Casi di successo

Le aziende raccontano – Carbosint Spa, la Lean Organization in un’azienda metalmeccanica

Posted by Gabriella Valeri in Blog, Casi di successo, Casi di successo

Un socio O50 partner in un interessante progetto di innovazione e riorganizzazione industriale. Iniziamo con questo articolo la serie di testimonianze di aziende che hanno collaborato con successo con i nostri soci in progetti in svariati ambiti operativi. Cominciamo con Carbosint SPA, azienda con sede in provincia di Bergamo, che opera dal 1974 nel settore della produzione di componentistica meccanica di elevata precisione ed è fornitore qualificato di particolari metallici sinterizzati per l’industria Automotive, soprattutto in materia di parti di sicurezza. L’azienda impiega circa 80 persone e ha un fatturato in costante crescita, generato da una clientela proveniente per la maggior parte dall’estero (Europa, soprattutto Germania, e poi Cina e Messico). Gli investimenti in ricerca, digitalizzazione ed innovazione di prodotto e processo valgono il 10% del fatturato. Nel 2012, quando sorse l’esigenza di affiancare al direttore di stabilimento una competenza manageriale esterna per collaborare alla riorganizzazione delle attività operative, tale risorsa fu individuata nella figura del socio Walter Nardini, dopo aver consultato la sezione del sito di Obiettivo50 dedicata alla ricerca di profili manageriali da parte delle aziende. Ingegnere di formazione, Nardini opera come consulente e Temporary Manager dopo una lunga carriera manageriale in azienda e con una competenza specifica in area Operations e Lean Organization. Nella scelta della sua figura hanno fatto premio le sue esperienze diversificate maturate sul campo e la sua appartenenza a Obiettivo50. “L’opportunità di avere a disposizione un network di competenze certe, maturate sul campo” ha sottolineato l’ing. Ivo Bendotti, Plant Manager di Carbosint, “rappresenta per qualsiasi azienda un valore aggiunto da tenere in considerazione per dare impulso in tempi rapidi a progetti di miglioramento o cambiamento”. Il progetto, concluso di recente con successo, mirava al miglioramento delle attività produttive mediante tecniche di Lean Organization per l’efficientamento dei processi e di TPM-Total Productive Maintenance (Manutenzione Produttiva); e poi applicazione della metodologia 5S di origine giapponese, formazione e coinvolgimento del personale, redazione di procedure gestionali ed operative e supporto all’applicazione del sistema qualità ISO/TS, cui è seguito il passaggio alla nuova normativa IATF specifica per il settore Automotive. Durante la collaborazione con l’azienda, conclusasi solo pochi mesi fa, a Nardini è stato anche chiesto di implementare e/o supportare altri progetti specifici come il coaching di nuove figure professionali assunte in ambito produttivo e di presidiare posizioni organizzative strategiche in azienda temporaneamente vacanti nei settori Gestione della Produzione e Qualità. In conclusione, nella collaborazione con il socio…

Casi di successo, le aziende raccontano – presentazione

Posted by Gabriella Valeri in Blog, Casi di successo, Casi di successo, News

“Le Aziende raccontano…” Inizia nelle prossime settimane la pubblicazione sul nostro sito di una  serie di testimonianze di Aziende, in particolare PMI, che, in alcuni momenti della loro storia, hanno fruito con successo della collaborazione di uno o più Soci di Obiettivo50. Storie di successo di cui siamo orgogliosi: essendo la vocazione primaria di Obiettivo50 offrire alle PMI una esperienza manageriale che possa aiutarle a crescere, queste testimonianze confermano la validità sociale ed economica della nostra “mission”. Che cosa hanno ricavato queste Aziende dalla collaborazione prestata dai nostri soci? Un contributo di esperienze e competenze manageriali a tutto campo. Gli ambiti operativi sono stati molteplici: sviluppo dell’internazionalizzazione, mentoring nella fase delicata di passaggio generazionale, approccio manageriale alla gestione di Reti di Imprese, assistenza nel percorso di evoluzione verso l’economia digitale, impulso alla innovazione di prodotti e processi, e altro ancora. Le storie che leggeremo confermano che i nostri Soci sono Manager che sanno immedesimarsi nella realtà della PMI, pronti a collaborare fattivamente alla realizzazione dei suoi piani di sviluppo, e non sono dei consulenti di estrazione. Che cosa ha ricavato l’Associazione dalle esperienze che queste Aziende raccontano? Obiettivo50 si è affermata come interlocutore affidabile di enti, istituzioni, associazioni di categoria e singole aziende, per progetti di sviluppo delle PMI. E questo costituisce quindi il “caso di successo” di Obiettivo50.

