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Corso “L’Innovation Manager per la PMI” 2a ed., Torino, 24-25/01/2018

08 Feb 2018 Posted by Gianfranco Antonioli in Blog, Formazione

Percorso di cultura manageriale “L’Innovation Manager per la PMI”,2a edizione – Torino

Due giorni ricchi di informazione, spunti e stimoli

INNO50_TO_Foto di gruppoDopo il notevole successo della prima edizione di Milano nel settembre scorso, si è svolto il 24 e 25 gennaio a Torino la seconda edizione il Percorso di cultura manageriale “L’Innovation Manager per la PMI”, organizzato da noi di Obiettivo50 e ospitato da Federmanager.

L’iniziativa, a cui hanno partecipato 40 Manager alla ricerca di spunti per rendere una PMI ricettiva all’innovazione, ha visto professionisti con esperienza nel settore come docenti e testimonial.

Giuliana Fresia di Federmanager Torino e Gianfranco Antonioli – presidente di Obiettivo50 – hanno dato il benvenuto ai partecipanti. Patrizia Oliveri del Castillo – Consigliere di Obiettivo50 e Direttore Academy – ha introdotto il tema e i relatori, oltre ad aver illustrato ruolo e competenze del Manager dell’Innovazione. Emilio Sassone Corsi – Docente di Innovation Management all’Università degli Studi Tor Vergata – ha spiegato cosa è l’innovazione, chi la può fare, come, quando, perché e ha illustrato la metodologia Nautilus©, efficace per innescare il cambiamento.

Sono seguite due testimonianze di chi già svolge la professione di Manager dell’Innovazione nelle PMI: Claudio Bergonni e Giovanni Alberti. Andrea Angordizza – CEO di Amet – una medio/piccola impresa di Torino – ha poi illustrato come si implementa l’innovazione nella sua azienda.

La creatività è frutto dell’applicazione di tecniche e metodologie: questo è ciò che ha argomentato in modo convincente Gianni Clocchiatti – Innovator Advisor e fondatore di Eticrea.

Per passare alla “execution” in modo sistematico, Marco Tatti – fondatore e CEO di MaGyc – ha presentato   TRIZ come un metodo sempre attuale per accrescere l’efficacia nel generare e valutare nuove idee, così come Roberto Cantoni – Consulente Senior – ha parlato di System Thinking e System Dynamics, strumenti tecnici per dialogare con l’imprenditore ed implementare le migliori soluzioni.

Il processo innovativo di una azienda parte dal modello di business. Roberto Grieco – Consulente di Direzione e Psicologo dell’Innovazione – ha insegnato come utilizzare il Business Model Canvas, strumento semplice e diretto, che non può mancare nella cassetta degli attrezzi dell’Innovation Manager di una PMI.

La seconda giornata ha posto l’interrogativo sul modo migliore per fare entrare l’innovazione in azienda: svilupparla internamente o acquisirla dall’esterno? Primo Bonacina – Managing Partner, PBS – ha prospettato anche una terza strada: la partnership; Manuel Silva – Open Innovation Project Manager di Electrolux – ha condiviso il modello di innovazione della sua azienda e come vengono raggiunti gli innovatori nascosti; Giacomo Andriola – Presidente Commissione Start up e Innovazione Ordine Ingegneri Milano – ha parlato dei vantaggi che comporta l’adozione di una Start up e ha consigliato una “Innovation Audit” per valutare la propensione interna ad innovare. Renzo Provedel – NineSigma – Business Development Italy e Strategy and Innovation Coach – ha svelato, tramite un caso concreto ed una esercitazione – come i solutori accedono al mercato dell’open innovation e come i committenti trattano le proposte che ricevono

Tema di vitale importanza per le PMI che desiderano concretizzare le idee innovative è quello della ricerca di  risorse economico-finanziarie. Claudia Criscione – Consulente di Direzione – ha edotto la platea sulle forme di finanziamento pubblico e lasciato un prezioso e dettagliato elenco dei link ai bandi più attuali a cui gli innovation manager possono attingere per indirizzare le PMI proprie clienti. Nicoletta Marchiandi Quatraro – Responsabile Settore Innovazione e Bandi della Camera di Commercio Torino – ha illustrato i servizi erogati dalla Camera di Commercio di Torino a supporto della gestione dell’innovazione delle PMI, enfatizzando in modo particolare le opportunità a livello europeo, sia per le imprese che per i manager che desiderino proporsi per il servizio di coaching.

Digital Marketing per PMI, percorso formativo di cultura manageriale, Milano 21-22/02/2018

31 Gen 2018 Posted by Gabriella Valeri in Blog, Formazione, News

Digital Marketing O50 I percorsi formativi 2018 della Academy di Obiettivo50 si aprono con il corso Digital Marketing per PMI, che si terrà a Milano il 21 e 22 febbraio.

Il corso nasce sia per recepire l’interesse per l’argomento espresso dai nostri associati nelle survey di O50, che periodicamente indagano sui loro fabbisogni formativi, sia perché gli strumenti digital sono sempre pù imprescindibili per lo sviluppo del business delle aziende, in particolar modo delle PMI, per le quali è una scelta strategica da intraprendere con coraggio e decisione. Le PMI sono infatti ancora troppo prudenti nei confronti della comunicazione e del marketing digitale, pur se l’adozione di questi strumenti consentirebbe loro, a costi decisamente più contenuti rispetto alla pubblicità e ai media tradizionali, di fare grossi progressi nello sviluppo del business.

Per esempio, comunicazione e marketing digitali sono ottimi alleati per le PMI che intendono affacciarsi sui mercati internazionali. Attivare una piattaforma di e-commerce, fare promozione e garantire una buona reputazione online ai propri prodotti e servizi, sono tutti strumenti che possono portare ad un incremento nei volumi di vendita altrimenti difficilmente raggiungibile.

Intraprendere un corretto percorso di evoluzione digitale, partendo da un semplice sito vetrina, passando poi alla presenza social e alla digital promotion, fino ad arrivare al continuo monitoraggio della propria reputazione online, può assumere un valore strategico per la crescita – o anche solo per la sopravvivenza nel medio-lungo periodo – delle Piccole e Medie Imprese Italiane.

Recenti iniziative governative mirano a supportare la digitalizzazione delle PMI tramite l’emissione di un voucher per l’acquisto di software, hardware e/o servizi specialistici connessi alla digitalizzazione.

Il corso ha l’obiettivo di fornire gli strumenti per indirizzare e accompagnare la PMI affinché essa si doti di strutture digitali efficaci, benché relativamente semplici e a costi contenuti, e di persone in grado di farle funzionare. Si pone dunque come completamento ideale del nostro percorso “L’Innovation Manager per la PMI”. È destinato a Innovation Manager di PMI; Manager, Consulenti di Direzione, che ricoprono o hanno ricoperto posizioni di responsabilità, interessati ad approfondire le tematiche relative al digitale, e vede come docenti e testimonial professionisti e operatori del settore.

Il corso si tiene il 21 e 22 febbraio, dalle 9.00 alle 18.00 a Milano presso Fondazione Ambrosianeum.

Strutturato in 2 moduli per complessive 16 ore, rilascia attestato di frequenza.

 Costi: il corso è gratuito per i soci di Obiettivo50 in regola con il rinnovo annuale della quota associativa.

 Termine ultimo iscrizione corso: 15 febbraio 2018

Per iscrizioni e ulteriori informazioni: info@obiettivo50.it

In allegato: Scheda Corso_DigitalMktg

Programma del corso:

 Il Digital Marketing

– Introduzione / scenario

– Strategia di marketing digitale integrata con quella tradizionale: un mix straordinariamente efficace

– L’importanza di un sito web ben fatto

– L’email Marketing

– L’evoluzione delle vendite on-line nel mondo occidentale

– Scenari Digital, Social ed eCommerce in Cina, Russia e Sud Corea

– Case Study

 I Social Media

– Le molteplici facce di Linkedin

– Come le PMI possono usare Facebook e Twitter per aumentare il business

– Visual Social networks: YouTube e Instagram

– Le strategie vincenti per il lancio di nuovi prodotti. Come misurarle

– Usare i Data Analytics per migliorare il business on line

 

Corso “L’Innovation Manager per la PMI” a Torino, 24-25/01/2018

15 Gen 2018 Posted by Gabriella Valeri in Blog, Formazione, News

Innovation Manager per la PMICome in altre occasioni, dopo il successo dell’edizione milanese dello scorso settembre 2017 (che vi abbiamo presentato qui), si replica anche a Torino il corso “L’Innovation Manager per la PMI”-Percorso informativo di cultura manageriale, in 2 giornate, il 24 e 25 gennaio 2018, corso che inaugura i momenti formativi dell’anno 2018 della nostra Associazione.

