluzioni inventive

– Strumenti tecnici per supportare il processo decisionale in un mondo complesso: System Thinking

  e System Dynamics

– L’innovazione del modello di business: il Business Model Canvas

 Acquistare Innovazione

– Il modello di Open Innovation in una grande Azienda (Electrolux)

– Innovazione in Azienda: “make, buy o partner”?

– Adottare una Start up: una “Innovation Audit” per valutare la propensione a innovare

– Metodi e strumenti per favorire la creatività

– Come una PMI può trovare supporti economico-finanziari per concretizzare i progetti di innovazione – Migliorare la gestione del processo del’innovazione: i servizi erogati dalla Camera di Commercio di

  Torino per aiutare le PMI a innovare

– I broker internazionali dell’innovazione – come opera Ninesigma

Verrà rilasciato un Attestato a chi avrà frequentato entrambe le giornate

Sede di Federmanager – Via San Francesco da Paola, 20  Torino.

Giorni e orari: il percorso d’aula si terrà il 24 e 25 gennaio 2018 con orario 9-18.

Costi: gratuito per i soci di Obiettivo50 in regola con il rinnovo annuale della quota associativa.

Ulteriori informazioni nella Scheda Corso  allegata.

Per iscrizioni e ulteriori informazioni: info@obiettivo50.it.

Termine ultimo iscrizione corso: 20 gennaio 2018

2017, un anno di Obiettivo50

22 Dic 2017 Posted by Gabriella Valeri in Blog, Eventi, News

Come da tradizione, anche quest’anno l’incontro di fine anno tra gli associati è stato l’occasione per ripercorrere 12 mesi di attività associativa e gettare le basi per il prossimo 2018.

Anzi, non un incontro ma più incontri dedicati al brindisi di fine anno si sono tenuti rispettivamente a Torino, il 1 dicembre, a Milano, il 14 dicembre e a Roma, il 15 dicembre, per avere l’opportunità di un contatto diretto con i soci nelle diverse zone d’Italia in cui l’associazione è maggiormente radicata.

In questo 2017 si segnala il rinnovo delle cariche sociali di consiglio d’amministrazione, comitato esecutivo e Tesoriere, l’avvio di nuove promettenti collaborazioni con Starboost, con SocialFare sul tema start-up innovative e con Eurosis Consulting per collaborazioni internazionali, il proseguimento di attività formative della Academy a Milano e Torino (corsi IOT50 – Internet of Things – e INNO50 – L’Innovation Manager per la PMI, workshop Business Game, incontri delle “Pillole di sapere”), i tradizionali momenti di networking, e infine il lancio di nuove iniziative quali una collaborazione con Reed Exhibitions per la manifestazione fieristica EXPO Comfort e BIE. Per la ricorrenza del quindicesimo anno dell’associazione nel 2018 è inoltre in programma un libro commemorativo.

Si chiude dunque un 2017 con un bilancio positivo e si aprono prospettive per un 2018 altrettanto se non di più ricco di opportunità. Vi diamo fin da ora appuntamento con la tradizionale survey che partirà a breve, aperta ai soci per scegliere i percorsi formativi 2018, che come di consueto rappresenta il lancio delle attività del nuovo anno  e con l’incontro di networking di gennaio che conterrà una “Pillola di sapere” da non mancare assolutamente!

Come contattare possibili clienti PMI: suggerimenti e argomenti per il consulente

30 Nov 2017 Posted by Gabriella Valeri in Approfondimenti, Blog

Come contattare possibili clienti PMICome contattare possibili clienti PMI: per il consulente interessato a sviluppare contatti con le PMI, per stimolare le esigenze di consulenza sui classici temi dell’internazionalizzazione, della comunicazione digitale o dell’innovazione (o industria 4.0 che dir si voglia), il primo passo è innanzitutto crearsi dei buoni elenchi di società da contattare.
Questi provengono generalmente da liste espositori di Fiere specialistiche, da Directories tematiche disponibili su web, da specifiche liste di Associazioni, ecc.
Premesso questo, bisogna poi tener presente le oggettive difficoltà insite nel così definito “primo contatto a freddo”.

E’ quindi necessario avere alcuni elementi per rendere efficace la telefonata:

  1. Il nome della persona da contattare – o in alternativa una funzione aziendale precisa
  2. Un valido argomento da presentare (lo Speech)
  3. Il fattore FCC (Focus, Chiarezza, Concisione)

Vediamoli nel dettaglio.

Il primo punto sembra banale, ma spesso si perde tempo ad inseguire l’interno desiderato. Cosa che si può superare se si effettua una ricerca preliminare sui database online (Kompass, Guida Monaci, Europages, e altri, Associazioni, LinkedIn, ecc.) individuando la posizione chiave per l’argomento che si andrà a proporre (vedi punto 2): il responsabile tecnico, il direttore R&D, responsabile acquisti, ecc.

Il secondo punto è poi veramente importante per suscitare l’attenzione dell’interlocutore, e quindi aprire la strada alla discussione. Gli argomenti più validi sono quelli che riferiscono a possibilità di ottenere contributi a fondo perduto: esempi utili sono i bandi del Mise (ad es. per l’internazionalizzazione e la digitalizzazione delle PMI), i vari bandi regionali, i bandi INAIL, ecc. Altri argomenti interessanti sono i finanziamenti agevolati, che però, essendo materia dei commercialisti, potrebbe avere poco appeal se proposti da uno sconosciuto, ma non è mai detto!

Il terzo punto è altrettanto fondamentale.
Focus: saper andare subito al dunque.
Chiarezza: parole semplici e non le solite espressioni in inglese da consulenti.
Concisione: dopo 30 secondi l’attenzione dell’interlocutore già scade.
Se si giunge a poter fissare un incontro in azienda il gioco è fatto: nel corso dell’incontro si illustrerà l’argomento specifico, ma in genere si scoprono ulteriori  problemi e necessità (i bisogni latenti), che possono creare opportunità di collaborazione.

Come contattare possibili clienti PMI: in conclusione, ricordarsi che questo approccio non è un “gioco da ragazzi”, il tasso di redemption è basso, e ci vuole molta pazienza e determinazione.
BUON LAVORO!

 

Il percorso della cultura in Obiettivo50 – La Academy

21 Nov 2017 Posted by Gabriella Valeri in Approfondimenti, Blog

Il percorso della cultura in Obiettivo50Obiettivo50 si è sempre occupata di cultura, fin dalla sua fondazione nel 2004, con lo scopo di sensibilizzare e informare i propri Manager associati.

Nel 2013 prende il via un nuovo ambito di attività: con il corso sul Manager di Reti di Imprese, nasce una vera e propria attività di formazione, con focus sulle professioni manageriali emergenti. Negli anni, ci occuperemo poi di Temporary Export Manager, Mentor di Start-up e Innovation Manager.

Nel 2016 la cultura diventa sistematica e organizzata, visto che Obiettivo50, attenta a tutti gli aspetti socio-economici che, salendo alla ribalta delle cronache, impongono al Manager di averne consapevolezza e conoscenza, indirizza risorse a questo tema e istituisce una struttura dedicata: viene formalizzata la Academy.

Ogni incontro di networking diventa un’occasione per affrontare un argomento culturale, e a seconda della lunghezza, del livello di approfondimento e di interattività richiesta ai partecipanti, l’Academy di Obiettivo50 propone: Pillole di sapere/O50 Incontra, Workshop, Convegni e Percorsi di cultura manageriale.

Le Pillole di sapere e O50 Incontra sono interventi concentrati in una/due ore, mirati su argomenti specifici, erogati durante gli incontri periodici di networking (ad es.: Partita IVA individuale: vecchie e nuove regole; Negoziazione: un metodo per risolvere efficacemente conflitti; ecc.).

Anche durante i Convegni annuali, quando possibile, si dedica uno spazio alla cultura (ad es.,: Il Pianeta Cina; La Digitalizzazione nelle PMI ecc.)

I workshop sono interventi basati su esercitazioni pratiche, che si svolgono in circa mezza giornata (ad es.: Linkedin per il professionista; Conoscere l’Azienda attraverso la lettura del Bilancio)

I Percorsi di cultura manageriale sono interventi su tematiche affrontate a 360°, trattati da esperti di settore, si svolgono su più giornate, uniscono aspetti culturali e pratici, mirano ad aprire l’orizzonte lavorativo dei soci. Alcuni più formativi, altri più informativi, consentono al manager di affrontare e gestire i percorsi delle aziende che a lui si rivolgono. Sono assolutamente gratuiti per i Soci di O50.

I nostri corsi sono ideati avendo in mente le PMI. Questo perché le aziende con meno di 250 dipendenti rappresentano il mercato di riferimento e i Clienti preferenziali per i manager associati di O50, in quanto costituiscono ben il 99,9% sul totale delle imprese italiane (fonte: European Commission). Inoltre, dalle PMI arriva una forte richiesta per le competenze possedute dagli associati di O50, che sono manager di lunga esperienza, con un elevato livello di professionalità e valori etici.

Nella Academy vengono trattate varie tematiche con un filo conduttore ben preciso: fornire al manager che offre consulenza alle PMI una chiave di lettura a 360 gradi, che gli consenta di affrontare e gestire i percorsi delle aziende che a lui si rivolgono.

I temi trattati sono sempre di attualità, scelti dai manager e selezionati in base al fatto che possano far scaturire concrete opportunità professionali.

Dal 2013, dai nostri Corsi sono passati 339 manager e 144 docenti, che hanno erogato 149 ore di cultura.

Circa la metà dei partecipanti hanno trovato sbocchi professionali attinenti ai corsi frequentati:

– dai Corsi MRI e TEMforITALY sono nate collaborazioni con vari aziende ed enti che hanno consentito a svariati manager di trovare sbocchi professionali come Manager di Rete, Temporary Export Manager, Consulenti in Internazionalizzazione, Docenti/Relatori a convegni e seminari in merito a Reti di Imprese e Internazionalizzazione (es.: Regione Lombardia, Provincia di Parma / Ecipar, MISE, Crossbridge, Federmanager/Assetmanagement, Manageritalia Roma, API, CDO)

– dai Corsi START-UP e IOT50 sono scaturite opportunità con Digital Magics e StarBoost come Mentor e Business Angel di Start up, nonché come Consulenti in progetti di Innovazione e Digital Transformation.

La Academy rappresenta uno strumento concreto per il raggiungimento degli obiettivi professionali dei soci, in piena coerenza con la Missione dell’Associazione che è, in buona sostanza, quella di creare opportunità, che si trasformano in rapporti di consulenza o temporary management per i propri manager associati ed in programmi di crescita e sviluppo per le aziende.

Questo è lo spirito che anima tutte le iniziative della Academy di Obiettivo50! (testo di Patrizia Oliveri del Castillo)

Nuova iniziativa voucher MISE per favorire l’approccio delle PMI ai mercati esteri.

18 Ott 2017 Posted by Gabriella Valeri in Blog, News, News, Progetti, Progetti

voucher MISELa nuova iniziativa voucher MISE (Ministero dello Sviluppo Economico) concede contributi a fondo perduto alle PMI, in forma appunto di voucher, per avvalersi di uno o più TEM per sostenere i processi di internazionalizzazione attraverso attività di analisi e ricerche di mercato, individuazione e acquisizione di nuovi clienti, assistenza legale, organizzativa, contrattuale e fiscale e di trasferimento di competenze specialistiche in materia di internazionalizzazione d’impresa.

L’iniziativa fa seguito al successo ottenuto col precedente bando (DM 15 maggio 2015), che ha visto assegnare un voucher a 17500 PMI, in base al quale numerosi manager di Obiettivo50 hanno operato come TEM in favore di una quarantina di PMI.

