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AI: Minaccia o Alleato Prezioso per l’Export Manager?

02 Nov 2024 Posted by Anna Lavatelli in News, News

Come l’Intelligenza Artificiale sta rivoluzionando il lavoro dell’Export Manager nell’era digitale

Durante la Pillola di Sapere di Obiettivo 50 Gaetano Bonfissuto ha illustrato come l’intelligenza artificiale possa diventare uno strumento strategico per l’export manager. In un mercato sempre più competitivo e globale, le aziende, in particolare le PMI, devono sfruttare ogni opportunità per espandersi oltre i confini nazionali. L’AI, con le sue capacità di analisi e automazione, può essere un valido alleato in questo percorso.

L’AI generativa, un tipo avanzato di intelligenza artificiale, si distingue per la sua capacità di creare nuovi contenuti a partire da dati di “addestramento” del sistema. Durante l’incontro, Gaetano ha presentato anche Perplexity, uno strumento alternativo a ChatGPT, particolarmente utile per l’export manager, poiché consente di gestire informazioni complesse e produrre dati strutturati in modo rapido ed efficiente.

Come lavora un Export Manager?
L’export manager ha il compito di gestire la strategia di espansione internazionale di un’azienda, attraverso fasi che vanno dall’analisi dell’azienda e dei mercati, fino alla ricerca di partner e all’apertura di filiali estere. In queste fasi, l’AI può essere impiegata in diversi ambiti, dalla logistica all’analisi dei dati di mercato, fermo restando che è fondamentale la supervisione umana. Strumenti come IBM Watson, piattaforma di intelligenza artificiale avanzata di IBM, possono ottimizzare le rotte di consegna, riducendo tempi di transito e costi. L’AI permette anche di gestire in modo efficace il magazzino, prevedendo cambiamenti nella domanda e ottimizzando la gestione delle scorte, risultando utile soprattutto nelle vendite online.

Casi pratici di AI nell’export e nella produzione
Gaetano ha presentato alcuni casi pratici di applicazione dell’AI nell’export e nei processi produttivi. Ad esempio, Barilla utilizza l’AI per scansionare le confezioni e individuare corpi estranei, migliorando così la sicurezza e la qualità dei prodotti esportati, un fattore cruciale per il successo sui mercati internazionali. Ha inoltre adottato AI Prism, una piattaforma avanzata di monitoraggio che supporta le aziende nell’analizzare in tempo reale le prestazioni delle loro operazioni di export, offrendo un feedback immediato e prezioso per prendere decisioni informate.

I Prompt: Come Dialogare con l’AI
Uno degli aspetti pratici discussi è l’importanza di saper formulare correttamente i prompt, ovvero le istruzioni da fornire ai modelli di AI. Gaetano ha sottolineato che per ottenere risultati validi il prompt deve essere preciso, formulato preferibilmente in inglese, e fornire al modello informazioni anche di dettaglio, come la forma e il tono delle risposte che si attendono.
Tra i suggerimenti pratici è emerso che il miglioramento continuo del prompt è essenziale per ottenere risultati migliori. Questo implica un costante affinamento delle richieste fatte all’AI, così da estrarre il massimo valore dai dati analizzati.

Aspetti Legali e Privacy
Gaetano Bonfissuto ha poi toccato il tema della responsabilità legale nell’uso dell’AI. L’AI facilita certamente il lavoro, ma è fondamentale capire come vengono gestiti i dati. È responsabilità dell’azienda assicurarsi che i dati utilizzati siano protetti e che l’AI operi in conformità con le normative sulla privacy. Questo aspetto è particolarmente rilevante per i manager che lavorano in ambito internazionale, dove le normative sui dati possono variare significativamente da un paese all’altro.

Conclusioni
In conclusione, il messaggio principale dell’incontro è chiaro: l’AI non deve essere vista come una minaccia, ma come un prezioso alleato per gli export manager. Se utilizzata correttamente, l’AI può accelerare e ottimizzare molte delle fasi del processo di internazionalizzazione, ma è fondamentale che i professionisti dell’export comprendano come sfruttare al meglio queste tecnologie. Non si tratta solo di adottare nuovi strumenti, ma di combinare le competenze umane con la potenza dell’intelligenza artificiale per creare una sinergia vincente.

 

TRIZ e AI: una nuova frontiera per l’innovazione

09 Ott 2024 Posted by Anna Lavatelli in News, News

Un approccio sistematico e scientifico alla soluzione di problemi e la capacità di analizzare enormi volumi di dati costituiscono un’accoppiata vincente

 

Durante la più recente Pillola di Sapere di Obiettivo 50 Marco Tatti, Technical Innovation Manager e imprenditore, ha illustrato come la combinazione tra la Teoria della Risoluzione Inventiva dei Problemi (TRIZ) e l’Intelligenza Artificiale (AI) possa costituire un approccio strategico nell’affrontare le sfide della trasformazione digitale e dell’innovazione. Tatti ha sottolineato che, per rimanere competitive, le aziende devono adottare sistemi capaci di generare, analizzare e implementare soluzioni efficaci, anziché fare affidamento esclusivo sull’intuizione creativa.