In un mondo globalizzato, dinamico e competitivo il successo delle imprese si basa sempre più sull’innovazione, intesa come capacità di creare un contesto organizzativo che faciliti lo sviluppo di nuove idee e le trasformi in reale valore per l’impresa.

In Europa l’innovazione, soprattutto nei paesi anglosassoni e nelle aziende più grandi, è veicolata dall’Innovation Manager.

In Italia, invece, è una professione ancora quasi del tutto sconosciuta, complice anche la dimensione medio piccola del nostro tessuto industriale, che certo non aiuta. Infatti, gli imprenditori delle PMI sono coscienti di dover innovare, ma non sanno come fare, o come attingere alle risorse finanziarie.  Oppure – se il ruolo dell’innovatore esiste – è svolto in prima persona dal titolare dell’azienda, che rischia di essere travolto dalla quotidianità, da mille problemi, da mille scadenze.

Nelle PMI italiane si presentano quindi delle alternative ad una figura interna dedicata all’innovazione a tempo pieno (con le relative rigidità) con il ricorso al temporary management, che garantisce sia maggiore flessibilità che costi più legati ai risultati.

Il corso si propone di sviscerare il tema dell’innovazione, osservandolo da diverse angolazioni. Apprendendo come innovano le grandi aziende, si cercheranno degli spunti applicabili da un Manager che voglia rendere una PMI ricettiva all’innovazione, ed è destinato ai Manager soci che desiderano approfondire le tematiche relativeall’Innovation  Manager di PMI.

 Il Corso è organizzato dalla nostra Associazione tramite Obiettivo50 Academy, è strutturato in 2 moduli di giornate full time per un totale di 16 ore, vede tra i docenti professionisti del settore e ospita testimonianze dirette di operatori del mercato.

Programma del corso:

Creare Innovazione

– Introduzione / scenario

– Ruolo e competenze dell’Innovation Manager per la  PMI

– Le 5W dell’innovazione /  I “10 comandamenti” per una innovazione efficace

– Modificare l’atteggiamento del Manager per cambiare il mindset dell’Imprenditore e di tutta   

  l’organizzazione

– Testimonianze:

  • luci ed ombre del ruolo di Innovation Manager in una PMI
  • l’esperienza di un Imprenditore di una PMI innovativa

– TRIZ: un metodo “evergreen” per la ricerca di soluzioni inventive

– Strumenti tecnici per supportare il processo decisionale in un mondo complesso: System Thinking

  e System Dynamics

– L’innovazione del modello di business: il Business Model Canvas

 Acquistare Innovazione

– Il modello di Open Innovation in una grande Azienda (Electrolux)

– Innovazione in Azienda: “make, buy o partner”?

– Adottare una Start up: una “Innovation Audit” per valutare la propensione a innovare

– Metodi e strumenti per favorire la creatività

– Come una PMI può trovare supporti economico-finanziari per concretizzare i progetti di innovazione – Migliorare la gestione del processo del’innovazione: i servizi erogati dalla Camera di Commercio di

  Torino per aiutare le PMI a innovare

– I broker internazionali dell’innovazione – come opera Ninesigma

Verrà rilasciato un Attestato a chi avrà frequentato entrambe le giornate

Sede di Federmanager – Via San Francesco da Paola, 20  Torino.

Giorni e orari: il percorso d’aula si terrà il 24 e 25 gennaio 2018 con orario 9-18.

Costi: gratuito per i soci di Obiettivo50 in regola con il rinnovo annuale della quota associativa.

Ulteriori informazioni nella Scheda Corso  allegata.

Per iscrizioni e ulteriori informazioni: info@obiettivo50.it.

Termine ultimo iscrizione corso: 20 gennaio 2018

2017, un anno di Obiettivo50

22 Dic 2017 Posted by Gabriella Valeri in Blog, Eventi, News

Come da tradizione, anche quest’anno l’incontro di fine anno tra gli associati è stato l’occasione per ripercorrere 12 mesi di attività associativa e gettare le basi per il prossimo 2018.

Anzi, non un incontro ma più incontri dedicati al brindisi di fine anno si sono tenuti rispettivamente a Torino, il 1 dicembre, a Milano, il 14 dicembre e a Roma, il 15 dicembre, per avere l’opportunità di un contatto diretto con i soci nelle diverse zone d’Italia in cui l’associazione è maggiormente radicata.

In questo 2017 si segnala il rinnovo delle cariche sociali di consiglio d’amministrazione, comitato esecutivo e Tesoriere, l’avvio di nuove promettenti collaborazioni con Starboost, con SocialFare sul tema start-up innovative e con Eurosis Consulting per collaborazioni internazionali, il proseguimento di attività formative della Academy a Milano e Torino (corsi IOT50 – Internet of Things – e INNO50 – L’Innovation Manager per la PMI, workshop Business Game, incontri delle “Pillole di sapere”), i tradizionali momenti di networking, e infine il lancio di nuove iniziative quali una collaborazione con Reed Exhibitions per la manifestazione fieristica EXPO Comfort e BIE. Per la ricorrenza del quindicesimo anno dell’associazione nel 2018 è inoltre in programma un libro commemorativo.

Si chiude dunque un 2017 con un bilancio positivo e si aprono prospettive per un 2018 altrettanto se non di più ricco di opportunità. Vi diamo fin da ora appuntamento con la tradizionale survey che partirà a breve, aperta ai soci per scegliere i percorsi formativi 2018, che come di consueto rappresenta il lancio delle attività del nuovo anno  e con l’incontro di networking di gennaio che conterrà una “Pillola di sapere” da non mancare assolutamente!

Come contattare possibili clienti PMI: suggerimenti e argomenti per il consulente

30 Nov 2017 Posted by Gabriella Valeri in Approfondimenti, Blog

Come contattare possibili clienti PMICome contattare possibili clienti PMI: per il consulente interessato a sviluppare contatti con le PMI, per stimolare le esigenze di consulenza sui classici temi dell’internazionalizzazione, della comunicazione digitale o dell’innovazione (o industria 4.0 che dir si voglia), il primo passo è innanzitutto crearsi dei buoni elenchi di società da contattare.
Questi provengono generalmente da liste espositori di Fiere specialistiche, da Directories tematiche disponibili su web, da specifiche liste di Associazioni, ecc.
Premesso questo, bisogna poi tener presente le oggettive difficoltà insite nel così definito “primo contatto a freddo”.

E’ quindi necessario avere alcuni elementi per rendere efficace la telefonata:

  1. Il nome della persona da contattare – o in alternativa una funzione aziendale precisa
  2. Un valido argomento da presentare (lo Speech)
  3. Il fattore FCC (Focus, Chiarezza, Concisione)

Vediamoli nel dettaglio.

Il primo punto sembra banale, ma spesso si perde tempo ad inseguire l’interno desiderato. Cosa che si può superare se si effettua una ricerca preliminare sui database online (Kompass, Guida Monaci, Europages, e altri, Associazioni, LinkedIn, ecc.) individuando la posizione chiave per l’argomento che si andrà a proporre (vedi punto 2): il responsabile tecnico, il direttore R&D, responsabile acquisti, ecc.

Il secondo punto è poi veramente importante per suscitare l’attenzione dell’interlocutore, e quindi aprire la strada alla discussione. Gli argomenti più validi sono quelli che riferiscono a possibilità di ottenere contributi a fondo perduto: esempi utili sono i bandi del Mise (ad es. per l’internazionalizzazione e la digitalizzazione delle PMI), i vari bandi regionali, i bandi INAIL, ecc. Altri argomenti interessanti sono i finanziamenti agevolati, che però, essendo materia dei commercialisti, potrebbe avere poco appeal se proposti da uno sconosciuto, ma non è mai detto!

Il terzo punto è altrettanto fondamentale.
Focus: saper andare subito al dunque.
Chiarezza: parole semplici e non le solite espressioni in inglese da consulenti.
Concisione: dopo 30 secondi l’attenzione dell’interlocutore già scade.
Se si giunge a poter fissare un incontro in azienda il gioco è fatto: nel corso dell’incontro si illustrerà l’argomento specifico, ma in genere si scoprono ulteriori  problemi e necessità (i bisogni latenti), che possono creare opportunità di collaborazione.