Questa seconda edizione prevede una proposizione più articolata: a seconda della propria situazione sul tema internazionalizzazione, la PMI potrà scegliere tra due opzioni:
Voucher “early stage”:  di importo pari a 10.000 €, a fronte di un contratto di servizio di durata minima 6 mesi con spesa pari almeno a 13.000 €;
Voucher “advanced stage”: di importo pari a 15.000 €, a fronte di un contratto di servizio di durata minima di 12 mesi, pari almeno a 25.000 €. In questo secondo caso è prevista la possibilità di ottenere un contributo aggiuntivo pari a ulteriori 15.000 €, a fronte del raggiungimento di concreti obiettivi in termini di volumi di vendita all’estero: incremento del volume d’affari da operazioni verso Paesi esteri almeno pari al 15% e incidenza percentuale del volume d’affari sul totale del volume d’affari almeno pari al 6%.

Ulteriori info qui sul sito del MISE.

Anche questa volta i Manager di Obiettivo50 si stanno prodigando, sia per sensibilizzare nuove aziende interessate, sia per valutare con le PMI del precedente bando (tutte più che soddisfatte dei risultati conseguiti grazie a quella esperienza) l’opportunità di partecipare anche a questa iniziativa.

 

Corso “L’Innovation Manager per la PMI”, Milano, 27-28/09/2017

12 Ott 2017 Posted by Gabriella Valeri in Approfondimenti, Blog, News, Progetti

Il percorso formativo di cultura manageriale “L’Innovation Manager per la PMI” si è tenuto a fine settembre a Milano e ha registrato l’eccellente riscontro del 100% di indice di gradimento da parte dei partecipanti. Segno che l’argomento, con i numerosi interventi che ne hanno toccato le varie sfaccettature, ha incontrato le esigenze di approfondimento dei manager presenti. Visto il successo di gradimento, si sta ora pensando ad una replica invernale del corso a Torino.

L’obiettivo del corso era proprio quello di fornire un approfondimento sul tema dell’innovazione, visto sotto diverse angolazioni, e, a partire da come innovano le grandi aziende, individuare degli spunti applicabili dal manager dell’innovazione che intende rendere anche una PMI ricettiva all’innovazione.

L’Innovation Manager è infatti una professione emergente in Italia, che offre agli oltre 6.000 manager senza lavoro e agli oltre 3 milioni di PMI italiane delle eccellenti e concrete opportunità di business.

Nelle due giornate, una dedicata al “creare innovazione”, e la seconda ad “acquistare innovazione”, si sono succeduti interventi di speaker, tutti di alto profilo, provenienti  dal mondo delle imprese e della ricerca e innovazione, che hanno presentato diversificate esperienze e interessanti spunti ai manager in sala. Era infatti folta la partecipazione di soci O50, per un totale di 46 iscritti e 40 qualificati che hanno frequentato l’intero percorso d’aula, a cui sono stati consegnati gli attestati di partecipazione.

Qui a seguire un breve flash report degli interventi delle 2 giornate

Creare Innovazione, Giornata 1 – mercoledì 27 settembre 2017

Saluto di Gianfranco Antonioli, Presidente di Obiettivo50

Introduzione di Patrizia Oliveri del Castillo, Direttore O50 Academy, su ruolo e competenze necessarie per il Manager dell’Innovazione di una PMI, programma e finalità del corso.

Emilio Sassone Corsi, Management Innovation, con un intervento sulle “5W dell’innovazione” e sui “10 comandamenti” per una innovazione efficace, per introdurre cosa deve fare un Innovation Manager in una PMI.

Alberto Biancalana, Consulente TLC/IT, sulla figura dell’Innovation Manager di PMI: luci ed ombre del ruolo in una testimonianza reale.

Gianni Clocchiatti, Innovation advisor, fondatore Eticrea, su metodi e strumenti per favorire la creatività: non è necessariamente un talento, anzi esistono le tecniche per svilupparla.

Gilberto Campos, MaGyc s.r.l. , su TRIZ, un metodo “evergreen” per la ricerca di soluzioni inventive, per accrescere l’efficacia nel generare e valutare nuove idee, permettendo alle imprese una gestione sistematica dell’innovazione.

Enrico Solazzi, Consulente di direzione, sull’innovazione sistematica: per un successo sostenibile, è necessario rendere la generazione di idee una pratica quotidiana.

Roberto Cantoni Consulente Senior, su System Thinking e System Dynamics: strumenti per  supportare il processo decisionale in un mondo complesso.

Daniele Radici, Innovation Specialist & LEGO SERIOUS PLAY Certified Facilitator, sul Business Model Canvas, strumento strategico per sviluppare modelli di business innovativi che non può mancare nella cassetta degli attrezzi dell’Innovation Manager di una PMI.

Primo Bonacina, Managing Partner, PBS Primo Bonacina Services sulle domande da farsi per l’innovazione in azienda: “Make, buy o partner?” e per far sì che in azienda sia sempre “tempo d’innovazione”.

Acquistare Innovazione: Giornata 2 – giovedì 28 settembre 2017

Beatrice Maestri, Open Innovation Project Managers Electrolux, che ha illustrato il modello di Open Innovation di Electrolux.

Daniele Pes, Head of Open Innovation Altromercato, Presidente Corner Stones, Board  Innovits, sulle imprese innovative e come creare filiere per lo sviluppo dell’innovazione in imprese consolidate:

Giacomo Andriola, Presidente della Commissione Start up e Innovazione dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Milano, sull“Innovation Audit”, che ci permette di capire se l’azienda è pronta ad “adottare” una Start-up, valutandone la propensione ad innovare e a ricevere innovazione dall’esterno.

Adriano La Vopa, Innovation Strategist Innoventually, sull’innovation management “aperto”, ovvero come gestire l’innovazione in modo nuovo e collaborativo.

Federico Lanzani, Titolare Isanik, con la testimonianza di un imprenditore di PMI che, unendo competenze manageriali e imprenditoriali, ha creato una PMI “motore di innovazione” anche per altre imprese.

Renzo Provedel, NineSigma – Strategy and Innovation Coach – Business Development Italy, sui broker internazionali dell’innovazione e con un’esercitazione su un business case di “innovazione aperta”.

Mirella Mastretti, Talent4Rise, su come concretizzare le idee innovative attraverso il supporto delle risorse economico-finanziarie disponibili per le PMI tramite bandi UE e ministeriali.

Corso “ L’Innovation Manager per la PMI"

Piano Nazionale Industria 4.0: servono 3.000 manager dell’innovazione. O50 Academy contribuisce

08 Set 2017 Posted by Gabriella Valeri in Blog, News, News
Piano Nazionale Industria 4.0

(tratto da www.sviluppoeconomico.gov.it)

Perché Obiettivo50 dedica un percorso formativo all’Innovation Manager per la PMI? Questo è infatti il tema del nostro prossimo percorso formativo, programmato per il 27-28-9, come da dettagli in questo articolo.

Innanzitutto, perché il tema è di estrema attualità anche istituzionale, come si comprende dal Piano Nazionale Industria 4.0 che prevede la formazione di 3.000 manager  capaci di gestire l’innovazione entro il 2020.

Perché è l’argomento di maggiore interesse da parte dei soci come da sondaggio effettuato tra i soci nel dicembre del 2016

Perché è una professione nuova e rappresenta una opportunità sempre più attuale e concreta per i soci di Obiettivo50 e per le PMI, clienti privilegiati dei  Manager di O50.

 Ecco perché l’Academy di Obiettivo50 è pronta a fare la sua parte e fa partire nelle prossime settimane questo corso dedicato all’Innovation Manager per la PMI

Infatti:

– Ci si rende conto che le piccole e medie imprese italiane sono un esercito di oltre 3 milioni di aziende, con un tasso di innovazione molto basso. I manager di alta professionalità senza lavoro sono un esercito di oltre 6 mila professionisti che rappresentano un patrimonio di competenze gestionali e organizzative da non disperdere (qui per approfondimenti).

– Federmanager ha inserito il profilo dell’Innovation Manager tra le 4 figure del proprio sistema di certificazione delle competenze manageriali (insieme a: temporary manager, export manager e manager per l’internazionalizzazione, manager di rete) e promette di certificare 300 manager dell’innovazione entro il 2018 (qui e qui per saperne di più).

– da parte del MISE è allo studio un incentivo specifico a sostegno dell’introduzione di manager dell’innovazione nelle PMI, replicando sulla digitalizzazione e sull’innovazione il successo dei voucher per l’internazionalizzazione (qui l’approfondimento).

 Il Manager dell’Innovazione è un profilo aziendale piuttosto consolidato nei paesi anglosassoni ed emergente nel contesto italiano ed europeo.

Si tratta di una figura complessa, con molte sfaccettature, in grado di governare e orientare lo sviluppo innovativo dell’azienda da tutti i punti di vista.

Deve possedere competenze e conoscenze ampie e diversificate, e, soprattutto, deve aver sviluppato un network di relazioni di tipo specialistico, manageriale e istituzionale. Tuttavia, prima ancora di designare questo nuovo ruolo è fondamentale che l’imprenditore  creda che l’innovazione sia la leva competitiva che può rendere distintiva la propria azienda (qui il report della ricerca)

Sono proprio questi ultimi due punti che danno al Manager di O50 un grande valore aggiunto e lo rendono assolutamente compatibile con il ruolo.

La profonda conoscenza delle necessità dell’Imprenditore, la disponibilità di un network professionale altamente qualificato e la frequentazione del corso faranno del Manager di O50 un Innovation Manager credibile e assolutamente in grado di cambiare il destino di molte imprese.

Questa proposta formativa è pienamente coerente con la storia di O50, che si occupa di cultura manageriale fin dalla sua costituzione nel 2004 e che ha intrapreso dal 2013 una specifica attività formativa con focus sulle professioni manageriali emergenti, formalizzata con l’istituzione ad hoc di Obiettivo50 Academy.

Dal Manager di rete al TEM Temporary Export Manager, ai piu recenti corsi sulle StartUp e sull’IOT, numerosi sono stati i percorsi formativi da cui sono successivamente scaturite opportunità per i manager associati.

A questo proposito ricordiamo che dai Corsi START-UP e IOT50 sono scaturite recentemente opportunità con Digital Magics e StarBoost come Mentor e Business Angel di Start up, nonché come Consulenti in progetti di Innovazione e Digital Transformation.

Il Percorso di cultura manageriale “L’Innovation Manager per la PMI” si svolgerà a Milano il 27 e 28 settembre : sono disponibili ancora alcuni posti, per info e iscrizioni scrivere a info@obiettivo50.it.

 

Company Creation 10 Weeks, un’impressione personale

25 Lug 2017 Posted by Gabriella Valeri in Blog, Vita da consulente

Company Creation-Alberti Insieme ad altri soci di Obiettivo 50, ho frequentato a Torino dal 26 aprile al 5 luglio la prima edizione del corso Company Creation 10 Weeks, realizzato da StarBoost Academy. Il corso è già presentato nelle sue linee generali in questo articolo del 15 giugno. A me interessa qui passarvi la mia esperienza personale, maturata durante la frequenza delle lezioni in aula e il lavoro di gruppo fuori aula.

Company Creation riguarda la validazione e lo sviluppo delle iniziative imprenditoriali in super early stage, quando esiste un team ristretto di fondatori, esiste un concept, le analisi di mercato sono appena abbozzate, la strategia è in fase embrionale. E’ evidente che a questo stadio le incognite per il team e per gli eventuali stakeholders sono molteplici. StarBoost Company Creation fornisce a queste realtà strumenti e metodi per verificare la propria idea di business e, in caso di esito positivo, di costituirsi in società.

Quali sono i pilastri della filosofia di StarBoost? Li espongo di seguito corredandoli di alcune osservazioni.

