Export italiano nel 2015 nell’aggiornamento ISTAT
Il recente aggiornamento ISTAT di febbraio 2016 sui dati del commercio con l’ estero si apre con una nota positiva: a dicembre 2015 il saldo commerciale delle esportazioni è stato di 6,0 miliardi (+5,7 miliardi a dicembre 2014).
Il documento prosegue evidenziando che:
-Mediamente, le esportazioni del 2015 hanno registrato un aumento: + 3,7% in valore ( +1,9% in volume)
– L’espansione dell’export è distribuita equamente tra i paesi UE: +3,8% e i paesi extra UE: +3,6%
– I mercati più dinamici per l’export del 2015 sono stati:
– -Stati Uniti: + 20,9%
— Belgio: + 10,6%
– -India: + 10,3%
— Spagna: + 10,1%
-Nell’ambito dei settori merceologici, nel 2015 rispetto al 2014, si segnalano la forte crescita di vendite all’estero di:
— autoveicoli: +30,8%
— prodotti agricoltura, silvicoltura e pesca: +11,2%
— computer, apparecchi elettronici e ottici: +10,9%
– Il confronto tra le dinamiche dell’export dell’Italia e quelle dei paesi Ue evidenzia come, nel 2015, il contributo dell’Italia alle esportazioni dell’area Ue abbia registrato un lieve calo rispetto al 2014 (da 8,6% a 8,5%), sintesi di una omogenea riduzione della quota nazionale sia sul mercato interno europeo (da 7,5% a 7,4%) sia rispetto all’area extra Ue (da 10,6% a 10,4%).
Tra i principali paesi, solo la Germania ha incrementato la quota sull’export dell’Ue (da 24,3% a 24,7%), la Francia è rimasta stabile mentre la Spagna ha subito una contrazione di un decimo di punto.
Nell’immagine si presenta un grafico con il dettaglio sui settori più dinamici.
Anche nel 2015 l’export italiano si è rivelato quindi all’altezza degli altri mercati e fondamentale per tenere a galla la nostra economia, nell’attesa che i timidi segnali della ripresa si rafforzino. Si tratta di dati certamente di grande interesse per i numerosi soci di Obiettivo50 attivi come Temporary Export Manager.
Godiamoci dunque questi risultati, aspettando di vedere cosa ci riserverà un 2016 che si è già aperto con qualche incertezza su questioni geopolitiche e finanziarie ancora irrisolte, e con il rallentamento dei paesi emergenti.
In definitiva, il Made in Italy continua a rimanere sinonimo di buona qualità in tutto il mondo, senza parlare del nostro comparto alimentare che nel tempo mantiene prestazioni invidiabili!




hanno stipulato un contratto di rete, portando a 2.435 il numero complessivo delle imprese lombarde in rete sul totale delle 13.000 in tutta Italia. La Lombardia è la prima Regione per numero di imprese in rete, con numeri quasi doppi rispetto all’Emilia Romagna. In ambito settoriale, dopo l’agricoltura (+35%), sono i servizi (+24%) ad aver registrato la crescita più intensa dei contratti di rete. Questi i risultati presentati durante l’evento Insieme, protagonisti della ripresa. Storie di Reti del Terziario, organizzato da Confcommercio Lombardia con la presentazione dell’indagine TradeLab, commissionata dalla Confcommercio Lombarda con focus su aspettative e risultati delle imprese che hanno intrapreso percorsi di aggregazione di rete.