Come contattare possibili clienti PMI: in conclusione, ricordarsi che questo approccio non è un “gioco da ragazzi”, il tasso di redemption è basso, e ci vuole molta pazienza e determinazione.
BUON LAVORO!

 

Il percorso della cultura in Obiettivo50 – La Academy

21 Nov 2017 Posted by Gabriella Valeri in Approfondimenti, Blog

Il percorso della cultura in Obiettivo50Obiettivo50 si è sempre occupata di cultura, fin dalla sua fondazione nel 2004, con lo scopo di sensibilizzare e informare i propri Manager associati.

Nel 2013 prende il via un nuovo ambito di attività: con il corso sul Manager di Reti di Imprese, nasce una vera e propria attività di formazione, con focus sulle professioni manageriali emergenti. Negli anni, ci occuperemo poi di Temporary Export Manager, Mentor di Start-up e Innovation Manager.

Nel 2016 la cultura diventa sistematica e organizzata, visto che Obiettivo50, attenta a tutti gli aspetti socio-economici che, salendo alla ribalta delle cronache, impongono al Manager di averne consapevolezza e conoscenza, indirizza risorse a questo tema e istituisce una struttura dedicata: viene formalizzata la Academy.

Ogni incontro di networking diventa un’occasione per affrontare un argomento culturale, e a seconda della lunghezza, del livello di approfondimento e di interattività richiesta ai partecipanti, l’Academy di Obiettivo50 propone: Pillole di sapere/O50 Incontra, Workshop, Convegni e Percorsi di cultura manageriale.

Le Pillole di sapere e O50 Incontra sono interventi concentrati in una/due ore, mirati su argomenti specifici, erogati durante gli incontri periodici di networking (ad es.: Partita IVA individuale: vecchie e nuove regole; Negoziazione: un metodo per risolvere efficacemente conflitti; ecc.).

Anche durante i Convegni annuali, quando possibile, si dedica uno spazio alla cultura (ad es.,: Il Pianeta Cina; La Digitalizzazione nelle PMI ecc.)

I workshop sono interventi basati su esercitazioni pratiche, che si svolgono in circa mezza giornata (ad es.: Linkedin per il professionista; Conoscere l’Azienda attraverso la lettura del Bilancio)

I Percorsi di cultura manageriale sono interventi su tematiche affrontate a 360°, trattati da esperti di settore, si svolgono su più giornate, uniscono aspetti culturali e pratici, mirano ad aprire l’orizzonte lavorativo dei soci. Alcuni più formativi, altri più informativi, consentono al manager di affrontare e gestire i percorsi delle aziende che a lui si rivolgono. Sono assolutamente gratuiti per i Soci di O50.

I nostri corsi sono ideati avendo in mente le PMI. Questo perché le aziende con meno di 250 dipendenti rappresentano il mercato di riferimento e i Clienti preferenziali per i manager associati di O50, in quanto costituiscono ben il 99,9% sul totale delle imprese italiane (fonte: European Commission). Inoltre, dalle PMI arriva una forte richiesta per le competenze possedute dagli associati di O50, che sono manager di lunga esperienza, con un elevato livello di professionalità e valori etici.

Nella Academy vengono trattate varie tematiche con un filo conduttore ben preciso: fornire al manager che offre consulenza alle PMI una chiave di lettura a 360 gradi, che gli consenta di affrontare e gestire i percorsi delle aziende che a lui si rivolgono.

I temi trattati sono sempre di attualità, scelti dai manager e selezionati in base al fatto che possano far scaturire concrete opportunità professionali.

Dal 2013, dai nostri Corsi sono passati 339 manager e 144 docenti, che hanno erogato 149 ore di cultura.

Circa la metà dei partecipanti hanno trovato sbocchi professionali attinenti ai corsi frequentati:

– dai Corsi MRI e TEMforITALY sono nate collaborazioni con vari aziende ed enti che hanno consentito a svariati manager di trovare sbocchi professionali come Manager di Rete, Temporary Export Manager, Consulenti in Internazionalizzazione, Docenti/Relatori a convegni e seminari in merito a Reti di Imprese e Internazionalizzazione (es.: Regione Lombardia, Provincia di Parma / Ecipar, MISE, Crossbridge, Federmanager/Assetmanagement, Manageritalia Roma, API, CDO)

– dai Corsi START-UP e IOT50 sono scaturite opportunità con Digital Magics e StarBoost come Mentor e Business Angel di Start up, nonché come Consulenti in progetti di Innovazione e Digital Transformation.

La Academy rappresenta uno strumento concreto per il raggiungimento degli obiettivi professionali dei soci, in piena coerenza con la Missione dell’Associazione che è, in buona sostanza, quella di creare opportunità, che si trasformano in rapporti di consulenza o temporary management per i propri manager associati ed in programmi di crescita e sviluppo per le aziende.

Questo è lo spirito che anima tutte le iniziative della Academy di Obiettivo50! (testo di Patrizia Oliveri del Castillo)

Nuova iniziativa voucher MISE per favorire l’approccio delle PMI ai mercati esteri.

18 Ott 2017 Posted by Gabriella Valeri in Blog, News, News, Progetti, Progetti

voucher MISELa nuova iniziativa voucher MISE (Ministero dello Sviluppo Economico) concede contributi a fondo perduto alle PMI, in forma appunto di voucher, per avvalersi di uno o più TEM per sostenere i processi di internazionalizzazione attraverso attività di analisi e ricerche di mercato, individuazione e acquisizione di nuovi clienti, assistenza legale, organizzativa, contrattuale e fiscale e di trasferimento di competenze specialistiche in materia di internazionalizzazione d’impresa.

L’iniziativa fa seguito al successo ottenuto col precedente bando (DM 15 maggio 2015), che ha visto assegnare un voucher a 17500 PMI, in base al quale numerosi manager di Obiettivo50 hanno operato come TEM in favore di una quarantina di PMI.

Questa seconda edizione prevede una proposizione più articolata: a seconda della propria situazione sul tema internazionalizzazione, la PMI potrà scegliere tra due opzioni:
Voucher “early stage”:  di importo pari a 10.000 €, a fronte di un contratto di servizio di durata minima 6 mesi con spesa pari almeno a 13.000 €;
Voucher “advanced stage”: di importo pari a 15.000 €, a fronte di un contratto di servizio di durata minima di 12 mesi, pari almeno a 25.000 €. In questo secondo caso è prevista la possibilità di ottenere un contributo aggiuntivo pari a ulteriori 15.000 €, a fronte del raggiungimento di concreti obiettivi in termini di volumi di vendita all’estero: incremento del volume d’affari da operazioni verso Paesi esteri almeno pari al 15% e incidenza percentuale del volume d’affari sul totale del volume d’affari almeno pari al 6%.

Ulteriori info qui sul sito del MISE.

Anche questa volta i Manager di Obiettivo50 si stanno prodigando, sia per sensibilizzare nuove aziende interessate, sia per valutare con le PMI del precedente bando (tutte più che soddisfatte dei risultati conseguiti grazie a quella esperienza) l’opportunità di partecipare anche a questa iniziativa.

 

Corso “L’Innovation Manager per la PMI”, Milano, 27-28/09/2017

12 Ott 2017 Posted by Gabriella Valeri in Approfondimenti, Blog, News, Progetti

Il percorso formativo di cultura manageriale “L’Innovation Manager per la PMI” si è tenuto a fine settembre a Milano e ha registrato l’eccellente riscontro del 100% di indice di gradimento da parte dei partecipanti. Segno che l’argomento, con i numerosi interventi che ne hanno toccato le varie sfaccettature, ha incontrato le esigenze di approfondimento dei manager presenti. Visto il successo di gradimento, si sta ora pensando ad una replica invernale del corso a Torino.

L’obiettivo del corso era proprio quello di fornire un approfondimento sul tema dell’innovazione, visto sotto diverse angolazioni, e, a partire da come innovano le grandi aziende, individuare degli spunti applicabili dal manager dell’innovazione che intende rendere anche una PMI ricettiva all’innovazione.