 

  1. Lean Methodology. Tutti la conosciamo, almeno nelle linee generali. In sintesi, sottoponi in maniera iterativa al tuo utente una soluzione in bozza (in gergo MVP, minimum viable product), incorporando ad ogni iterazione i consigli dell’utente per migliorare la tua soluzione. Inizia le iterazioni non appena hai un’idea e un modello di business auto-consistenti, senza preoccuparti di aver incorporato nell’MVP tutte le possibili funzioni migliorative. Tanto non sai se l’utente è interessato a tutte queste funzioni. Semplice, no? Allora, alzi simbolicamente la mano chi fra noi, nell’arco della propria carriera professionale, non ha partecipato in varia forma a progetti di innovazione impostati al debutto in base a criteri strettamente market-oriented, che poi hanno perso per strada la bussola del cliente-target e dei suoi bisogni, non arrivando quindi a valorizzare il tempo e il denaro investiti. Eric Ries ha risposto a questi problemi con The Lean Startup, uscito nel 2011: io lo sto leggendo adesso (colpevole ritardo…), ne consiglio a tutti la lettura.

 

  1. Work for Equity. In super early stage, i nuovi business consumano risorse in misura maggiore di quante ne generano. Cammini nella cosiddetta Valle della Morte, i costi superano i ricavi, il giorno del Break Even è una mera ipotesi. Se il team di fondatori è coeso, si accorda per valorizzare le proprie ore uomo in quote societarie, senza attingere alla cassa, che nella maggior parte dei casi è vuota oppure è alimentata da finanziatori di primissima cerchia. In questo modo il team è libero di validare il modello di business secondo un percorso che si costruisce facendo. E’ una fase cruciale e delicata, la ricerca della giusta rotta richiede continui aggiustamenti del timone, dell’assetto della barca e della regolazione delle vele, per usare una metafora. Al tempo stesso, la libertà lasciata al team di applicare rigorosamente la Lean Methodology è garanzia per gli investitori che entreranno nelle fasi successive. E’ chiaro che il Work for Equity per un fondatore è una parziale scommessa, ma quale iniziativa imprenditoriale non ha implicito un livello di rischio?

 

  1. Scambio di conoscenze. Il corso mette a fianco a fianco studenti universitari, managers e consulenti d’azienda, imprenditori giovani e meno giovani. Espone un metodo rigoroso per la definizione del proprio orizzonte di senso e del proprio profilo imprenditoriale. Sulla base di queste indicazioni iniziali, facilita l’aggregazione di gruppi di lavoro intorno alle migliori idee creative. E’ a questo stadio che si attiva la reciproca conoscenza all’interno dei neo-nati team di lavoro e lo scambio delle conoscenze. La formazione dei gruppi di lavoro avviene fra persone che si conoscono da poco e che provengono da percorsi diversi. Presuppone una buona disponibilità al dialogo e alla condivisione delle esperienze. Consente di mettere velocemente a fattor comune competenze complementari, come lo sviluppo di un prodotto digitale, la tecnica commerciale, il project management, il web marketing.

 

Company Creation-salaDaniele Alberti, fondatore di Bakeca.it e di tante altre iniziative imprenditoriali in Italia e all’estero, è il docente principale del corso. Daniele mette a disposizione dell’aula il proprio patrimonio di esperienze, racconta apertamente rischi e opportunità del mestiere di innovatore, fatto di intuizioni, strade in salita e tanto teamwork. Guida con pazienza e visione i lavori dei gruppi, portandoli a costruire l’elevator pitch  per la presentazione del proprio modello di business ad una platea di esperti e di investitori.

Molto interessanti anche i contributi degli altri relatori, fra i quali l’Ing. Gabriele Ermacora, giovane CEO di HotBlack Robotics, intervenuto sulla Lean Methodology, e l’Avv. Carlo Riganti, Managing Partner di StarClex, che ha presentato l’infrastruttura legale necessaria a far nascere e crescere società Company Creation-attestatiinnovative.

Quali sono i prossimi passi della StarBoost Academy? Le idee sviluppate durante questa prima edizione affronteranno una fase di validazione che darà indicazioni chiave su come proseguire il percorso verso il mercato. Due nuove edizioni di Company Creation partiranno da settembre, una a Torino e una seconda a Fortaleza in Brasile.

Alla luce della mia positiva esperienza, consiglio agli amici soci potenzialmente interessati di frequentare e verificare in prima persona l’efficacia di questa innovativa metodologia. Sarò felice di conoscere il vostro feedback. (Testo di Luca Marretta).

L’Innovation Manager per la PMI – percorso formativo di cultura manageriale

19 Lug 2017 Posted by Gabriella Valeri in Blog, Formazione, News, Progetti

Innovation Manager per la PMIDopo il successo dei recenti corsi su Start-up e IoT tenutisi a Torino, O50 Academy  presenta un nuovo percorso formativo di cultura manageriale: INNO50 – L’Innovation Manager per la PMI.

In un mondo globalizzato, dinamico e competitivo il successo delle imprese si basa sempre più sull’innovazione, intesa come capacità di creare un contesto organizzativo che faciliti lo sviluppo di nuove idee e le trasformi in reale valore per l’impresa.

In Europa l’innovazione, soprattutto nei paesi anglosassoni e nelle aziende più grandi, è veicolata dall’Innovation Manager. In Italia è una professione ancora quasi del tutto sconosciuta, complice anche la dimensione medio piccola del nostro tessuto industriale. Le PMI sanno di dover innovare, ma non sanno come fare, o come attingere alle risorse finanziarie; l’alternativa ad una figura interna dedicata a tempo pieno all’innovazione è il ricorso al temporary management, che garantisce maggiore flessibilità e costi legati ai risultati

Secondo gli analisti di mercato, l’Innovation Manager è uno dei quattro nuovi profili che si affermeranno nel mondo del lavoro nel futuro (insieme a temporary manager, export manager e manager di rete).

Ma quale è il ruolo del responsabile dell’innovazione in una PMI? E’ una figura manageriale, che affianca l’Imprenditore e che non si occupa solo di sviluppo e introduzione sul mercato di nuovi prodotti e servizi, ma che apporta innovazione anche nei processi aziendali, nel modello di business e nei paradigmi organizzativi. Il suo compito è creare la cultura dell’innovazione, facendo maturare quei cambiamenti organizzativi che favoriscono l’innovazione.

Il corso ha come obiettivo l’approfondimento del tema dell’innovazione sotto angolazioni diverse, in modo da offrire spunti concreti ai manager che vogliano rendere le PMI loro clienti ricettive all’innovazione; è pertanto destinato a manager, che ricoprono o hanno ricoperto posizioni di responsabilità in azienda, e vede come docenti e testimonial professionisti con esperienza diretta del settore.

Il corso si tiene il 27 e 28 settembre, dalle 9.00 alle 18.00 a Milano presso Fondazione Ambrosianeum.

Strutturato in 2 moduli complessivi per complessive 16 ore, rilascia attestato di frequenza.

Costi: il corso è gratuito per i soci di Obiettivo50 in regola con il rinnovo annuale della quota associativa.

Gratuito anche per neo iscritti, se l’iscrizione avviene entro il termine di 1/9/2017, mentre per non soci il costo è di € 250.

Termine ultimo iscrizione corso: 15 settembre 2017

Per iscrizioni e ulteriori informazioni: info@obiettivo50.it

In allegato: Scheda Corso_Innovation Manager

 Programma del corso:

Creare Innovazione

– Introduzione / scenario

– Le 5W dell’innovazione

– I “10 comandamenti” per una innovazione efficace

– L’innovazione sistematica: metodi e strumenti per favorire la creatività

– TRIZ: un metodo “evergreen” per la ricerca di soluzioni inventive

– Strumenti tecnici per supportare il processo decisionale in un mondo complesso: System Thinking

  e System Dynamics

– L’innovazione del modello di business: il Business Model Canvas

– Innovazione in Azienda: “make, buy o partner”?

– In cosa consiste il ruolo di un Innovation Manager in una PMI

 Acquistare Innovazione

– Ruolo & Responsabilità di un Manager di Open Innovation in una grande Azienda (Electrolux)

– Le imprese che innovano: creare filiere per lo sviluppo dell’innovazione

– Adottare una Start up: una “Innovation Audit” per valutare la propensione a innovare

– L’innovazione aperta nelle PMI

– Il crowdsourcing e le piattaforme online

– I broker internazionali dell’innovazione – come opera Ninesigma

– Come una PMI può trovare supporti economico-finanziari per concretizzare i progetti di innovazione

– Testimonianze di PMI innovative

 

 

I manager si raccontano – Maurizio Cortesi

25 Mag 2017 Posted by Gabriella Valeri in Blog, Casi di successo, Casi di successo

Maurizio CortesiIngegnere, 15 anni vissuti per lavoro in Argentina, Messico, Venezuela, Singapore, Indonesia. Nel 1992 rientro definitivamente in Italia, con vari ruoli manageriali in diverse aziende e nel 2004, a 59 anni, uscito dal giro del management all’italiana, rispondo ad una inserzione della rivista dell’ALDAI che cercava dirigenti disposti ad investire parte del loro tempo per dar vita a un nuovo progetto: la creazione di una Onlus di Manager usciti dalle aziende, che si sarebbe chiamata Obiettivo50 ed emulava un progetto simile nato in Francia alcuni anni prima. Eravamo in una decina: e oggi, con tanto entusiasmo, onestà intellettuale, caparbietà, lavoro di volontariato e un pizzico di fortuna, siamo arrivati ad essere circa 200. L’Associazione nel 2005 intercetta la possibilità di far partecipare una ventina dei suoi Soci alla selezione di Temporary Export Manager (TEM) per il Bando Spring 1, finanziato dalla Regione Lombardia. Il Bando offriva gratuitamente alle PMI lombarde, previamente selezionate, i servizi di Internazionalizzazione attraverso la presenza di un Manager che, a partire da un check up aziendale, affiancasse l’Imprenditore, per un tempo limitato (120 ore), nel tentativo di internazionalizzare l’azienda, posizionandola, ove possibile, all’estero. Il TEM ovviamente veniva retribuito dalla Regione. Bandi simili, ripetuti in questi anni, sono poi stati pubblicati dalla Provincia di Parma, dal Ministero per lo Sviluppo Economico (MISE) e da Federmanager, permettendo a O50 di “creare” molte nuove opportunità di lavoro per i propri Soci.

In questi 12 anni, grazie ad O50, attraverso la selezione di questi Bandi, sono “stato a braccetto” con una ventina di imprenditori lombardi ed emiliani, fornendo loro servizi nell’area delle soft skill mirati prevalentemente all’internazionalizzazione ed in qualche caso alla riorganizzazione.

In un paio di casi ho potuto creare io stesso opportunità di lavoro avvalendomi della collaborazione di Soci di O50 per interventi specialistici richiesti dalle aziende e in un caso sono stato confermato, alla fine del progetto finanziato, come CEO di un’azienda OEM di macchine utensili pressopiegatrici ad alto livello di tecnologia, per circa 3 anni.

In sostanza, il vero caso di successo è quello di O50, che ha permesso a molti Soci di rientrare nel mondo del lavoro mettendo a disposizione delle PMI sia il networking dell’Associazione sia il patrimonio di competenze manageriali, seppur adattato alle realtà delle PMI: realtà che richiedono, in aggiunta alle competenze, una forte dose di umiltà.