I manager si raccontano – Maurizio Cortesi

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Ingegnere, 15 anni vissuti per lavoro in Argentina, Messico, Venezuela, Singapore, Indonesia. Nel 1992 rientro definitivamente in Italia, con vari ruoli manageriali in diverse aziende e nel 2004, a 59 anni, uscito dal giro del management all’italiana, rispondo ad una inserzione della rivista dell’ALDAI che cercava dirigenti disposti ad investire parte del loro tempo per dar vita a un nuovo progetto: la creazione di una Onlus di Manager usciti dalle aziende, che si sarebbe chiamata Obiettivo50 ed emulava un progetto simile nato in Francia alcuni anni prima. Eravamo in una decina: e oggi, con tanto entusiasmo, onestà intellettuale, caparbietà, lavoro di volontariato e un pizzico di fortuna, siamo arrivati ad essere circa 200. L’Associazione nel 2005 intercetta la possibilità di far partecipare una ventina dei suoi Soci alla selezione di Temporary Export Manager (TEM) per il Bando Spring 1, finanziato dalla Regione Lombardia. Il Bando offriva gratuitamente alle PMI lombarde, previamente selezionate, i servizi di Internazionalizzazione attraverso la presenza di un Manager che, a partire da un check up aziendale, affiancasse l’Imprenditore, per un tempo limitato (120 ore), nel tentativo di internazionalizzare l’azienda, posizionandola, ove possibile, all’estero. Il TEM ovviamente veniva retribuito dalla Regione. Bandi simili, ripetuti in questi anni, sono poi stati pubblicati dalla Provincia di Parma, dal Ministero per lo Sviluppo Economico (MISE) e da Federmanager, permettendo a O50 di “creare” molte nuove opportunità di lavoro per i propri Soci. In questi 12 anni, grazie ad O50, attraverso la selezione di questi Bandi, sono “stato a braccetto” con una ventina di imprenditori lombardi ed emiliani, fornendo loro servizi nell’area delle soft skill mirati prevalentemente all’internazionalizzazione ed in qualche caso alla riorganizzazione. In un paio di casi ho potuto creare io stesso opportunità di lavoro avvalendomi della collaborazione di Soci di O50 per interventi specialistici richiesti dalle aziende e in un caso sono stato confermato, alla fine del progetto finanziato, come CEO di un’azienda OEM di macchine utensili pressopiegatrici ad alto livello di tecnologia, per circa 3 anni. In sostanza, il vero caso di successo è quello di O50, che ha permesso a molti Soci di rientrare nel mondo del lavoro mettendo a disposizione delle PMI sia il networking dell’Associazione sia il patrimonio di competenze manageriali, seppur adattato alle realtà delle PMI: realtà che richiedono, in aggiunta alle competenze, una forte dose di umiltà. Tutto ciò è stato però possibile grazie all’impegno costante di tutti i Soci-Colleghi nel cercare…

I manager si raccontano – Marco Puchetti

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Obiettivo50: una scuola di flessibilità. Obiettivo50 è tra gli strumenti indispensabili per tutti i freelance della consulenza e della formazione aziendale. Sono in Obiettivo50 sin dai primi incontri, dalle prime riunioni, dalla prima foto fatta dal notaio. Gli inizi non sono stati facili, c’era l’esempio francese ma il rischio di creare una “Anonima alcolisti” di ex manager disoccupati era alto. Non si usava allora la parola “networking” e quindi nei primi incontri si rischiavamo presentazioni del tipo “Ciao sono Marco e sono senza lavoro da tre mesi…”. La condivisione è importante ma non era così che si potevano creare nuove opportunità. Altre riunioni invece assomigliavano ai gruppi di aiuto per la disintossicazione da vecchie e nuove droghe, per noi dal sicuro e protettivo “posto fisso”: “Come posso lavorare senza la mia scrivania, la mia segretaria e la mia macchina aziendale?”. Qualche riflessione, seguita anche da un paio di tentativi più concreti, voleva ricreare nell’ambito dell’associazione quel rassicurante mondo di certezze lavorative che molti, volenti o nolenti, avevano dovuto lasciare: creare una cooperativa, una srl di servizi, una qualche società che ci ridesse le nostre certezze perdute? Si tutto bello ma… le opportunità, le aziende, i clienti dove li troviamo? In poche parole: chi paga per i nostri servizi, le nostre competenze acquisite e per le soluzioni che siamo in grado di offrire e realizzare? Ecco, credo che la forza di Obiettivo50 sia stata quella di aver capito che tutti noi dobbiamo sempre ripartire da quello che sappiamo fare e, senza falsa modestia, spesso molto bene: trovare soluzioni, gestire sistemi più o meno complessi, cercare e creare opportunità. Sono ancora, dopo 13 anni, iscritto ad Obiettivo50. Un po’ per gratitudine certo, molto perché, anche dopo aver avviato la libera professione e quindi essere in grado di “camminare da solo sulle mie gambe”, l’associazione offre ancora molto: condivisione di opportunità, formazione ed aggiornamenti su temi sempre attuali e tanti colleghi con i quali ho sempre collaborato con uno spirito realmente “cooperativistico”: sempre “sulla stessa barca” mai “concorrenti”. Grazie ad Obiettivo50 ho scoperto il mondo dei bandi ai quali sembra inizialmente difficile poter partecipare, ho condiviso le piccole difficoltà quotidiane della partita IVA e della sovrabbondante burocrazia, ho avuto conferma che le mie competenze e conoscenze avevano ed hanno ancora possibilità di ottenere una giusta remunerazione se presentate ed incanalate nei segmenti di mercato più interessanti. Certo è necessaria una buona dose di…