L’Innovation Manager è infatti una professione emergente in Italia, che offre agli oltre 6.000 manager senza lavoro e agli oltre 3 milioni di PMI italiane delle eccellenti e concrete opportunità di business.

Nelle due giornate, una dedicata al “creare innovazione”, e la seconda ad “acquistare innovazione”, si sono succeduti interventi di speaker, tutti di alto profilo, provenienti  dal mondo delle imprese e della ricerca e innovazione, che hanno presentato diversificate esperienze e interessanti spunti ai manager in sala. Era infatti folta la partecipazione di soci O50, per un totale di 46 iscritti e 40 qualificati che hanno frequentato l’intero percorso d’aula, a cui sono stati consegnati gli attestati di partecipazione.

Qui a seguire un breve flash report degli interventi delle 2 giornate

Creare Innovazione, Giornata 1 – mercoledì 27 settembre 2017

Saluto di Gianfranco Antonioli, Presidente di Obiettivo50

Introduzione di Patrizia Oliveri del Castillo, Direttore O50 Academy, su ruolo e competenze necessarie per il Manager dell’Innovazione di una PMI, programma e finalità del corso.

Emilio Sassone Corsi, Management Innovation, con un intervento sulle “5W dell’innovazione” e sui “10 comandamenti” per una innovazione efficace, per introdurre cosa deve fare un Innovation Manager in una PMI.

Alberto Biancalana, Consulente TLC/IT, sulla figura dell’Innovation Manager di PMI: luci ed ombre del ruolo in una testimonianza reale.

Gianni Clocchiatti, Innovation advisor, fondatore Eticrea, su metodi e strumenti per favorire la creatività: non è necessariamente un talento, anzi esistono le tecniche per svilupparla.

Gilberto Campos, MaGyc s.r.l. , su TRIZ, un metodo “evergreen” per la ricerca di soluzioni inventive, per accrescere l’efficacia nel generare e valutare nuove idee, permettendo alle imprese una gestione sistematica dell’innovazione.

Enrico Solazzi, Consulente di direzione, sull’innovazione sistematica: per un successo sostenibile, è necessario rendere la generazione di idee una pratica quotidiana.

Roberto Cantoni Consulente Senior, su System Thinking e System Dynamics: strumenti per  supportare il processo decisionale in un mondo complesso.

Daniele Radici, Innovation Specialist & LEGO SERIOUS PLAY Certified Facilitator, sul Business Model Canvas, strumento strategico per sviluppare modelli di business innovativi che non può mancare nella cassetta degli attrezzi dell’Innovation Manager di una PMI.

Primo Bonacina, Managing Partner, PBS Primo Bonacina Services sulle domande da farsi per l’innovazione in azienda: “Make, buy o partner?” e per far sì che in azienda sia sempre “tempo d’innovazione”.

Acquistare Innovazione: Giornata 2 – giovedì 28 settembre 2017

Beatrice Maestri, Open Innovation Project Managers Electrolux, che ha illustrato il modello di Open Innovation di Electrolux.

Daniele Pes, Head of Open Innovation Altromercato, Presidente Corner Stones, Board  Innovits, sulle imprese innovative e come creare filiere per lo sviluppo dell’innovazione in imprese consolidate:

Giacomo Andriola, Presidente della Commissione Start up e Innovazione dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Milano, sull“Innovation Audit”, che ci permette di capire se l’azienda è pronta ad “adottare” una Start-up, valutandone la propensione ad innovare e a ricevere innovazione dall’esterno.

Adriano La Vopa, Innovation Strategist Innoventually, sull’innovation management “aperto”, ovvero come gestire l’innovazione in modo nuovo e collaborativo.

Federico Lanzani, Titolare Isanik, con la testimonianza di un imprenditore di PMI che, unendo competenze manageriali e imprenditoriali, ha creato una PMI “motore di innovazione” anche per altre imprese.

Renzo Provedel, NineSigma – Strategy and Innovation Coach – Business Development Italy, sui broker internazionali dell’innovazione e con un’esercitazione su un business case di “innovazione aperta”.

Mirella Mastretti, Talent4Rise, su come concretizzare le idee innovative attraverso il supporto delle risorse economico-finanziarie disponibili per le PMI tramite bandi UE e ministeriali.

Corso “ L’Innovation Manager per la PMI"

Piano Nazionale Industria 4.0: servono 3.000 manager dell’innovazione. O50 Academy contribuisce

08 Set 2017 Posted by Gabriella Valeri in Blog, News, News
Piano Nazionale Industria 4.0

(tratto da www.sviluppoeconomico.gov.it)

Perché Obiettivo50 dedica un percorso formativo all’Innovation Manager per la PMI? Questo è infatti il tema del nostro prossimo percorso formativo, programmato per il 27-28-9, come da dettagli in questo articolo.

Innanzitutto, perché il tema è di estrema attualità anche istituzionale, come si comprende dal Piano Nazionale Industria 4.0 che prevede la formazione di 3.000 manager  capaci di gestire l’innovazione entro il 2020.

Perché è l’argomento di maggiore interesse da parte dei soci come da sondaggio effettuato tra i soci nel dicembre del 2016

Perché è una professione nuova e rappresenta una opportunità sempre più attuale e concreta per i soci di Obiettivo50 e per le PMI, clienti privilegiati dei  Manager di O50.

 Ecco perché l’Academy di Obiettivo50 è pronta a fare la sua parte e fa partire nelle prossime settimane questo corso dedicato all’Innovation Manager per la PMI

Infatti:

– Ci si rende conto che le piccole e medie imprese italiane sono un esercito di oltre 3 milioni di aziende, con un tasso di innovazione molto basso. I manager di alta professionalità senza lavoro sono un esercito di oltre 6 mila professionisti che rappresentano un patrimonio di competenze gestionali e organizzative da non disperdere (qui per approfondimenti).

– Federmanager ha inserito il profilo dell’Innovation Manager tra le 4 figure del proprio sistema di certificazione delle competenze manageriali (insieme a: temporary manager, export manager e manager per l’internazionalizzazione, manager di rete) e promette di certificare 300 manager dell’innovazione entro il 2018 (qui e qui per saperne di più).

– da parte del MISE è allo studio un incentivo specifico a sostegno dell’introduzione di manager dell’innovazione nelle PMI, replicando sulla digitalizzazione e sull’innovazione il successo dei voucher per l’internazionalizzazione (qui l’approfondimento).

 Il Manager dell’Innovazione è un profilo aziendale piuttosto consolidato nei paesi anglosassoni ed emergente nel contesto italiano ed europeo.

Si tratta di una figura complessa, con molte sfaccettature, in grado di governare e orientare lo sviluppo innovativo dell’azienda da tutti i punti di vista.

Deve possedere competenze e conoscenze ampie e diversificate, e, soprattutto, deve aver sviluppato un network di relazioni di tipo specialistico, manageriale e istituzionale. Tuttavia, prima ancora di designare questo nuovo ruolo è fondamentale che l’imprenditore  creda che l’innovazione sia la leva competitiva che può rendere distintiva la propria azienda (qui il report della ricerca)

Sono proprio questi ultimi due punti che danno al Manager di O50 un grande valore aggiunto e lo rendono assolutamente compatibile con il ruolo.

La profonda conoscenza delle necessità dell’Imprenditore, la disponibilità di un network professionale altamente qualificato e la frequentazione del corso faranno del Manager di O50 un Innovation Manager credibile e assolutamente in grado di cambiare il destino di molte imprese.

Questa proposta formativa è pienamente coerente con la storia di O50, che si occupa di cultura manageriale fin dalla sua costituzione nel 2004 e che ha intrapreso dal 2013 una specifica attività formativa con focus sulle professioni manageriali emergenti, formalizzata con l’istituzione ad hoc di Obiettivo50 Academy.

Dal Manager di rete al TEM Temporary Export Manager, ai piu recenti corsi sulle StartUp e sull’IOT, numerosi sono stati i percorsi formativi da cui sono successivamente scaturite opportunità per i manager associati.

A questo proposito ricordiamo che dai Corsi START-UP e IOT50 sono scaturite recentemente opportunità con Digital Magics e StarBoost come Mentor e Business Angel di Start up, nonché come Consulenti in progetti di Innovazione e Digital Transformation.

Il Percorso di cultura manageriale “L’Innovation Manager per la PMI” si svolgerà a Milano il 27 e 28 settembre : sono disponibili ancora alcuni posti, per info e iscrizioni scrivere a info@obiettivo50.it.