Tutto ciò è stato però possibile grazie all’impegno costante di tutti i Soci-Colleghi nel cercare di far crescere con continuità l’Associazione, sia portando nuovi Soci, sia dedicando parte del proprio tempo alla partecipazione attiva nella realizzazione della Mission dell’Associazione stessa. (testo di Maurizio Cortesi)

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I manager si raccontano – Marco Puchetti

26 Apr 2017 Posted by Gabriella Valeri in Blog, Casi di successo, Casi di successo

Marco PuchettiObiettivo50: una scuola di flessibilità.

Obiettivo50 è tra gli strumenti indispensabili per tutti i freelance della consulenza e della formazione aziendale.

Sono in Obiettivo50 sin dai primi incontri, dalle prime riunioni, dalla prima foto fatta dal notaio.

Gli inizi non sono stati facili, c’era l’esempio francese ma il rischio di creare una “Anonima alcolisti” di ex manager disoccupati era alto. Non si usava allora la parola “networking” e quindi nei primi incontri si rischiavamo presentazioni del tipo “Ciao sono Marco e sono senza lavoro da tre mesi…”. La condivisione è importante ma non era così che si potevano creare nuove opportunità. Altre riunioni invece assomigliavano ai gruppi di aiuto per la disintossicazione da vecchie e nuove droghe, per noi dal sicuro e protettivo “posto fisso”: “Come posso lavorare senza la mia scrivania, la mia segretaria e la mia macchina aziendale?”.

Qualche riflessione, seguita anche da un paio di tentativi più concreti, voleva ricreare nell’ambito dell’associazione quel rassicurante mondo di certezze lavorative che molti, volenti o nolenti, avevano dovuto lasciare: creare una cooperativa, una srl di servizi, una qualche società che ci ridesse le nostre certezze perdute? Si tutto bello ma… le opportunità, le aziende, i clienti dove li troviamo? In poche parole: chi paga per i nostri servizi, le nostre competenze acquisite e per le soluzioni che siamo in grado di offrire e realizzare?

Ecco, credo che la forza di Obiettivo50 sia stata quella di aver capito che tutti noi dobbiamo sempre ripartire da quello che sappiamo fare e, senza falsa modestia, spesso molto bene: trovare soluzioni, gestire sistemi più o meno complessi, cercare e creare opportunità.

Sono ancora, dopo 13 anni, iscritto ad Obiettivo50. Un po’ per gratitudine certo, molto perché, anche dopo aver avviato la libera professione e quindi essere in grado di “camminare da solo sulle mie gambe”, l’associazione offre ancora molto: condivisione di opportunità, formazione ed aggiornamenti su temi sempre attuali e tanti colleghi con i quali ho sempre collaborato con uno spirito realmente “cooperativistico”: sempre “sulla stessa barca” mai “concorrenti”.

Grazie ad Obiettivo50 ho scoperto il mondo dei bandi ai quali sembra inizialmente difficile poter partecipare, ho condiviso le piccole difficoltà quotidiane della partita IVA e della sovrabbondante burocrazia, ho avuto conferma che le mie competenze e conoscenze avevano ed hanno ancora possibilità di ottenere una giusta remunerazione se presentate ed incanalate nei segmenti di mercato più interessanti.

Certo è necessaria una buona dose di flessibilità, controbilanciata in parte dalla relativa “libertà” della “libera” professione. Offrire quanto imparato in Bocconi, piuttosto che nelle multinazionali in cui ho lavorato, a PMI spesso di minuscole dimensioni e magari solo grazie ad un bando finanziato dalla Regione Lombardia, comporta una buona dose di capacità di adattarsi. Comunque, ogni volta che devo fare il bonifico della mia quota associativa tiro le somme e mi ricordo delle 25 aziende che ho potuto conoscere e seguire in vari progetti, soprattutto di internazionalizzazione, dei bandi della Regione e del MISE ai quali ho potuto concorrere solo grazie ad altri associati e ai vari incontri formativi ai quali ho partecipato sia come relatore sia come allievo. Ho sempre imparato qualcosa di nuovo che non avrei mai, anche nei tempi di internet, potuto approfondire da solo. I conti alla fine sono sempre a mio vantaggio.

Ovviamente non ho ancora del tutto capito se dal cavallo “posto fisso” sono caduto o se in realtà volevo già scendere. Certamente la flessibilità ogni tanto rassomiglia più al “precariato” che al “prestigio” dei professionisti di un tempo, però gli aspetti positivi superano quelli negativi ed Obiettivo50 è certamente tra gli strumenti indispensabili per tutti i freelance della consulenza e della formazione aziendale. Anche se ogni tanto, devo ammetterlo, soprattutto quando devo pagare il tagliando, la macchina aziendale mi manca…(testo di Marco Puchetti).

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I manager si raccontano – Claudio Cardosi

28 Mar 2017 Posted by Gabriella Valeri in Blog, Casi di successo, Casi di successo

Helicopter overview: guardare il bosco e non gli aghi di pino caduti per terra

Claudio Cardosi

Sono entrato in Obiettivo50 nel 2006, meno di due anni dopo la sua fondazione. Nel 2008 sono stato nominato Vice Presidente, carica che tutt’ora ricopro. Credo di essere il socio più anziano dell’Associazione perché ho appena compiuto 77 anni.

Quando sono entrato, ero già in pensione da cinque  anni, con un importo più che soddisfacente avendo accumulato oltre 40 anni di contributi come top manager  in quattro banche italiane medio-grandi (incarichi che mi sono valsi la nomina a Cavaliere della Repubblica a soli 44 anni) e, prima, in due multinazionali dell’ICT.

Non avevo quindi stringente bisogno di lavorare ma volevo cercare di aiutare chi ne aveva necessità.

Ovviamente non disdegnavo incarichi consulenziali, preferibilmente legati al Sistema Bancario. Ho lavorato sino a quattro anni fa con aziende/enti/associazioni che avevo conosciuto nella mia carriera e, fregiandomi anche dell’appartenenza a O50, ho ottenuto un ritorno economico molto interessante.

Direttamente con O50 ho partecipato  solo ad un progetto in team con altri soci, avendo vinto un bando della Regione Lombardia sul tema “ Ricambio generazionale “.

Nei confronti di O50 il mio è quindi un contributo assolutamente volontario di cui vado fiero: questa posizione mi permette di avere un approccio ai problemi dei Colleghi più distaccato, che  credo sia utile nell’equilibrio generale in seno al Consiglio di Amministrazione.

Un mio vecchio consulente  mi ha insegnato che non bisogna portarsi a casa, la sera, la borsa piena di aghi di pino ma avere una helicopter  overview del bosco in cui si opera……

Anche per questo motivo collaboro, sempre volontariamente, con l’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Milano, per cui partecipo a tre Commissioni di lavoro (con molti punti di contatto con gli obiettivi istituzionali di O50, in particolare formazione e qualificazione professionale) e dal quale sono delegato per gli Esami di Stato al Politecnico di Milano.

Due Ingegneri iscritti all’Ordine sono stati da me portati in O50 e, grazie alle nuove opportunità create, hanno potuto trovare un riposizionamento stabile; ad altri parlo continuamente di O50.

Sempre in  O50 ho contribuito a definire il programma di alcuni corsi facenti ora parte del Catalogo di O50 Academy, ad alcuni dei quali ho anche partecipato come discente.

Sono il responsabile dell’accettazione dei nuovi Soci, a valle delle interviste effettuate dai nostri bravissimi selezionatori. Un compito che richiede attenzione e rigore nella valutazione delle competenze, per garantire il mantenimento dell’immagine di Associazione di nicchia, ma soprattutto di elite, guadagnata da O50. Solo così possiamo oggi dire, senza tema di smentite, che l’appartenenza a O50 è di per sé un bollino di qualità per le proprie competenze professionali, di cui ogni Socio deve andare orgoglioso. A fronte dell’obiettivo dei 200 soci raggiunto alla fine del 2016, almeno altrettanti sono stati “bocciati“: il processo di  selezione è dunque molto serio e impegnativo. Inoltre mi occupo della registrazione delle quote associative e del sollecito nei ritardi.

Insomma di lavoro da fare ce n’è ma anche di soddisfazione. Il segreto di O50 è che tutti devono collaborare per ottenere i risultati per sé e per i Colleghi, senza aspettare egoisticamente…..la pappa fatta e l’occasione d’oro. (testimonianza raccolta da Ugo Panerai)

 

 

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Passaggio Generazionale: come procedere

11 Mar 2017 Posted by Gabriella Valeri in Blog, Vita da consulente

Vi presentiamo un articolo sul tema del passaggio generazionale a cura di un socio esperto sull’argomento.

Statisticamente, il numero di società che riescono a passare di mano si riduce di un terzo ad ogni passaggio generazionale: perché?

I motivi possono essere molteplici: dalla minore capacità imprenditoriale della nuova generazione alla incapacità di passare il timone da parte dell’imprenditore fondatore o prosecutore.

Nessun padre o madre di famiglia direbbe al proprio figlio/a: “No, non camminare perché potresti cadere e farti male. Aspetta: quando io non ci sarò più, allora potrai esercitarti senza farmi preoccupare”.

A volte, il motivo della difficoltà del passaggio è molto più psicologico che di qualità reale degli interlocutori. Perdere la guida della propria società, guidarla con mano ferma verso un business sempre più difficile, con un mercato in continua evoluzione, non è cosa da ragazzini.

Però le soluzioni innovative vanno introdotte, bisogna svecchiare le procedure, essere più flessibili, adattarci alle richieste dei clienti, digitalizzare l’offerta, allargare il mercato ed espandersi all’estero.

Tutte cose giuste a parole, ma pericolose nei fatti e di difficile controllo: e chi mai ha l’esperienza per gestire tutto questo? “Qui c’è il rischio di fallire ancora prima di iniziare e di vedersi portare via l’azienda!”

Questi sono i dubbi e le idee che spesso passano per le teste di padri e figli: come risolverle? Come conciliare le iniziative innovative e le esperienze tradizionali che hanno portato l’azienda a crescere ed a raggiungere i risultati odierni?

Tutto questo si può fare procedendo prima a piccoli passi, chiarendo gli aspetti tecnici in primo luogo e poi curandosi di quelli psicologici, quelli che incidono sulla fiducia e sulla sicurezza.

Le persone non devono fare né passi più lunghi della gamba né effettuare azioni rivoluzionarie: semplicemente non servono soluzioni drammatiche, ma occorre impostare un piano di azione da condividere.

Come dice il saggio cinese: si possono scalare le montagne iniziando a piccoli passi.

La cosa interessante è che si inizia con i piccoli passi e poi si continua con passi sempre più grandi, ma più sicuri e fermi, con il conforto di ogni interlocutore.

Se il genitore non controlla e sostiene il proprio bambino mentre impara a camminare e gli insegna come comportarsi e muoversi per evitare cadute rovinose, che genitore è? Allo stesso modo dovrà darsi da fare perché il proprio figlio possa crescere in azienda con passo sicuro.

Allo stesso modo non vedo un bambino che decide di mettersi a correre nel salire e scendere le scale, pensando di sapere tutto e di far vedere al genitore come si fa.

passaggio generazionale

Tutto questo si può fare senza dover urlare, ma mettendosi in posizione di ascolto, con attenzione: il rispetto delle esigenze dell’altro è un elemento fondamentale per accrescere la fiducia: se non si ascolta l’altro interlocutore come possiamo pensare di essere anche noi ascoltati?

Dobbiamo riconoscere quindi l’esperienza che ha portato l’azienda a prosperare e sopravvivere fino ad oggi e, se vogliamo che si conservi in futuro, dobbiamo mettere in grado la nostra progenie di proseguire con le innovazioni necessarie, dando quelle indicazioni che riteniamo opportune.

