Temporary Management oggi: non basta l’esperienza, serve capacità di generare valore
Dal ruolo alla relazione: cosa cercano davvero oggi le aziende in un Temporary Manager Il corso organizzato dall’Academy di Obiettivo50 lo scorso 15 maggio ha affrontato il tema del Temporary Management con un approccio pratico e orientato al mercato, mettendo al centro le competenze oggi richieste in questo settore e le trasformazioni che stanno ridefinendo il rapporto tra aziende e management. Oggi il valore di un manager non si misura più soltanto dall’esperienza accumulata o dai ruoli ricoperti, ma dalla capacità di trasformare competenze e visione in risultati concreti per l’impresa. In un contesto segnato da velocità, instabilità e trasformazioni continue, le aziende cercano figure immediatamente operative, capaci di entrare rapidamente nei problemi, assumersi responsabilità e accompagnare il cambiamento con efficacia. Non semplicemente consulenti che propongono strategie sulla carta, ma professionisti in grado di generare impatto concreto anche in situazioni complesse. Dalla geopolitica alle PMI: perché cresce il bisogno di Temporary Management Uno dei temi centrali della giornata è stata l’evoluzione del ruolo del Temporary Manager all’interno delle aziende. Come sottolineato da Ilaria Agostinelli, Partner di Fractional Manager Italia, il Temporary Manager non coincide né con il consulente tradizionale né con il manager interno: è una figura esterna chiamata a intervenire con obiettivi chiari, responsabilità operative e forte orientamento al risultato. Anche il linguaggio riflette questa evoluzione. Il termine “Interim Management” diffuso negli anni ’70 e legato all’idea di una sostituzione temporanea, ha lasciato spazio a Temporary Management, espressione che descrive in modo più efficace un ruolo orientato alla creazione di valore, al cambiamento e alla trasformazione aziendale. Agostinelli ha inoltre evidenziato come il tessuto imprenditoriale italiano, stia favorendo modelli più flessibili come il Fractional Management, capaci di offrire competenze manageriali evolute senza i costi e la rigidità di una struttura dirigenziale tradizionale. Il collegamento tra geopolitica e impresa, approfondito da Bertie Vitry, Lecturer in Geopoliticse Cambridge Examiner, ha mostrato come oggi instabilità, interdipendenza e velocità stiano cambiando il modo di operare delle aziende. Supply chain, costi, contratti, clienti e mercati sono sempre più influenzati da fattori esterni difficili da prevedere. In questo scenario, alle imprese servono figure capaci di: leggere il contesto, tradurre la complessità in decisioni operative, individuare rapidamente le priorità, agire anche in condizioni di forte incertezza. Le competenze richieste non si limitano più alla dimensione tecnica: in contesti sempre più internazionali e interconnessi diventano fondamentali la capacità di comprendere culture differenti, leggere gli equilibri globali e…