 

Company Creation 10 Weeks, un’impressione personale

25 Lug 2017 Posted by Gabriella Valeri in Blog, Vita da consulente

Company Creation-Alberti Insieme ad altri soci di Obiettivo 50, ho frequentato a Torino dal 26 aprile al 5 luglio la prima edizione del corso Company Creation 10 Weeks, realizzato da StarBoost Academy. Il corso è già presentato nelle sue linee generali in questo articolo del 15 giugno. A me interessa qui passarvi la mia esperienza personale, maturata durante la frequenza delle lezioni in aula e il lavoro di gruppo fuori aula.

Company Creation riguarda la validazione e lo sviluppo delle iniziative imprenditoriali in super early stage, quando esiste un team ristretto di fondatori, esiste un concept, le analisi di mercato sono appena abbozzate, la strategia è in fase embrionale. E’ evidente che a questo stadio le incognite per il team e per gli eventuali stakeholders sono molteplici. StarBoost Company Creation fornisce a queste realtà strumenti e metodi per verificare la propria idea di business e, in caso di esito positivo, di costituirsi in società.

Quali sono i pilastri della filosofia di StarBoost? Li espongo di seguito corredandoli di alcune osservazioni.

 

  1. Lean Methodology. Tutti la conosciamo, almeno nelle linee generali. In sintesi, sottoponi in maniera iterativa al tuo utente una soluzione in bozza (in gergo MVP, minimum viable product), incorporando ad ogni iterazione i consigli dell’utente per migliorare la tua soluzione. Inizia le iterazioni non appena hai un’idea e un modello di business auto-consistenti, senza preoccuparti di aver incorporato nell’MVP tutte le possibili funzioni migliorative. Tanto non sai se l’utente è interessato a tutte queste funzioni. Semplice, no? Allora, alzi simbolicamente la mano chi fra noi, nell’arco della propria carriera professionale, non ha partecipato in varia forma a progetti di innovazione impostati al debutto in base a criteri strettamente market-oriented, che poi hanno perso per strada la bussola del cliente-target e dei suoi bisogni, non arrivando quindi a valorizzare il tempo e il denaro investiti. Eric Ries ha risposto a questi problemi con The Lean Startup, uscito nel 2011: io lo sto leggendo adesso (colpevole ritardo…), ne consiglio a tutti la lettura.

 

  1. Work for Equity. In super early stage, i nuovi business consumano risorse in misura maggiore di quante ne generano. Cammini nella cosiddetta Valle della Morte, i costi superano i ricavi, il giorno del Break Even è una mera ipotesi. Se il team di fondatori è coeso, si accorda per valorizzare le proprie ore uomo in quote societarie, senza attingere alla cassa, che nella maggior parte dei casi è vuota oppure è alimentata da finanziatori di primissima cerchia. In questo modo il team è libero di validare il modello di business secondo un percorso che si costruisce facendo. E’ una fase cruciale e delicata, la ricerca della giusta rotta richiede continui aggiustamenti del timone, dell’assetto della barca e della regolazione delle vele, per usare una metafora. Al tempo stesso, la libertà lasciata al team di applicare rigorosamente la Lean Methodology è garanzia per gli investitori che entreranno nelle fasi successive. E’ chiaro che il Work for Equity per un fondatore è una parziale scommessa, ma quale iniziativa imprenditoriale non ha implicito un livello di rischio?

 

  1. Scambio di conoscenze. Il corso mette a fianco a fianco studenti universitari, managers e consulenti d’azienda, imprenditori giovani e meno giovani. Espone un metodo rigoroso per la definizione del proprio orizzonte di senso e del proprio profilo imprenditoriale. Sulla base di queste indicazioni iniziali, facilita l’aggregazione di gruppi di lavoro intorno alle migliori idee creative. E’ a questo stadio che si attiva la reciproca conoscenza all’interno dei neo-nati team di lavoro e lo scambio delle conoscenze. La formazione dei gruppi di lavoro avviene fra persone che si conoscono da poco e che provengono da percorsi diversi. Presuppone una buona disponibilità al dialogo e alla condivisione delle esperienze. Consente di mettere velocemente a fattor comune competenze complementari, come lo sviluppo di un prodotto digitale, la tecnica commerciale, il project management, il web marketing.

 

Company Creation-salaDaniele Alberti, fondatore di Bakeca.it e di tante altre iniziative imprenditoriali in Italia e all’estero, è il docente principale del corso. Daniele mette a disposizione dell’aula il proprio patrimonio di esperienze, racconta apertamente rischi e opportunità del mestiere di innovatore, fatto di intuizioni, strade in salita e tanto teamwork. Guida con pazienza e visione i lavori dei gruppi, portandoli a costruire l’elevator pitch  per la presentazione del proprio modello di business ad una platea di esperti e di investitori.

Molto interessanti anche i contributi degli altri relatori, fra i quali l’Ing. Gabriele Ermacora, giovane CEO di HotBlack Robotics, intervenuto sulla Lean Methodology, e l’Avv. Carlo Riganti, Managing Partner di StarClex, che ha presentato l’infrastruttura legale necessaria a far nascere e crescere società Company Creation-attestatiinnovative.

Quali sono i prossimi passi della StarBoost Academy? Le idee sviluppate durante questa prima edizione affronteranno una fase di validazione che darà indicazioni chiave su come proseguire il percorso verso il mercato. Due nuove edizioni di Company Creation partiranno da settembre, una a Torino e una seconda a Fortaleza in Brasile.

Alla luce della mia positiva esperienza, consiglio agli amici soci potenzialmente interessati di frequentare e verificare in prima persona l’efficacia di questa innovativa metodologia. Sarò felice di conoscere il vostro feedback. (Testo di Luca Marretta).

L’Innovation Manager per la PMI – percorso formativo di cultura manageriale

19 Lug 2017 Posted by Gabriella Valeri in Blog, Formazione, News, Progetti

Innovation Manager per la PMIDopo il successo dei recenti corsi su Start-up e IoT tenutisi a Torino, O50 Academy  presenta un nuovo percorso formativo di cultura manageriale: INNO50 – L’Innovation Manager per la PMI.

In un mondo globalizzato, dinamico e competitivo il successo delle imprese si basa sempre più sull’innovazione, intesa come capacità di creare un contesto organizzativo che faciliti lo sviluppo di nuove idee e le trasformi in reale valore per l’impresa.

In Europa l’innovazione, soprattutto nei paesi anglosassoni e nelle aziende più grandi, è veicolata dall’Innovation Manager. In Italia è una professione ancora quasi del tutto sconosciuta, complice anche la dimensione medio piccola del nostro tessuto industriale. Le PMI sanno di dover innovare, ma non sanno come fare, o come attingere alle risorse finanziarie; l’alternativa ad una figura interna dedicata a tempo pieno all’innovazione è il ricorso al temporary management, che garantisce maggiore flessibilità e costi legati ai risultati

Secondo gli analisti di mercato, l’Innovation Manager è uno dei quattro nuovi profili che si affermeranno nel mondo del lavoro nel futuro (insieme a temporary manager, export manager e manager di rete).

Ma quale è il ruolo del responsabile dell’innovazione in una PMI? E’ una figura manageriale, che affianca l’Imprenditore e che non si occupa solo di sviluppo e introduzione sul mercato di nuovi prodotti e servizi, ma che apporta innovazione anche nei processi aziendali, nel modello di business e nei paradigmi organizzativi. Il suo compito è creare la cultura dell’innovazione, facendo maturare quei cambiamenti organizzativi che favoriscono l’innovazione.

Il corso ha come obiettivo l’approfondimento del tema dell’innovazione sotto angolazioni diverse, in modo da offrire spunti concreti ai manager che vogliano rendere le PMI loro clienti ricettive all’innovazione; è pertanto destinato a manager, che ricoprono o hanno ricoperto posizioni di responsabilità in azienda, e vede come docenti e testimonial professionisti con esperienza diretta del settore.

Il corso si tiene il 27 e 28 settembre, dalle 9.00 alle 18.00 a Milano presso Fondazione Ambrosianeum.

Strutturato in 2 moduli complessivi per complessive 16 ore, rilascia attestato di frequenza.

Costi: il corso è gratuito per i soci di Obiettivo50 in regola con il rinnovo annuale della quota associativa.