Anche l’errore fa parte dell’esperienza che il novello imprenditore dovrà incontrare e gestire: se sbaglierà con il genitore presente potrà essere da lui supportato ed incoraggiato, e potranno anche esserci, in futuro, molti  “te l’avevo detto che avrebbe funzionato” da parte del figlio, o almeno lo spero proprio! L’innovazione non è immobilismo, non è “abbiamo sempre fatto così!”

Si fa esperienza scambiando idee, commentandole, criticandole, facendole crescere e valutando i rischi con la partecipazione attiva di tutti gli interlocutori.

Non si è eterni (non ancora almeno) e il nostro giocattolo che ci dà tante preoccupazioni, ma anche tante soddisfazioni, dovrà passare di mano: pianifichiamo con calma, condividendo le scelte. Si può pilotare la situazione per raggiungere l’obiettivo finale. E poi, perché non goderci anche la meritata pensione, visto che questa generazione lo può fare?

Ognuno di noi ha un compito ben preciso e rilevante da svolgere nei vari momenti della nostra vita: perché contrastarlo? Perché non accettare qualcosa che è previsto nel nostro DNA?

Se poi vi sembra difficile tutto questo e vi serve un aiuto, ci sono persone che sono in grado di darvi una mano: una persona esterna, può risolvere molto in fretta i vostri problemi di insicurezza e mettervi in condizione di maggior attenzione … a patto che la persona non parteggi per qualcuno (sarebbe un grave errore), che non formuli giudizi del tutto inappropriati, in contesti così particolari e diversi, e che si impegni ad aiutarvi comprendendo le ragioni psicologiche che stanno alla base di scelte e comportamenti.

Se poi la persona ha anche conoscenze tecniche ed è in grado di farvi valutare la situazione e farvi prendere le scelte migliori per quel momento e quelle informazioni disponibili, allora avete raggiunto un obiettivo duplice: andare d’accordo e prendere le scelte giuste!

Ma ricordatevi: dovete effettuare voi scelte e decisioni. Il compito del consulente è mettere d’accordo mente (soluzioni razionali) e “pancia” (soluzioni d’istinto ed emotive) sulle scelte da effettuare. (testo di Maurizio Volonghi)

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I manager si raccontano – Leonardo Petrilli

16 Feb 2017 Posted by Gabriella Valeri in Blog, Casi di successo, Casi di successo

temporary export manager per pmiTemporary Export Manager per Pmi: una nuova sfida per la propria esperienza e le proprie competenze. E O50 mi ha aperto la strada…

Laureatomi in Ingegneria a Bologna, in più di 30 anni di carriera ho maturato un’esperienza manageriale con una notevole esposizione sui mercati internazionali nel campo dell’ingegneria di opere portuali e in quello dei grandi impianti petroliferi.

Successivamente, come professionista autonomo sono stato amministratore delegato di una società di costruzioni civili e investimenti immobiliari e consulente in tema di di servizi per l’imprenditorialità in corsi di formazione alle tecniche manageriali per un importante ente regionale a partecipazione pubblica.

Ho conosciuto Obiettivo50 nel 2008 grazie all’ALDAI e mi sono subito iscritto, attratto dall’idea di poter scambiare esperienze e conoscenze con colleghi, partecipare attivamente alle diverse iniziative e poterne trarre utili spunti per lo sviluppo della mia professione di consulente.

Ed è grazie ai contatti e alle opportunità offertemi da Obiettivo50, infatti, che ho potuto instaurare negli ultimi anni numerosi rapporti di collaborazione come Temporary Export Manager per Pmi del Centro-Nord Italia nei settori impianti meccanici, prefabbricati e progettazione idraulica.

Nel corso di questa attività ho aiutato le aziende a capire che l’espansione all’estero non si improvvisa: presuppone la conoscenza dei mercati locali, delle norme internazionali, dei problemi fiscali, doganali e amministrativi, oltre che delle lingue. Cose che difficilmente si trovano tutte insieme in una Pmi, che richiedono tempo e possono molto giovarsi dell’apporto di esperienze managerali collaudate.

E’ così che, sulla base di questa convinzione, non di rado mi è stato chiesto di affiancare il management aziendale in Italia e all’estero su tutta la linea: sviluppo commerciale, rapporti con fornitori e clienti (soprattutto nei contenziosi), programmazione dei nuovi investimenti.

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Industria 4.0 e PMI: non “SE” ma “COME”

02 Feb 2017 Posted by Gabriella Valeri in Blog

Vi proponiamo oggi un articolo sul tema Industria 4.0 e PMI a cura di un socio esperto sull’argomento.

Recentemente API (Associazione Piccole e Medie Imprese) ha diffuso i dati raccolti dal suo Osservatorio su Industria 4.0: fra l’altro, è emerso che circa il 25% degli imprenditori intendono avviare processi in tale direzione nei prossimi 5 anni.

E gli altri 3/4 delle imprese?

Questo risultato testimonia che, guardando al tessuto industriale italiano, tutto il gran parlare che ormai da molti mesi si sta facendo su Industria 4.0, Smart Manufacturing, Rivoluzione Digitale, e tutte le altre belle definizioni così di moda, ha fino ad ora ha sostanzialmente fallito il suo scopo principale: rendere consapevoli le aziende, di qualsiasi settore e dimensione, che l’entrata in questa corrente non è una scelta opzionale, ma al contrario è un dato di fatto che sta già raggiungendo tutti, come venditori, produttori e clienti.

Il punto quindi non può essere “se” avviare processi in tale direzione, dato che tali processi, che piaccia o no, si sono già avviati fuori e sopra le singole aziende, e presto o tardi arriveranno a coinvolgerle (se non l’hanno già fatto …); il punto deve essere “come” governare, e non subire passivamente, gli effetti e le influenze, anche molto profonde, che tale coinvolgimento inevitabilmente causerà.

Non è infatti la singola azienda, grande o (a maggior ragione) piccola che sia, che può decidere, per esempio, il grado di personalizzazione dei prodotti voluto dai consumatori finali (nel fashion, nel luxury, ma anche nell’impiantistica e nella componentistica), o il livello di servizio richiesto dai suoi clienti (che siano automotive, o grande distribuzione, o utilities, o singoli individui), o il prezzo accettato dal mercato (a meno che, ovviamente, non si sia in grado di offrire qualcosa di unico): questi elementi sono vincoli dati, sempre più stringenti e sempre più rapidamente in evoluzione, e le imprese, tutte, devono scegliere se continuare a competere, cavalcando (e magari anticipando) le richieste o se viceversa, molto semplicemente, uscire dal gioco.

Questa è la realtà, che, per molti versi, è poi la solita, dato che da sempre le aziende devono muoversi dentro uno scenario competitivo: oggi tale scenario prevede più velocità, più interdipendenza e più complessità, e quindi fare impresa può essere più difficile, ma non è certo impossibile (e, soprattutto, può dare ancora molte soddisfazioni).

La sfida è capire come continuare a competere, e la risposta è rappresentata dalla digitalizzazione dei prodotti / servizi offerti e dei processi – produttivi, gestionali e di relazione con il mercato – messi in atto: questa non una fra le opzioni possibili, ma, nel lungo periodo, l’unica possibilità, perché anche la più specialistica, artigianale e manuale delle imprese prima o poi si troverà ad avere competitori in grado di offrire (per esempio) prodotti analoghi in tempi più brevi, o arricchiti da servizi complementari, o (sempre per esempio) ad avere sempre più clienti che chiedono modalità di acquisto (“customer experiences”, come si dice …) diverse e nuove, che non passano dalla sola relazione tradizionale.

È la digitalizzazione lo strumento che permette di far fronte a queste, ed a tutte le altre innumerevoli possibili sfide esterne, e tutte le imprese devono essere consce di questo: la digitalizzazione è quindi una grande opportunità, non un pericolo.

Le imprese devono però essere anche consapevoli che la “Rivoluzione Digitale” – che si declina in Industria 4.0 nella manifattura, in connettività e “servitizzazione” dei prodotti, in smart e mobile working nelle organizzazioni, in approccio “data-driven” nei processi decisionali, e così via – non è semplicemente un insieme di tecnologie, ma in realtà si fonda su un cambiamento di paradigma, con l’azienda che da struttura sostanzialmente chiusa, statica, pensata in termini gerarchici e competitivi, deve trasformarsi in un ecosistema (formato da parti che cooperano fra loro restando dinamicamente in equilibrio), che vive all’interno di ecosistemi più ampi, che coinvolgono clienti, fornitori e stakeholders in genere.

Industria 4.0

Solo dopo questo passaggio culturale l’impresa potrà accostarsi all’immenso bouquet di strumenti e soluzioni che concretizzano la “Rivoluzione Digitale”, al fine di scegliere ciò che più possa esserle utile, per risolvere criticità o cogliere opportunità, e a questo punto le modalità di implementazione – priorità considerate, aree coinvolte, risorse dedicate, velocità, e così via – saranno scelte tattiche dettate dalla situazione istantanea dell’azienda, che però, in quanto riferite ad un modello strategico complessivo, potranno restare fra loro coerenti anche se attuate “a macchia di leopardo”, come in effetti è consentito dalle tecnologie coinvolte, che in genere si prestano ad applicazioni modulari e scalabili.

In sintesi, quindi, per una impresa – grande o piccola – il “come” entrare nel flusso della Rivoluzione Digitale passa attraverso tre passaggi

-accettare che questo coinvolgimento è ineludibile, e può essere subito o governato, ma non evitato, in quanto parte integrante dell’evoluzione dello scenario competitivo di ciascuno

-farsi consapevole che tale coinvolgimento è costituito prima di tutto da un cambio di paradigma, da struttura chiusa e statica ad ecosistema parte di ecosistemi più ampi, e dotarsi di una nuova visione strategica coerente con tale nuovo paradigma;

-solo a questo punto scegliere, in coerenza con tale visione e passo passo, le tecnologie e gli strumenti più opportuni per muoversi lungo il percorso di trasformazione digitale, e procedere alle implementazioni secondo le proprie necessità e capacità.

Se, al contrario, si parte concentrandosi su tecnologie e strumenti, calcando la mano sull’immagine “disruptive” (e, in fondo, modaiola) della Rivoluzione Digitale, senza contestualizzarla alle singole realtà, il risultato che si ottiene è quello detto all’inizio: il 75% delle PMI, in Italia, di fronte ad Industria 4.0, dicono “no, grazie, non ci serve”, senza rendersi conto che in questo modo si condannano all’emarginazione ed alla morte. E se si è commesso questo errore di approccio, l’aggiunta di incentivi economici e finanziari (il “Piano Nazionale”, i bandi di finanziamento, etc.) non sarà di grande aiuto: essi cadranno nel vuoto, o al più “drogheranno” il sistema, generando investimenti casuali, opportunistici, e, di fatto, in genere privi di effettivi ritorni di lungo periodo.

Il rischio che accada proprio questo è concreto, e tocca a tutti gli attori in campo – istituzioni, associazioni di imprese e professionali, consulenti, imprenditori e manager – comprenderlo e muoversi, con la massima urgenza ed incisività, per mitigarlo: auguriamoci che ciò accada, se non vogliamo che il sistema industriale italiano perda anche questa opportunità (che, ormai, potrebbe davvero essere l’ultima). (testo di Bruno Lodi)

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Industry 4.0 e PMI: occasione per crescere e migliorare l’efficacia globale

06 Dic 2016 Posted by Gabriella Valeri in Blog

Vi proponiamo oggi un articolo su Industry 4.0 e PMI a cura di un socio con lunga esperienza in ambito manifatturiero.

Industry 4.0 e PMIIndustry 4.0 rappresenta un segnale di cambiamento radicale per l’industria manifatturiera proponendosi come logica evoluzione della tecnologia digitale al servizio della condivisione non più solo tra le persone ma anche tra le “cose”.