I manager si raccontano – Claudio Cardosi

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Helicopter overview: guardare il bosco e non gli aghi di pino caduti per terra Sono entrato in Obiettivo50 nel 2006, meno di due anni dopo la sua fondazione. Nel 2008 sono stato nominato Vice Presidente, carica che tutt’ora ricopro. Credo di essere il socio più anziano dell’Associazione perché ho appena compiuto 77 anni. Quando sono entrato, ero già in pensione da cinque  anni, con un importo più che soddisfacente avendo accumulato oltre 40 anni di contributi come top manager  in quattro banche italiane medio-grandi (incarichi che mi sono valsi la nomina a Cavaliere della Repubblica a soli 44 anni) e, prima, in due multinazionali dell’ICT. Non avevo quindi stringente bisogno di lavorare ma volevo cercare di aiutare chi ne aveva necessità. Ovviamente non disdegnavo incarichi consulenziali, preferibilmente legati al Sistema Bancario. Ho lavorato sino a quattro anni fa con aziende/enti/associazioni che avevo conosciuto nella mia carriera e, fregiandomi anche dell’appartenenza a O50, ho ottenuto un ritorno economico molto interessante. Direttamente con O50 ho partecipato  solo ad un progetto in team con altri soci, avendo vinto un bando della Regione Lombardia sul tema “ Ricambio generazionale “. Nei confronti di O50 il mio è quindi un contributo assolutamente volontario di cui vado fiero: questa posizione mi permette di avere un approccio ai problemi dei Colleghi più distaccato, che  credo sia utile nell’equilibrio generale in seno al Consiglio di Amministrazione. Un mio vecchio consulente  mi ha insegnato che non bisogna portarsi a casa, la sera, la borsa piena di aghi di pino ma avere una helicopter  overview del bosco in cui si opera…… Anche per questo motivo collaboro, sempre volontariamente, con l’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Milano, per cui partecipo a tre Commissioni di lavoro (con molti punti di contatto con gli obiettivi istituzionali di O50, in particolare formazione e qualificazione professionale) e dal quale sono delegato per gli Esami di Stato al Politecnico di Milano. Due Ingegneri iscritti all’Ordine sono stati da me portati in O50 e, grazie alle nuove opportunità create, hanno potuto trovare un riposizionamento stabile; ad altri parlo continuamente di O50. Sempre in  O50 ho contribuito a definire il programma di alcuni corsi facenti ora parte del Catalogo di O50 Academy, ad alcuni dei quali ho anche partecipato come discente. Sono il responsabile dell’accettazione dei nuovi Soci, a valle delle interviste effettuate dai nostri bravissimi selezionatori. Un compito che richiede attenzione e rigore nella valutazione delle competenze,…

I manager si raccontano – Leonardo Petrilli

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Temporary Export Manager per Pmi: una nuova sfida per la propria esperienza e le proprie competenze. E O50 mi ha aperto la strada… Laureatomi in Ingegneria a Bologna, in più di 30 anni di carriera ho maturato un’esperienza manageriale con una notevole esposizione sui mercati internazionali nel campo dell’ingegneria di opere portuali e in quello dei grandi impianti petroliferi. Successivamente, come professionista autonomo sono stato amministratore delegato di una società di costruzioni civili e investimenti immobiliari e consulente in tema di di servizi per l’imprenditorialità in corsi di formazione alle tecniche manageriali per un importante ente regionale a partecipazione pubblica. Ho conosciuto Obiettivo50 nel 2008 grazie all’ALDAI e mi sono subito iscritto, attratto dall’idea di poter scambiare esperienze e conoscenze con colleghi, partecipare attivamente alle diverse iniziative e poterne trarre utili spunti per lo sviluppo della mia professione di consulente. Ed è grazie ai contatti e alle opportunità offertemi da Obiettivo50, infatti, che ho potuto instaurare negli ultimi anni numerosi rapporti di collaborazione come Temporary Export Manager per Pmi del Centro-Nord Italia nei settori impianti meccanici, prefabbricati e progettazione idraulica. Nel corso di questa attività ho aiutato le aziende a capire che l’espansione all’estero non si improvvisa: presuppone la conoscenza dei mercati locali, delle norme internazionali, dei problemi fiscali, doganali e amministrativi, oltre che delle lingue. Cose che difficilmente si trovano tutte insieme in una Pmi, che richiedono tempo e possono molto giovarsi dell’apporto di esperienze managerali collaudate. E’ così che, sulla base di questa convinzione, non di rado mi è stato chiesto di affiancare il management aziendale in Italia e all’estero su tutta la linea: sviluppo commerciale, rapporti con fornitori e clienti (soprattutto nei contenziosi), programmazione dei nuovi investimenti. Salva