Gratuito anche per neo iscritti, se l’iscrizione avviene entro il termine di 1/9/2017, mentre per non soci il costo è di € 250.

Termine ultimo iscrizione corso: 15 settembre 2017

Per iscrizioni e ulteriori informazioni: info@obiettivo50.it

In allegato: Scheda Corso_Innovation Manager

 Programma del corso:

Creare Innovazione

– Introduzione / scenario

– Le 5W dell’innovazione

– I “10 comandamenti” per una innovazione efficace

– L’innovazione sistematica: metodi e strumenti per favorire la creatività

– TRIZ: un metodo “evergreen” per la ricerca di soluzioni inventive

– Strumenti tecnici per supportare il processo decisionale in un mondo complesso: System Thinking

  e System Dynamics

– L’innovazione del modello di business: il Business Model Canvas

– Innovazione in Azienda: “make, buy o partner”?

– In cosa consiste il ruolo di un Innovation Manager in una PMI

 Acquistare Innovazione

– Ruolo & Responsabilità di un Manager di Open Innovation in una grande Azienda (Electrolux)

– Le imprese che innovano: creare filiere per lo sviluppo dell’innovazione

– Adottare una Start up: una “Innovation Audit” per valutare la propensione a innovare

– L’innovazione aperta nelle PMI

– Il crowdsourcing e le piattaforme online

– I broker internazionali dell’innovazione – come opera Ninesigma

– Come una PMI può trovare supporti economico-finanziari per concretizzare i progetti di innovazione

– Testimonianze di PMI innovative

 

 

Passaggio Generazionale: come procedere

11 Mar 2017 Posted by Gabriella Valeri in Blog, Vita da consulente

Vi presentiamo un articolo sul tema del passaggio generazionale a cura di un socio esperto sull’argomento.

Statisticamente, il numero di società che riescono a passare di mano si riduce di un terzo ad ogni passaggio generazionale: perché?

I motivi possono essere molteplici: dalla minore capacità imprenditoriale della nuova generazione alla incapacità di passare il timone da parte dell’imprenditore fondatore o prosecutore.

Nessun padre o madre di famiglia direbbe al proprio figlio/a: “No, non camminare perché potresti cadere e farti male. Aspetta: quando io non ci sarò più, allora potrai esercitarti senza farmi preoccupare”.

A volte, il motivo della difficoltà del passaggio è molto più psicologico che di qualità reale degli interlocutori. Perdere la guida della propria società, guidarla con mano ferma verso un business sempre più difficile, con un mercato in continua evoluzione, non è cosa da ragazzini.

Però le soluzioni innovative vanno introdotte, bisogna svecchiare le procedure, essere più flessibili, adattarci alle richieste dei clienti, digitalizzare l’offerta, allargare il mercato ed espandersi all’estero.

Tutte cose giuste a parole, ma pericolose nei fatti e di difficile controllo: e chi mai ha l’esperienza per gestire tutto questo? “Qui c’è il rischio di fallire ancora prima di iniziare e di vedersi portare via l’azienda!”

Questi sono i dubbi e le idee che spesso passano per le teste di padri e figli: come risolverle? Come conciliare le iniziative innovative e le esperienze tradizionali che hanno portato l’azienda a crescere ed a raggiungere i risultati odierni?

Tutto questo si può fare procedendo prima a piccoli passi, chiarendo gli aspetti tecnici in primo luogo e poi curandosi di quelli psicologici, quelli che incidono sulla fiducia e sulla sicurezza.

Le persone non devono fare né passi più lunghi della gamba né effettuare azioni rivoluzionarie: semplicemente non servono soluzioni drammatiche, ma occorre impostare un piano di azione da condividere.

Come dice il saggio cinese: si possono scalare le montagne iniziando a piccoli passi.

La cosa interessante è che si inizia con i piccoli passi e poi si continua con passi sempre più grandi, ma più sicuri e fermi, con il conforto di ogni interlocutore.

Se il genitore non controlla e sostiene il proprio bambino mentre impara a camminare e gli insegna come comportarsi e muoversi per evitare cadute rovinose, che genitore è? Allo stesso modo dovrà darsi da fare perché il proprio figlio possa crescere in azienda con passo sicuro.

Allo stesso modo non vedo un bambino che decide di mettersi a correre nel salire e scendere le scale, pensando di sapere tutto e di far vedere al genitore come si fa.

passaggio generazionale

Tutto questo si può fare senza dover urlare, ma mettendosi in posizione di ascolto, con attenzione: il rispetto delle esigenze dell’altro è un elemento fondamentale per accrescere la fiducia: se non si ascolta l’altro interlocutore come possiamo pensare di essere anche noi ascoltati?

Dobbiamo riconoscere quindi l’esperienza che ha portato l’azienda a prosperare e sopravvivere fino ad oggi e, se vogliamo che si conservi in futuro, dobbiamo mettere in grado la nostra progenie di proseguire con le innovazioni necessarie, dando quelle indicazioni che riteniamo opportune.

Anche l’errore fa parte dell’esperienza che il novello imprenditore dovrà incontrare e gestire: se sbaglierà con il genitore presente potrà essere da lui supportato ed incoraggiato, e potranno anche esserci, in futuro, molti  “te l’avevo detto che avrebbe funzionato” da parte del figlio, o almeno lo spero proprio! L’innovazione non è immobilismo, non è “abbiamo sempre fatto così!”

Si fa esperienza scambiando idee, commentandole, criticandole, facendole crescere e valutando i rischi con la partecipazione attiva di tutti gli interlocutori.

Non si è eterni (non ancora almeno) e il nostro giocattolo che ci dà tante preoccupazioni, ma anche tante soddisfazioni, dovrà passare di mano: pianifichiamo con calma, condividendo le scelte. Si può pilotare la situazione per raggiungere l’obiettivo finale. E poi, perché non goderci anche la meritata pensione, visto che questa generazione lo può fare?

Ognuno di noi ha un compito ben preciso e rilevante da svolgere nei vari momenti della nostra vita: perché contrastarlo? Perché non accettare qualcosa che è previsto nel nostro DNA?

Se poi vi sembra difficile tutto questo e vi serve un aiuto, ci sono persone che sono in grado di darvi una mano: una persona esterna, può risolvere molto in fretta i vostri problemi di insicurezza e mettervi in condizione di maggior attenzione … a patto che la persona non parteggi per qualcuno (sarebbe un grave errore), che non formuli giudizi del tutto inappropriati, in contesti così particolari e diversi, e che si impegni ad aiutarvi comprendendo le ragioni psicologiche che stanno alla base di scelte e comportamenti.

Se poi la persona ha anche conoscenze tecniche ed è in grado di farvi valutare la situazione e farvi prendere le scelte migliori per quel momento e quelle informazioni disponibili, allora avete raggiunto un obiettivo duplice: andare d’accordo e prendere le scelte giuste!

Ma ricordatevi: dovete effettuare voi scelte e decisioni. Il compito del consulente è mettere d’accordo mente (soluzioni razionali) e “pancia” (soluzioni d’istinto ed emotive) sulle scelte da effettuare. (testo di Maurizio Volonghi)

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Industria 4.0 e PMI: non “SE” ma “COME”

02 Feb 2017 Posted by Gabriella Valeri in Blog

Vi proponiamo oggi un articolo sul tema Industria 4.0 e PMI a cura di un socio esperto sull’argomento.

Recentemente API (Associazione Piccole e Medie Imprese) ha diffuso i dati raccolti dal suo Osservatorio su Industria 4.0: fra l’altro, è emerso che circa il 25% degli imprenditori intendono avviare processi in tale direzione nei prossimi 5 anni.

E gli altri 3/4 delle imprese?

Questo risultato testimonia che, guardando al tessuto industriale italiano, tutto il gran parlare che ormai da molti mesi si sta facendo su Industria 4.0, Smart Manufacturing, Rivoluzione Digitale, e tutte le altre belle definizioni così di moda, ha fino ad ora ha sostanzialmente fallito il suo scopo principale: rendere consapevoli le aziende, di qualsiasi settore e dimensione, che l’entrata in questa corrente non è una scelta opzionale, ma al contrario è un dato di fatto che sta già raggiungendo tutti, come venditori, produttori e clienti.

Il punto quindi non può essere “se” avviare processi in tale direzione, dato che tali processi, che piaccia o no, si sono già avviati fuori e sopra le singole aziende, e presto o tardi arriveranno a coinvolgerle (se non l’hanno già fatto …); il punto deve essere “come” governare, e non subire passivamente, gli effetti e le influenze, anche molto profonde, che tale coinvolgimento inevitabilmente causerà.