Nel trentennio di esperienza manageriale nelle PMI ho sostenuto l’impiego di modelli produttivi e formativi adatti a sostenere la capacità innovativa, l’impiego di tecnologie attualizzate, l’automazione integrata, l’opportunità di acquisire dati di processo ed analizzarli per ottenere feed-back di efficienza produttiva.

Denominatore comune è sempre stata l’attenzione all’elemento umano come attore dominante e valorizzante.

Coerentemente con la velocità e le necessità dei tempi, ho vissuto tutto ciò in maniera separata, abbinando aspettative e risultati a parole d’ordine che negli anni si sono succedute in ogni sito produttivo: qualità, flessibilità, miglioramento continuo, problem solving, teamworking, lean production, empowerment, …. ecc.

Su detti argomenti le PMI hanno costruito progetti, successi e fallimenti.

Elemento perturbante in questo contesto è sempre stata la difficoltà di trasformare l’efficienza delle risorse (materiali e non) in efficacia organizzativa e produttiva.

L’opportunità di superare questa problematica potrà rappresentare un valido stimolo per applicare il nuovo modello produttivo ispirato ad Industry 4.0 anche per predisporsi ad affrontare mercati in continua e rapida evoluzione, orientati a richiedere sempre maggiori volumi e flessibilità.

Industry 4.0 sembra offrire (nel medio termine) alle nostre PMI la via per implementare una trasformazione tecnologica mediante un processo di crescente digitalizzazione delle operations e molte fonti indicano che nel settore industriale l’incremento di efficienza produttiva atteso per il prossimo quinquennio è stimato nell’ordine del 15 % (grazie a miglioramenti in tutta la catena dei processi) cui potrebbe affiancarsi una riduzione dei costi di pari ordine di grandezza.

Quindi progetteremo e svilupperemo prodotti mediante simulazioni ingegneristiche che dovranno coinvolgere anche il “consenso” delle reti di macchinari di processo;  vale a dire che, in proiezione, gli impianti produttivi avranno una propria rigida “consapevolezza” che dovrà interagire con i comandi umani per ottimizzare l’efficacia, anche in termini di impiego energetico e riduzione costi.

Appare evidente che solo un adeguato sforzo in termini di coinvolgimento e formazione del personale potrà condurre al recupero di quell’efficacia indispensabile per accrescere il valore del prodotto/servizio.

L’essere umano si troverà più coinvolto nel ruolo di supervisore del sistema produttivo impiegando la propria creatività per sviluppare le strategie di industrializzazione, risolvere problematiche inattese e monitorare l’intero processo.

La possibilità di monitorare, analizzare ed integrare in tempo reale e simultaneamente sempre più dati e informazioni rilevate su prodotti, processi e sistemi, costituirà dunque il punto chiave per consentire ai supervisori di prendere decisioni utili ad ottimizzare lo sfruttamento degli impianti.

E’ pensabile che, nel tempo, alcune funzioni “tradizionali” perderanno importanza, ma è altrettanto vero che per sostenere l’implementazione e garantire l’operatività delle nuove soluzioni produttive necessiterà anche un significativo e moderno impegno “manutentivo” interno e/o l’impiego di nuove soluzioni di assistenza che potranno impiegare sia giovani preparati che personale con lunga esperienza.

Sta di fatto che per mantenere i lavoratori al centro del sistema produttivo dovranno essere ripensati tempi e modalità con cui il lavoro dovrà essere svolto.

Non è pensabile applicare una logica produttiva coerente con Industry 4.0 senza un significativo incremento delle competenze degli addetti (da semplici operatori a tecnici altamente specializzati).

In base all’esperienza e all’attuale stato delle PMI appare sensato pensare che il processo di introduzione delle logiche connesse ad Industry 4.0 sarà graduale con priorità ai processi capaci di dare un ritorno più vantaggioso nel breve periodo (es. qualità di servizio, pianificazione e tracciabilità dati di processo, tempi di attraversamento commesse, flessibilità, qualità del prodotto, personalizzazione di prodotto, manutenzione).

Ciò permetterà un impatto altrettanto graduale sul personale il cui livello operativo dovrà essere portato, e mantenuto, all’avanguardia tanto quanto quello dei macchinari Grande responsabilità sarà quindi demandata non solo al sistema educativo scolastico ma soprattutto ai processi di formazione propri di ogni azienda.

Solo così il connubio Industry 4.0 e PMI potrà rappresentare l’occasione di crescita e coinvolgimento della risorsa umana per concorrere all’aumento dell’efficacia globale.

(testo di Walter Nardini)

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I manager si raccontano – Maurizio Volonghi

25 Nov 2016 Posted by Gabriella Valeri in Blog, Casi di successo, Casi di successo

Maurizio VolonghiObiettivo50: una spinta in più ad abbracciare un’attività di consulenza, con la certezza di avere un network di colleghi con cui scambiare idee ed esperienze

Ingegnere di formazione, ho ricoperto posizioni manageriali in multinazionali italiane ed estere, occupandomi in particolare di automazione industriale, logistica e informatica di fabbrica, con l’adozione di tecniche di Lean Manufacturing per incrementare l’efficienza e ridurre i costi produttivi.

Ho avuto esperienze manageriali diversificate in Europa e Usa nello sviluppo di processi chimici e nell’organizzazione e gestione di risorse umane e finanziarie per obiettivi strategici e operativi, in ambito Ingegneria, ma anche Commerciale.

Sono stato infatti direttore commerciale presso una multinazionale tedesca nella Business Unit dedicata inizialmente a sistemi di controllo di processo e successivamente anche a distribuzione elettrica, automazione e risparmio energetico.

Nel 2011 ho conseguito l’Executive MBA presso il MIP-Politecnico di Milano.

Nel luglio 2013 ho incontrato Obiettivo50 grazie ad un socio presentatore. Ho subito apprezzato lo spirito dell’associazione e le opportunità di un network manageriale: scambio di esperienze, formazione, valorizzazione del contributo da parte di ciascuno per lo sviluppo dell’Associazione. Mi è sembrato in assoluto che i soci di O50 avessero maggiori contatti ed opportunità di lavoro e capacità di aggiornare costantemente il proprio know-how più che in ogni altra associazione.

L’incontro mi ha rafforzato nel proposito, che già stavo maturando, di avviare, forte della esperienza accumulata e dei risultati raggiunti, un’attività professionale indipendente. Ho potuto infatti confrontarmi con molti altri soci che avevano avuto analoghe positive esperienze.

L’attività di consulenza intrapresa riguarda automazione, gestione della produzione e management strategico. Ho operato fra l’altro come consulente commerciale per società italiane e francesi. Come consulente di direzione strategica presso una società italiana, ho sviluppato, dopo aver allineato gli obiettivi dei tre soci, con caratteristiche e capacità diverse ma complementari, un business plan triennale di espansione in Cina e Usa, oltre che di miglioramento interno. Il piano ha avuto successo.

Con O50 ho avuto modo di accrescere le mie conoscenze anche al di fuori dei miei tradizionali campi di esperienza. Questo mi mette in condizioni di “arricchire il mio biglietto da visita” ed esplorare nuove possibilità di business. (testimonianza raccolta da Ugo Panerai)

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Percorsi informativi di cultura manageriale e opportunità professionali per i soci

14 Nov 2016 Posted by Gabriella Valeri in Blog, Formazione2
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Corso Internet of Things (2016)

Obiettivo50, ben sapendo che un manager deve essere sempre informato e consapevole dei temi socio-economici di più stringente attualità, si impegna da tempo nell’informazione e formazione dei soci, attività di recente formalizzata con l’istituzione ad hoc di Obiettivo50 Academy, struttura interna dedicata alla formazione.

Tra gli argomenti affrontati negli anni, sia con convegni che con percorsi Informativi, troviamo Pianeta Cina (2009), Programma MRI Manager di Reti di Imprese (2013), la Comunicazione Digitale (2014), l’Internazionalizzazione e il TEM -Temporary Export Manager (2015), lo Start Up delle PMI innovative (marzo 2016), e  da ultimo l’IoT-Internet of Things (ottobre 2016).

Qualche numero per testimoniare il successo di queste iniziative: solo negli ultimi 3 anni i partecipanti ai corsi sono stati ben  240, le occasioni di incontro per coaching, formazione e informazione sono state 19, per complessive 106 ore di docenza erogate da 81 relatori di altissimo profilo. Diversi percorsi formativi hanno inoltre avuto una seconda edizione, altro segnale molto positivo.

Corso TEM Torino gruppo

Seconda edizione corso TEM- Torino (2016)

Nel documento qui allegato trovate una presentazione dell’Academy, che ripercorre nel dettaglio iniziative e temi della formazione O50.

Queste tematiche vengono sempre trattate con un filo conduttore ben preciso: fornire al manager che offre consulenza alle PMI una chiave di lettura a 360 gradi che gli consenta di affrontare e gestire i problemi di sviluppo e di evoluzione delle aziende che a lui si rivolgono. Il percorso ha quindi un approccio informativo e di scenario ma anche pratico, in quanto ad esempio vengono prese in esame le caratteristiche che deve avere un Manager di Rete di Imprese, o un Temporary Export Manager, o, ancora, un Mentor di impresa in una Start Up.

Questo successo di partecipazione e i positivi riscontri ricevuti non sarebbero tuttavia sufficienti se questi risultati non si potessero misurare in termini di opportunità professionali e di networking molto qualificato a vantaggio dei soci. Per quanto i dati in nostro possesso non ci permettano una mappatura adeguata del fenomeno, alcune indicazioni sicuramente siamo in grado di  riportarle.

Per cominciare, diverse opportunità per i soci qualificati ai corsi si sono avute nell’ambito delle Reti di Imprese e Internazionalizzazione, con collaborazioni con Federmanager, Manageritalia (Roma), Ecipar/Provincia di Parma, AssetManagement/Gi Group, come consulenti, docenti o relatori a convegni, seminari, corsi. Degni di nota i progetti di Internazionalizzazione di PMI gestiti dai soci Obiettivo50, che si sono segnalati come case histories esemplari dell’iniziativa ESP-Export Service Parma.

Svariate poi le opportunità professionali come Temporary Export Manager di PMI, nei bandi GATE di Regione Lombardia (2014) e del MISE Ministero dello Sviluppo Economico (2015), oltre che a seguito di segnalazioni di altri soci comparse in bacheca.

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Corso Start-Up (2016)

Infine, anche con riferimento alle più recenti attività formative del 2016, si sono aperte opportunità ai soci come mentor, Business Angel e consulente per Start-Up, oltre che con la richiesta di un loro contributo manageriale in progetti di Innovazione e Digital Transformation per start-up acquisite da multinazionali.

L’ultima parola infine la lasciamo direttamente ai soci che, nel raccontare come Obiettivo50 ha positivamente influito sul loro percorso e rilancio professionale nella nostra sezione sui casi di successo, hanno esplicitamente citato la partecipazione ai corsi di formazione.

Ecco, per noi questo è il vero successo della formazione della Obiettivo50 Academy: che il corso TEM 2015 abbia fornito il know-how per collaborare con successo a progetti internazionali, o che il corso per Manager di Rete 2013 abbia dato gli strumenti per avviare e portare avanti una rete di imprese.

 

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I manager si raccontano – Loris Crozzoletti

22 Ott 2016 Posted by Gabriella Valeri in Blog, Casi di successo, Casi di successo

 

Loris Crozzoletti

Conoscere nuovi colleghi e seguire le iniziative di formazione di Obiettivo50 allarga gli orizzonti professionali

Laureatomi in Scienze dell’Informazione nel 1987, ho ricoperto diversi ruoli in multinazionali del settore ICT come IBM, H-P, Netscape.

Dopo una breve esperienza nel management team di una start-up anglo-spagnola a cavallo degli anni 2000, ho intrapreso un percorso lavorativo come libero professionista sempre in ambito ICT, collaborando sia con grandi aziende, come Vodafone, sia con PMI italiane. In questo ambito rientrano anche le collaborazioni con Cestec (Regione Lombardia) come ICT Temporary Manager nel quadro delle edizioni 2008 e 2010 di Dinameeting, programma di promozione dello sviluppo aziendale attraverso l’ICT.

Nel 2012 vengo a conoscenza di Obiettivo50. Dopo alcuni incontri introduttivi rimango favorevolmente colpito dalla qualità  professionale ed umana dei soci e dal loro bagaglio di esperienze;  e in particolare dalle possibilità offerte dall’Associazione in termini sia di nuove opportunità professionali, sia di occasioni di formazione anche in ambiti diversi rispetto al mio skill primario.

Pur continuando a lavorare nel mio settore principale di attività, quello di progetti internazionali in area ICT, ho dunque sempre colto le opportunità di formazione, scambio di esperienze e networking tra soci, che mi hanno consentito di propormi alle imprese anche in ruoli diversi rispetto al puro ambito ICT.

A questo proposito si possono citare:

  • la collaborazione ad un programma di export di prodotti “Made in Italy” in Benelux, per cui mi sono occupato di listini di acquisto / vendita, realizzazione di un webshop, online / offline marketing tramite social media ed organizzazione di eventi ad-hoc, magazzini e logistica
  • la collaborazione con un System Integrator italiano per l’avvio di una filiale operativa in Spagna.

Il know how per la realizzazione di tali iniziative è stato appunto da me acquisito anche grazie alla partecipazione al corso TEMforItaly organizzato da O50 nel corso del 2015. (testimonianza raccolta da Ugo Panerai)

I manager si raccontano – Walter Nardini

29 Set 2016 Posted by Gabriella Valeri in Blog, Casi di successo, Casi di successo

Walter NardiniL’incontro con O50 ha ridato slancio e vitalità ad un percorso professionale reso incerto dalla crisi.

Ingegnere di formazione, ho percorso la mia carriera in PMI operanti in vari settori (impiantistica, oceanografia, componenti elettromeccanici, macchine utensili) ricoprendo diversi ruoli manageriali (Tecnico commerciale, Qualità, Operations) sino alla direzione di stabilimento.

Fra il 2009 e il 2011 la crisi ha interrotto questo percorso e, dopo un travagliato passaggio in una società in “ristrutturazione” con incarichi poco costruttivi, mi sono orientato verso nuovi orizzonti.

Entrato nei meandri dell’outplacement, ho constatato l’inutilità di ripropormi in ruoli dirigenziali a 57 anni e mi sono orientato alla libera professione per valorizzare le esperienze accumulate. L’idea era di creare un servizio rivolto ad aziende con volontà di reagire e risollevarsi ottimizzando capacità innovative e valore delle proprie risorse.

In questo quadro ho partecipato al percorso START di Formaper (CAMCOM di Milano) proponendo un progetto sulle Reti di Imprese. Ed è in Formaper che mi è stata segnalata Obiettivo50 come possibile risposta al mio desiderio di confrontarmi con altri professionisti con interessi analoghi.

Mi sono dunque iscritto e ho subito individuato nella partecipazione alla vita associativa il piacere di condividere idee ed esperienze e ritemprare la voglia di fare.

Già dopo pochi mesi, a marzo 2012, un annuncio inserito nella bacheca di O50 da un manager socio mi ha aperto la strada per una prima interessantissima esperienza consulenziale in una azienda del settore metalmeccanico ove riproporre le mie competenze (e acquisirne di nuove !!). A distanza di quattro anni quel rapporto continua con soddisfazione.

Nel contempo, collaborando alla realizzazione del percorso formativo di O50 per Manager di Reti d’Imprese, ho potuto approfondire temi che mi hanno portato altre brevi ma interessanti opportunità in ambito formazione.

Grazie ad un altro annuncio in bacheca ho potuto offrire tra il 2013 e il 2014 i miei servizi ad un’azienda del settore vetrario alle prese con un progetto molto stimolante.

Il passaparola innescato da conoscenze acquisite in questi lavori mi ha poi portato ad un’altra azienda del settore chimico che da un anno supporto nella fase di trasformazione organizzativa (e, per supportare lo sviluppo commerciale di cui non mi occupo direttamente, ho a mia volta inserito un annuncio in bacheca).

In sintesi, l’incontro con O50 ha contribuito a trasformare un trentennio di esperienze aziendali in un appassionante e gratificante percorso di affiancamento alle PMI che molto apprezzano l’opportunità di avere a disposizione un ex manager capace di coordinare in modo pragmatico anche progetti che coinvolgono più processi. (testimonianza raccolta da Ugo Panerai)

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I manager si raccontano – Gaetano Bonfissuto

16 Giu 2016 Posted by Gabriella Valeri in Blog, Casi di successo, Casi di successo

Lavoriamo insieme ai colleghi soci, non aspettiamo che la manna delle opportunità professionali ci cada dal cieloGaetano Bonfissuto

Classe 1966, ho sviluppato tutto il mio percorso professionale come manager nell’area commerciale e marketing, con responsabilità crescenti, all’interno di società operanti in diversi mercati. Ho anche lavorato per diversi anni all’estero, in Europa e in Usa, quindi in diversi contesti culturali e professionali, che mi hanno arricchito come persona e come manager e mi hanno permesso di sviluppare una solida rete professionale internazionale

Oggi ho una mia società (Socialsurf srl) che si occupa di executive search a livello internazionale.

Dal 2006 sono socio Obiettivo50. La mission di questa associazione mi incuriosiva e mi attraeva. Ho fatto parte di molte associazioni professionali, sempre nella convinzione che all’interno di un gruppo prima bisogna dare (tempo, conoscenza, voglia di fare) e poi arriva il momento in cui si riceve.

E così è stato anche in Obiettivo50, dove ho dato il mio contributo come membro del cda, quindi partecipe delle scelte strategiche dell’associazione, e inoltre assumendo la responsabilità dello sviluppo associativo e delle iniziative in Piemonte e collaborando all’organizzazione di vari seminari.

Questo coinvolgimento ha finito poi per generare quasi naturalmente anche delle opportunità di business.

Nel 2013 sono stato presentato da un collega ad un suo cliente per una ricerca e selezione di profili manageriali; nel 2014, grazie ad un annuncio apparso sulla bacheca dei soci, ho seguito un’azienda bergamasca per un progetto export in Scandinavia.

Nel 2015, con l’aiuto di alcuni soci, la mia società si è qualificata nell’albo del Ministero Sviluppo Economico per l’erogazione del voucher export per le PMI, aprendo così un altro fronte di business molto importante.

Attualmente cinque delle otto aziende di cui mi occupo provengono dai contatti generati da Obiettivo50; il giro d’affari che esse generano è di oltre 100 mila €, di cui 2/3 vanno ai soci che hanno fornito prestazioni di Temporary Export Management.

Ribadisco però che tutto questo non sarebbe successo se io non avessi prima dato, non avessi attivamente partecipato alla vita associativa.

Quindi dico a tutti i manager in cerca di una “terza via”: venite con noi, se avete voglia di fare, se portate competenze, se condividete i nostri valori. E se non state fermi ad aspettare che la semplice associazione a Obiettivo50 porti delle opportunità di lavoro. (testimonianza raccolta da Ugo Panerai)

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Ticket Restaurant, quando li usa il consulente

26 Mag 2016 Posted by Gianfranco Antonioli in Blog

Ticket restaurant: condividiamo oggi un argomento in ambito fiscale, caro a molti soci che operano in consulenza con partita IVA.ticket restaurant
Sappiamo bene che un problema dei titolari di partita IVA è la relativa possibilità di attribuirsi costi a fronte dei ricavi che si percepiscono con le attività di consulenza, con la conseguenza di una sensibile tassazione sugli stessi. Quando poi succede che a tali redditi da consulenza si aggiungono altri redditi, l’aliquota marginale applicata può risultare particolarmente gravosa.
Ecco quindi che risulta interessante individuare quali sono i costi che ci si può legalmente attribuire, e tra questi vi è quello legato all’acquisto di buoni pasto.
I Ticket Restaurant garantiscono massima flessibilità ai propri utilizzatori: possono infatti essere usati nei ristoranti, bar, pizzerie, tavole calde e fredde, gastronomie, supermercati, e sono accettati su tutto il territorio italiano. Inoltre, presso molte società erogatrici, sono acquistabili anche on line.
Grazie al sistema dei buoni pasto, che prevede un trattamento fiscale e contributivo agevolato, si può beneficiare dei seguenti vantaggi fiscali:
• i buoni pasto in formato cartaceo, fino al valore di 5,29€/giorno;
• i buoni pasto elettronici, fino al valore di 7€/giorno;
Essi costituiscono reddito di lavoro dipendente, con conseguente esenzione da oneri contributivi e sono interamente deducibili come costi aziendali con un’IVA al 4% interamente detraibile.
I Ticket restaurant non sono solo comodi da usare per una veloce pausa pranzo, ma sono anche un utile suggerimento in ambito fiscale per tutti i consulenti.

I manager si raccontano – Claudio Gregorio

19 Mag 2016 Posted by Gabriella Valeri in Blog, Casi di successo, Casi di successo

Obiettivo50: quando i manager fanno rete, i risultati non mancanoClaudio Gregorio

Dopo una lunga permanenza nella “grande scuola” IBM, ho intrapreso alla fine degli anni 90 un percorso da imprenditore (ancora nell’informatica) e poi da dirigente in una struttura pubblica dedicata all’innovazione e al procurement.

Orientatomi successivamente alla consulenza, nel 2008 mi sono avvicinato, grazie ad amici, a Obiettivo50. Sono stato subito colpito dai suoi obiettivi, dalle sue caratteristiche originali nel panorama del lavoro, dai valori, dalla struttura basata sul volontariato dei soci e dall’alto livello delle persone.

Frequentando O50, dando il mio contributo nel Comitato Esecutivo e nel CdA e tenendo vivo il networking con gli altri Soci, ho capito che l’associazione ha senso, e produce risultati per tutti, solo se ciascuno dà qualcosa di sé: tempo, contatti, idee, attività.

Per quanto mi riguarda, il valore del networking  ha generato opportunità professionali che in almeno tre casi si sono convertite in un ritorno anche economico.

Tre anni fa mi sono qualificato come Consulente Tecnico d’Ufficio del Tribunale di Milano per il settore Informatica e Gestione Aziendale. L’idea di presentare domanda mi è venuta parlando con un Socio già esperto in quell’attività, che mi ha indirizzato e consigliato. Sono stato finora chiamato una decina di volte da vari Giudici per consulenze e risposte a quesiti posti dal Magistrato.

Una seconda opportunità è arrivata da un suggerimento di colleghi di Obiettivo50, riguardante l’utilizzo dei Fondi Inter-professionali per ottenere finanziamenti di corsi di formazione per le PMI che seguiamo.

In pratica il consulente propone le PMI di cui si occupa ad una società di formazione; questa ricorre al finanziamento del Fondo e poi ingaggia il consulente come formatore, mentre le imprese non pagano nulla (basta l’iscrizione al Fondo).

Nel mio caso ho impostato, con una società di formazione, un corso di Marketing e Comunicazione per le PMI aderenti alla Rete di Imprese che stavo seguendo.

Importante, infine, il contatto con l’Unione Artigiani delle Province di Milano e di Monza-Brianza, procurato da un socio alla conclusione del corso organizzato da O50 per Manager di Rete.