Non è infatti la singola azienda, grande o (a maggior ragione) piccola che sia, che può decidere, per esempio, il grado di personalizzazione dei prodotti voluto dai consumatori finali (nel fashion, nel luxury, ma anche nell’impiantistica e nella componentistica), o il livello di servizio richiesto dai suoi clienti (che siano automotive, o grande distribuzione, o utilities, o singoli individui), o il prezzo accettato dal mercato (a meno che, ovviamente, non si sia in grado di offrire qualcosa di unico): questi elementi sono vincoli dati, sempre più stringenti e sempre più rapidamente in evoluzione, e le imprese, tutte, devono scegliere se continuare a competere, cavalcando (e magari anticipando) le richieste o se viceversa, molto semplicemente, uscire dal gioco.

Questa è la realtà, che, per molti versi, è poi la solita, dato che da sempre le aziende devono muoversi dentro uno scenario competitivo: oggi tale scenario prevede più velocità, più interdipendenza e più complessità, e quindi fare impresa può essere più difficile, ma non è certo impossibile (e, soprattutto, può dare ancora molte soddisfazioni).

La sfida è capire come continuare a competere, e la risposta è rappresentata dalla digitalizzazione dei prodotti / servizi offerti e dei processi – produttivi, gestionali e di relazione con il mercato – messi in atto: questa non una fra le opzioni possibili, ma, nel lungo periodo, l’unica possibilità, perché anche la più specialistica, artigianale e manuale delle imprese prima o poi si troverà ad avere competitori in grado di offrire (per esempio) prodotti analoghi in tempi più brevi, o arricchiti da servizi complementari, o (sempre per esempio) ad avere sempre più clienti che chiedono modalità di acquisto (“customer experiences”, come si dice …) diverse e nuove, che non passano dalla sola relazione tradizionale.

È la digitalizzazione lo strumento che permette di far fronte a queste, ed a tutte le altre innumerevoli possibili sfide esterne, e tutte le imprese devono essere consce di questo: la digitalizzazione è quindi una grande opportunità, non un pericolo.

Le imprese devono però essere anche consapevoli che la “Rivoluzione Digitale” – che si declina in Industria 4.0 nella manifattura, in connettività e “servitizzazione” dei prodotti, in smart e mobile working nelle organizzazioni, in approccio “data-driven” nei processi decisionali, e così via – non è semplicemente un insieme di tecnologie, ma in realtà si fonda su un cambiamento di paradigma, con l’azienda che da struttura sostanzialmente chiusa, statica, pensata in termini gerarchici e competitivi, deve trasformarsi in un ecosistema (formato da parti che cooperano fra loro restando dinamicamente in equilibrio), che vive all’interno di ecosistemi più ampi, che coinvolgono clienti, fornitori e stakeholders in genere.

Industria 4.0

Solo dopo questo passaggio culturale l’impresa potrà accostarsi all’immenso bouquet di strumenti e soluzioni che concretizzano la “Rivoluzione Digitale”, al fine di scegliere ciò che più possa esserle utile, per risolvere criticità o cogliere opportunità, e a questo punto le modalità di implementazione – priorità considerate, aree coinvolte, risorse dedicate, velocità, e così via – saranno scelte tattiche dettate dalla situazione istantanea dell’azienda, che però, in quanto riferite ad un modello strategico complessivo, potranno restare fra loro coerenti anche se attuate “a macchia di leopardo”, come in effetti è consentito dalle tecnologie coinvolte, che in genere si prestano ad applicazioni modulari e scalabili.

In sintesi, quindi, per una impresa – grande o piccola – il “come” entrare nel flusso della Rivoluzione Digitale passa attraverso tre passaggi

-accettare che questo coinvolgimento è ineludibile, e può essere subito o governato, ma non evitato, in quanto parte integrante dell’evoluzione dello scenario competitivo di ciascuno

-farsi consapevole che tale coinvolgimento è costituito prima di tutto da un cambio di paradigma, da struttura chiusa e statica ad ecosistema parte di ecosistemi più ampi, e dotarsi di una nuova visione strategica coerente con tale nuovo paradigma;

-solo a questo punto scegliere, in coerenza con tale visione e passo passo, le tecnologie e gli strumenti più opportuni per muoversi lungo il percorso di trasformazione digitale, e procedere alle implementazioni secondo le proprie necessità e capacità.

Se, al contrario, si parte concentrandosi su tecnologie e strumenti, calcando la mano sull’immagine “disruptive” (e, in fondo, modaiola) della Rivoluzione Digitale, senza contestualizzarla alle singole realtà, il risultato che si ottiene è quello detto all’inizio: il 75% delle PMI, in Italia, di fronte ad Industria 4.0, dicono “no, grazie, non ci serve”, senza rendersi conto che in questo modo si condannano all’emarginazione ed alla morte. E se si è commesso questo errore di approccio, l’aggiunta di incentivi economici e finanziari (il “Piano Nazionale”, i bandi di finanziamento, etc.) non sarà di grande aiuto: essi cadranno nel vuoto, o al più “drogheranno” il sistema, generando investimenti casuali, opportunistici, e, di fatto, in genere privi di effettivi ritorni di lungo periodo.

Il rischio che accada proprio questo è concreto, e tocca a tutti gli attori in campo – istituzioni, associazioni di imprese e professionali, consulenti, imprenditori e manager – comprenderlo e muoversi, con la massima urgenza ed incisività, per mitigarlo: auguriamoci che ciò accada, se non vogliamo che il sistema industriale italiano perda anche questa opportunità (che, ormai, potrebbe davvero essere l’ultima). (testo di Bruno Lodi)

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Industry 4.0 e PMI: occasione per crescere e migliorare l’efficacia globale

06 Dic 2016 Posted by Gabriella Valeri in Blog

Vi proponiamo oggi un articolo su Industry 4.0 e PMI a cura di un socio con lunga esperienza in ambito manifatturiero.

Industry 4.0 e PMIIndustry 4.0 rappresenta un segnale di cambiamento radicale per l’industria manifatturiera proponendosi come logica evoluzione della tecnologia digitale al servizio della condivisione non più solo tra le persone ma anche tra le “cose”.

Nel trentennio di esperienza manageriale nelle PMI ho sostenuto l’impiego di modelli produttivi e formativi adatti a sostenere la capacità innovativa, l’impiego di tecnologie attualizzate, l’automazione integrata, l’opportunità di acquisire dati di processo ed analizzarli per ottenere feed-back di efficienza produttiva.

Denominatore comune è sempre stata l’attenzione all’elemento umano come attore dominante e valorizzante.

Coerentemente con la velocità e le necessità dei tempi, ho vissuto tutto ciò in maniera separata, abbinando aspettative e risultati a parole d’ordine che negli anni si sono succedute in ogni sito produttivo: qualità, flessibilità, miglioramento continuo, problem solving, teamworking, lean production, empowerment, …. ecc.

Su detti argomenti le PMI hanno costruito progetti, successi e fallimenti.

Elemento perturbante in questo contesto è sempre stata la difficoltà di trasformare l’efficienza delle risorse (materiali e non) in efficacia organizzativa e produttiva.

L’opportunità di superare questa problematica potrà rappresentare un valido stimolo per applicare il nuovo modello produttivo ispirato ad Industry 4.0 anche per predisporsi ad affrontare mercati in continua e rapida evoluzione, orientati a richiedere sempre maggiori volumi e flessibilità.

Industry 4.0 sembra offrire (nel medio termine) alle nostre PMI la via per implementare una trasformazione tecnologica mediante un processo di crescente digitalizzazione delle operations e molte fonti indicano che nel settore industriale l’incremento di efficienza produttiva atteso per il prossimo quinquennio è stimato nell’ordine del 15 % (grazie a miglioramenti in tutta la catena dei processi) cui potrebbe affiancarsi una riduzione dei costi di pari ordine di grandezza.

Quindi progetteremo e svilupperemo prodotti mediante simulazioni ingegneristiche che dovranno coinvolgere anche il “consenso” delle reti di macchinari di processo;  vale a dire che, in proiezione, gli impianti produttivi avranno una propria rigida “consapevolezza” che dovrà interagire con i comandi umani per ottimizzare l’efficacia, anche in termini di impiego energetico e riduzione costi.

Appare evidente che solo un adeguato sforzo in termini di coinvolgimento e formazione del personale potrà condurre al recupero di quell’efficacia indispensabile per accrescere il valore del prodotto/servizio.

L’essere umano si troverà più coinvolto nel ruolo di supervisore del sistema produttivo impiegando la propria creatività per sviluppare le strategie di industrializzazione, risolvere problematiche inattese e monitorare l’intero processo.

La possibilità di monitorare, analizzare ed integrare in tempo reale e simultaneamente sempre più dati e informazioni rilevate su prodotti, processi e sistemi, costituirà dunque il punto chiave per consentire ai supervisori di prendere decisioni utili ad ottimizzare lo sfruttamento degli impianti.

E’ pensabile che, nel tempo, alcune funzioni “tradizionali” perderanno importanza, ma è altrettanto vero che per sostenere l’implementazione e garantire l’operatività delle nuove soluzioni produttive necessiterà anche un significativo e moderno impegno “manutentivo” interno e/o l’impiego di nuove soluzioni di assistenza che potranno impiegare sia giovani preparati che personale con lunga esperienza.

Sta di fatto che per mantenere i lavoratori al centro del sistema produttivo dovranno essere ripensati tempi e modalità con cui il lavoro dovrà essere svolto.

Non è pensabile applicare una logica produttiva coerente con Industry 4.0 senza un significativo incremento delle competenze degli addetti (da semplici operatori a tecnici altamente specializzati).

In base all’esperienza e all’attuale stato delle PMI appare sensato pensare che il processo di introduzione delle logiche connesse ad Industry 4.0 sarà graduale con priorità ai processi capaci di dare un ritorno più vantaggioso nel breve periodo (es. qualità di servizio, pianificazione e tracciabilità dati di processo, tempi di attraversamento commesse, flessibilità, qualità del prodotto, personalizzazione di prodotto, manutenzione).

Ciò permetterà un impatto altrettanto graduale sul personale il cui livello operativo dovrà essere portato, e mantenuto, all’avanguardia tanto quanto quello dei macchinari Grande responsabilità sarà quindi demandata non solo al sistema educativo scolastico ma soprattutto ai processi di formazione propri di ogni azienda.

Solo così il connubio Industry 4.0 e PMI potrà rappresentare l’occasione di crescita e coinvolgimento della risorsa umana per concorrere all’aumento dell’efficacia globale.

(testo di Walter Nardini)

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Percorsi informativi di cultura manageriale e opportunità professionali per i soci

14 Nov 2016 Posted by Gabriella Valeri in Blog, Formazione2
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Corso Internet of Things (2016)

Obiettivo50, ben sapendo che un manager deve essere sempre informato e consapevole dei temi socio-economici di più stringente attualità, si impegna da tempo nell’informazione e formazione dei soci, attività di recente formalizzata con l’istituzione ad hoc di Obiettivo50 Academy, struttura interna dedicata alla formazione.

Tra gli argomenti affrontati negli anni, sia con convegni che con percorsi Informativi, troviamo Pianeta Cina (2009), Programma MRI Manager di Reti di Imprese (2013), la Comunicazione Digitale (2014), l’Internazionalizzazione e il TEM -Temporary Export Manager (2015), lo Start Up delle PMI innovative (marzo 2016), e  da ultimo l’IoT-Internet of Things (ottobre 2016).

Qualche numero per testimoniare il successo di queste iniziative: solo negli ultimi 3 anni i partecipanti ai corsi sono stati ben  240, le occasioni di incontro per coaching, formazione e informazione sono state 19, per complessive 106 ore di docenza erogate da 81 relatori di altissimo profilo. Diversi percorsi formativi hanno inoltre avuto una seconda edizione, altro segnale molto positivo.

Corso TEM Torino gruppo

Seconda edizione corso TEM- Torino (2016)

Nel documento qui allegato trovate una presentazione dell’Academy, che ripercorre nel dettaglio iniziative e temi della formazione O50.

Queste tematiche vengono sempre trattate con un filo conduttore ben preciso: fornire al manager che offre consulenza alle PMI una chiave di lettura a 360 gradi che gli consenta di affrontare e gestire i problemi di sviluppo e di evoluzione delle aziende che a lui si rivolgono. Il percorso ha quindi un approccio informativo e di scenario ma anche pratico, in quanto ad esempio vengono prese in esame le caratteristiche che deve avere un Manager di Rete di Imprese, o un Temporary Export Manager, o, ancora, un Mentor di impresa in una Start Up.

Questo successo di partecipazione e i positivi riscontri ricevuti non sarebbero tuttavia sufficienti se questi risultati non si potessero misurare in termini di opportunità professionali e di networking molto qualificato a vantaggio dei soci. Per quanto i dati in nostro possesso non ci permettano una mappatura adeguata del fenomeno, alcune indicazioni sicuramente siamo in grado di  riportarle.

Per cominciare, diverse opportunità per i soci qualificati ai corsi si sono avute nell’ambito delle Reti di Imprese e Internazionalizzazione, con collaborazioni con Federmanager, Manageritalia (Roma), Ecipar/Provincia di Parma, AssetManagement/Gi Group, come consulenti, docenti o relatori a convegni, seminari, corsi. Degni di nota i progetti di Internazionalizzazione di PMI gestiti dai soci Obiettivo50, che si sono segnalati come case histories esemplari dell’iniziativa ESP-Export Service Parma.

Svariate poi le opportunità professionali come Temporary Export Manager di PMI, nei bandi GATE di Regione Lombardia (2014) e del MISE Ministero dello Sviluppo Economico (2015), oltre che a seguito di segnalazioni di altri soci comparse in bacheca.

corso start-up day2

Corso Start-Up (2016)

Infine, anche con riferimento alle più recenti attività formative del 2016, si sono aperte opportunità ai soci come mentor, Business Angel e consulente per Start-Up, oltre che con la richiesta di un loro contributo manageriale in progetti di Innovazione e Digital Transformation per start-up acquisite da multinazionali.

L’ultima parola infine la lasciamo direttamente ai soci che, nel raccontare come Obiettivo50 ha positivamente influito sul loro percorso e rilancio professionale nella nostra sezione sui casi di successo, hanno esplicitamente citato la partecipazione ai corsi di formazione.

Ecco, per noi questo è il vero successo della formazione della Obiettivo50 Academy: che il corso TEM 2015 abbia fornito il know-how per collaborare con successo a progetti internazionali, o che il corso per Manager di Rete 2013 abbia dato gli strumenti per avviare e portare avanti una rete di imprese.

 

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Ticket Restaurant, quando li usa il consulente

26 Mag 2016 Posted by Gianfranco Antonioli in Blog

Ticket restaurant: condividiamo oggi un argomento in ambito fiscale, caro a molti soci che operano in consulenza con partita IVA.ticket restaurant
Sappiamo bene che un problema dei titolari di partita IVA è la relativa possibilità di attribuirsi costi a fronte dei ricavi che si percepiscono con le attività di consulenza, con la conseguenza di una sensibile tassazione sugli stessi. Quando poi succede che a tali redditi da consulenza si aggiungono altri redditi, l’aliquota marginale applicata può risultare particolarmente gravosa.
Ecco quindi che risulta interessante individuare quali sono i costi che ci si può legalmente attribuire, e tra questi vi è quello legato all’acquisto di buoni pasto.
I Ticket Restaurant garantiscono massima flessibilità ai propri utilizzatori: possono infatti essere usati nei ristoranti, bar, pizzerie, tavole calde e fredde, gastronomie, supermercati, e sono accettati su tutto il territorio italiano. Inoltre, presso molte società erogatrici, sono acquistabili anche on line.
Grazie al sistema dei buoni pasto, che prevede un trattamento fiscale e contributivo agevolato, si può beneficiare dei seguenti vantaggi fiscali:
• i buoni pasto in formato cartaceo, fino al valore di 5,29€/giorno;
• i buoni pasto elettronici, fino al valore di 7€/giorno;
Essi costituiscono reddito di lavoro dipendente, con conseguente esenzione da oneri contributivi e sono interamente deducibili come costi aziendali con un’IVA al 4% interamente detraibile.
I Ticket restaurant non sono solo comodi da usare per una veloce pausa pranzo, ma sono anche un utile suggerimento in ambito fiscale per tutti i consulenti.

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