Dopo una presentazione di O50 e del suo know how su vari temi, è emerso un interesse per le Reti di Imprese. Mi sono allora offerto – grazie ad una mia precedente esperienza di Manager di Rete nel settore dell’edilizia – di supportare gratuitamente l’avvio di una nuova Rete che stavano progettando, sempre nel settore edile ma con enfasi sull’efficienza energetica.  La Rete è stata costituita e mi è stato affidato l’incarico di Manager per il 2014: un progetto che ancora oggi in parte seguo.

Insomma, per creare e cogliere opportunità credo che la ricetta e gli ingredienti siano sempre gli stessi:  networking, orecchie ben aperte (certo, anche un po’ di fortuna…) (testimonianza raccolta da Ugo Panerai)

I manager si raccontano – Ugo Panerai

28 Apr 2016 Posted by Gabriella Valeri in Blog, Casi di successo, Casi di successo

Mi sono iscritto a Obiettivo50 (di cui avevo sentito parlare da amici ed ex-colleghi d’aziendUgo Paneraia) nel 2011, quando già da alcuni anni, andato in pensione dopo una lunga carriera dirigenziale, operavo come consulente nel campo della comunicazione d’impresa.

Mi attirava la prospettiva di poter scambiare idee ed esperienze con altri manager, acquisire nuove conoscenze personali e professionali, insomma entrare in un network. Beninteso, nello sfondo c’era anche la convinzione che attraverso O50 avrei potuto allargare il mio orizzonte culturale ed acquisire elementi e contatti utili per ampliare la mia attività o per accedere a nuove opportunità nel caso che il fragile mestiere del consulente avesse trovato qualche intoppo.

Ebbene, O50 non mi ha fornito direttamente opportunità di lavoro (del resto, fortunatamente non ne ho avuto bisogno), ma ha risposto, e sta rispondendo, pienamente alle aspettative di cui parlavo prima.

Ho incontrato nuovi colleghi con cui si è stabilito un simpatico e proficuo rapporto e dai quali ho imparato molto (forse, chissà, ho anche insegnato io qualcosa).

La mia professione di comunicatore d’impresa, in azienda e fuori azienda, mi ha allenato al contatto con le realtà più diverse e alla conoscenza, seppure non specialistica, praticamente di tutti i settori della vita di un’impresa. Ma poiché non si finisce mai di imparare, in O50 ho potuto confrontarmi con una grande varietà di realtà e di stili manageriali. E sono convinto che queste esperienze prima o poi mi riusciranno utili. Un investimento, ecco: l’associazione a O50 come un investimento.

Naturalmente ho anche dato. Le occasioni più efficaci per fare nuove esperienze e imparare nuove cose sono state infatti quelle in  cui ho collaborato a progetti svolti insieme per l’associazione, mettendo a disposizione le mie competenze e le mie energie, e integrandole con quelle degli altri. Non è tutto sempre rose e fiori: in un buon lavoro di gruppo problemi, difficoltà, incomprensioni si superano. L’Associazione funziona se i soci la fanno funzionare e se lavorano a vario titolo per essa. Insomma, “Aiutati che O50 ti aiuta”…

I soci possono trovare il mio cv nella sezione a noi riservata; i non soci, su LinkedIn.

(testo di Ugo Panerai)

I manager si raccontano – Patrizia Oliveri del Castillo

17 Mar 2016 Posted by Gabriella Valeri in Blog, Casi di successo, Casi di successo

Obiettivo50 è un amplificatore di opportunità.

Questa è – tra le tante – la definizione di O50 che mi piace di più. Si, è per questo che amo l’Associazione:PatriziaOliveriDC perché non promette facili successi, ma ti consegna delle occasioni, che sta a te cogliere e trasformare. Perché è un’organizzazione snella, in cui puoi sentirti protagonista, in quanto si vede quello che fai, e anche quello che non fai.

E’ l’artefice della mia seconda vita professionale. Cinque anni fa mi ritrovai a chiedermi come incanalare le mie energie lavorative e chi fosse degno di raccogliere le molteplici conoscenze e competenze di cui sono “portatrice sana”, sviluppate e “sudate” in oltre trent’anni di vita da manager in multinazionali di rilievo.

Fu un collega a parlarmi per la prima volta dell’Associazione. Ai tempi mi aveva colpito molto il fatto che i manager associati potessero scambiarsi in piena libertà le segnalazioni di offerte di lavoro, e che a nessuno fosse dovuta provvigione alcuna nel momento in cui il lavoro fosse andato in porto. Nel tempo poi questo stesso collega mi parlò delle attività dell’associazione, degli eventi culturali. Finché mi sentii pronta ed incuriosita. Compilai il form online e fui contattata subito. Ricordo di essermi sentita molto importante e considerata per questo.

Pochi mesi dopo la mia iscrizione, ho visto un annuncio nella “bacheca” del sito di O50. C’era una segnalazione fatta da un collega di un bando di concorso indetto dalla Provincia di Parma. Cercavano un Export Manager. Ebbene: io ero un Direttore Marketing. E’ vero: ho lavorato tutta la vita in aziende multinazionali. I miei sottoposti erano dislocati in varie parti d’Europa. Il mio capo era un indiano che risiedeva in UK. Parlavo, scrivevo e pensavo in inglese, prima che in italiano. Mi muovevo quindi molto agevolmente in ambito internazionale. Ma fare l’Export Manager di una PMI, pensavo, è totalmente diverso.

Ricordo che fu mio marito a convincermi a rispondere all’annuncio. E’ così che ho scoperto il mondo dei bandi di concorso e approfondito la mia conoscenza dell’universo delle PMI italiane. La “Formazione finanziata”, poi, non l’ho cercata: è lei che ha trovato me. Ed è stato amore a prima vista!

Obiettivo50 mi ha insegnato a buttare il cuore oltre la siepe: mettermi in gioco, guardare le cose sotto un’altra prospettiva, sviluppare la fantasia. Prima mi giravo solo quando mi sentivo dare del Direttore Marketing. Adesso vi rispondo anche se mi chiamate Consulente per l’Internazionalizzazione, Formatrice Professionale, Manager di Rete di Imprese, (Temporary) Export Manager.

Utilizzando le parole di una mia collega di O50 che stimo molto, ora sono una professionista libera!!! Libera di scegliere come, quando e a chi dare le mie competenze. Grazie Obiettivo50! (Testo di Patrizia Oliveri del Castillo)

I manager si raccontano – Fabrizio Resta

18 Feb 2016 Posted by Gabriella Valeri in Blog, Casi di successo, Casi di successo

FabrizioRestaQuando si dà il proprio contributo manageriale a una start-up e la si vede poi decollare

Ho vissuto tutta l’evoluzione di Obiettivo50, essendo stato tra i soci fondatori a fine 2004, quando già avevo avviato un’attività di consulente, con alle spalle un background manageriale in imprese grandi e medio-grandi in Italia e all’estero.
Numerose le esperienze professionali che si sono susseguite in questi anni, molte delle quali collegate all’appartenenza a O50. Credo però che la più rilevante, per il modo in cui ha avuto origine e si è sviluppata e per i risultati raggiunti, riguardi una Start-up nata nell’ambito del Politecnico di Milano.
Sin dall’inizio noi di O50 siamo andati a caccia di opportunità frequentando convegni con lo scopo di generare contatti utili. Durante un convegno presso il Technology Transfer Office del Politecnico (era il 2005), abbiamo preso contatto con il responsabile degli Spin-off e proposto di eseguire una verifica sulla reale possibilità di successo dei singoli Spin-off. Insieme ad alcuni colleghi soci abbiamo intervistato, gratuitamente, oltre dieci Spin-off e fornito ai giovani ricercatori la nostra opinione sul loro progetto.
Qualche settimana dopo sono stato avvicinato da una delle aziende intervistate che cercava un manager part-time per aiutarla ad organizzarsi ed a crescere. Così ho iniziato la mia consulenza nel 2005 (l’azienda era nata nel 2001) principalmente aiutando il management nell’organizzazione del lavoro.

La mia appartenenza a un’associazione di manager esperti come O50 ha giocato un ruolo importante in questa decisione dell’azienda, perché ai loro occhi davo maggiori garanzie rispetto ad altri professionisti, potendo io contare sull’eventuale supporto di colleghi.

La società si chiama Tele-Rilevamento Europa (TRE) S.r.l. ed elabora dati radar forniti dai satelliti per misurare spostamenti millimetrici al suolo.

Da allora (sono ancora loro consulente) mi sono occupato di definizione degli incentivi, valutazione delle risorse, partecipazione a bandi europei e regionali, sviluppo dell’attività commerciale all’estero, soprattutto in Francia.
In particolare, li ho aiutati nella partecipazione ai bandi Spring (I e II)della Regione Lombardia e ho coinvolto un collega di Obiettivo50 esperto del settore petrolifero e del mercato nordamericano per l’apertura della loro filiale canadese. Dopo aver fatto partecipare TRE al bando Gate della Regione Lombardia, ho coinvolto un altro collega di O50 per fornire una consulenza per lo sviluppo commerciale in Nord-Africa.
La società in questi anni è definitivamente decollata: opera in tutti i continenti, fattura oltre 5 milioni di €, investe il 15% in R&S, ha raggiunto i 45 dipendenti e ha sempre generato utili.
Alla fine del 2015 il capitale di TRE è passato in mano ad una società francese collegata all’agenzia spaziale nazionale francese, che vuole ampliare la propria offerta: un investimento che mostra l’interesse per l’iniziativa e per i suoi prevedibili sviluppi. A partire dal 2016, TRE acquisisce la responsabilità di una società spagnola operante nello stesso settore già rilevata qualche anno fa dall’azienda francese. (testimoniananza raccolta da Ugo Panerai)

Casi di successo-presentazione

18 Gen 2016 Posted by Gabriella Valeri in Blog, Casi di successo, Casi di successo

I Manager di Obiettivo50 si raccontano – Casi di successo

Inizia con questo articolo introduttivo una collana di testimonianze di nostri Soci sulla loro esperienza con Obiettivo50.
Una serie, lunga oggi 11 anni, di casi di successo che hanno visto protagonisti loro e di riflesso tutta l’Associazione. Storie di cui siamo orgogliosi.
Che cosa hanno ricavato i nostri Soci dall’appartenenza alla Associazione?
Non siamo una società di head hunting né una società di outplacement, e non siamo intermediari nel mercato del lavoro; ma il nostro ampio network, interno ed esterno, ha creato molteplici opportunità che i Soci hanno potuto cogliere grazie agli stimoli e agli spunti che l’Associazione ha saputo offrire in questi anni valorizzando la loro esperienza, proattività e intraprendenza.
I manager devono reinventarsi e darsi nuovi orizzonti. Servono contatti con le associazioni di categoria, corsi, ricerca di opportunità attraverso i social network, e così via. Ma è necessario anche “fare quadrato” con altri manager, mettersi in rete, scambiarsi esperienze, opportunità e riferimenti.
Muoversi presentando se stessi, ma come parte di un gruppo estremamente qualificato,portatore di esperienze e competenze manageriali a tutto campo.
Che cosa ha ricavato l’Associazione dal contributo partecipativo dei Soci?
Obiettivo50 si è affermata come interlocutore affidabile di enti, istituzioni, associazioni di categoria e singole aziende, per progetti di sviluppo delle Pmi e come una realtà in grado di collaborare a iniziative pubbliche o private in tema di cultura manageriale.
Un’ultima cosa. Le attività consulenziali dei nostri Soci hanno rappresentato a livello individuale un giro di affari complessivo che supera ormai largamente i 5 Milioni di Euro.
In questo, ma non solo, risiedono i casi di successo dei nostri Soci.
E questo costituisce quindi il “caso di successo” di Obiettivo50.

(di Gianfranco Antonioli)