 

Che cos’è TRIZ?
Sviluppata dal ricercatore sovietico Genrich Altshuller, TRIZ è una metodologia basata sull’analisi di milioni di brevetti per individuare schemi ricorrenti nella risoluzione di problemi complessi. Utilizzando i 40 Principi Inventivi e l’Analisi delle Contraddizioni, permette di identificare soluzioni innovative che possono essere adattate e replicate in diversi contesti aziendali.
Non è semplicemente uno strumento per risolvere problemi, ma un vero approccio scientifico, che sfrutta soluzioni già testate e validate, applicandole a settori diversi, dall’industria aerospaziale all’elettronica di consumo, fino alla produzione e ai servizi. Questo metodo migliora significativamente i processi decisionali e la produttività. Il punto di forza di TRIZ risiede nella sua adattabilità. Questa caratteristica rende TRIZ un sistema prezioso per le aziende che vogliono innovare in modo sistematico e non solo creativo.
Parallelamente, l’AI ha fatto enormi progressi, passando da modelli procedurali e soluzioni come le reti neurali, a sistemi strutturati e complessi come l’Intelligenza Artificiale Generativa. Con un mercato globale stimato in 6 trilioni di dollari nel 2028, essa sta diventando un fattore imprescindibile per qualsiasi azienda che voglia mantenere la competitività. L’integrazione dell’AI nei processi aziendali consente di analizzare grandi volumi di dati, individuando schemi che migliorano l’efficienza operativa.
 

Come l’AI supporta TRIZ
L’integrazione dell’AI nel processo TRIZ rende quest’ultimo ancora più efficiente, riducendo i tempi di azione e quindi velocizzando la generazione e la valutazione di idee innovative. Grazie alla capacità di elaborare grandi quantità di dati, l’AI può analizzare brevetti rilevanti e suggerire soluzioni con maggiore precisione. Attraverso tecniche come il Natural Language Processing (NLP) , l’AI può anche trasformare problemi complessi in modelli standardizzabili, facilitandone la risoluzione.
Questa sinergia permette alle aziende di accedere a un vasto patrimonio di conoscenze e accelerare lo sviluppo di soluzioni innovative, aumentando la produttività e affrontando in modo più efficace le sfide aziendali.
 

Caso pratico: ottimizzazione di una caffetteria con TRIZ e AI
Durante il suo intervento, Marco Tatti ha illustrato un caso pratico di applicazione di TRIZ e AI in una caffetteria che affronta problemi legati alla gestione del flusso di clienti. Le lunghe attese durante le ore di punta e il calo di clientela dopo le 14:00 rappresentavano problemi significativi per il business.
Grazie all’applicazione di TRIZ + AI sono state elencate in pochi istanti soluzioni come il sistema self-service, la creazione di spazi flessibili e velocemente riorganizzabili, e un sistema di prenotazione online che possa organizzare al meglio il flusso dei clienti. Il sistema ha anche permesso di analizzare i dati comportamentali dei clienti, proponendo quindi strategie come la prenotazione anticipata (incentivata con un piccolo sconto per servizi offerti fuori dalle ore di punta), e iniziative mirate di marketing verticale tese ad aumentare la redditività del locale nelle ore oggi poco frequentate.
Questo semplice esempio evidenzia come TRIZ e AI possano essere strumenti efficaci soprattutto per le PMI, e in contesti pratici e quotidiani.
 

Il valore di TRIZ e AI per le PMI
Le PMI, che costituiscono la maggior parte delle aziende europee, possono trarre significativi benefici dall’integrazione fra TRIZ e AI. Tuttavia, molte imprese non sfruttano appieno il potenziale di questi strumenti che invece consentono di ridurre i costi, accelerare i tempi di sviluppo e migliorare l’esperienza dei clienti, ottimizzando al contempo la gestione delle risorse interne. TRIZ fornisce da quasi un secolo un approccio collaudato per affrontare problemi complessi; l’AI aggiunge un ulteriore livello di efficienza grazie alla sua capacità di elaborare grandi quantità di dati e identificare soluzioni innovative in brevissimo tempo. Insieme, TRIZ e AI offrono un quadro completo per l’innovazione, aiutando le aziende a prepararsi per le sfide future con un approccio più strategico e basato su dati scientifici.
 

Conclusioni
Durante il dibattito finale è emerso che la combinazione di TRIZ e AI rappresenta una potente risorsa per l’innovazione aziendale. Tuttavia, è altrettanto chiaro che per trarre pieno vantaggio da questi strumenti, le aziende devono investire in una formazione adeguata, specialmente per i manager e i tecnici che ne guideranno l’implementazione. L’adozione di strumenti come TRIZ e AI non riguarda solo l’efficienza tecnologica, ma la capacità di risolvere problemi complessi in modo più sistematico. Le aziende che vogliono innovare devono puntare non solo sulla tecnologia, ma anche sulle competenze necessarie per utilizzarla in modo efficace e strategico.

 

Assemblea Generale Annuale di Obiettivo 50

28 Giu 2024 Posted by Anna Lavatelli in News, News

Un ricco consuntivo di attività nel 1° semestre e tante iniziative già in cantiere per il resto dell’anno – Approvato il bilancio 2023

Lo scorso 12 giugno si è tenuta L’Assemblea Generale Annuale di Obiettivo 50, un momento chiave per fare il punto sulle attività del primo semestre 2024 e pianificare le prossime iniziative.

Attività del Primo Semestre 2024

Le aree principali:

  • Bacheca: Sono state pubblicate numerose nuove inserzioni ed avviate ricerche di opportunità professionali. Inoltre, sono stati organizzati corsi di formazione professionale. Attraverso la bacheca si è ulteriormente sviluppata l’attività di networking tra i soci
  • Collaborazioni: Sono proseguiti gli incontri di networking e i webinar formativi in collaborazione con AICIM, AISOM e AIMBA. Rilevanti sono state fra l’altro le partecipazioni ai lunch di networking di AISOM e alla Reunion di AIMBA.
  • Academy O50: Le “Pillole di Sapere”, arricchite dal know-how dei nostri soci e da relatori d’eccezione, hanno coperto una vasta gamma di argomenti, dal check up aziendale alla blockchain, dall’intelligenza artificiale alle neuroscienze. Approfondisci questi temi nella sezione dedicata del nostro Blog/News.



Seconda Parte del 2024: Nuove Iniziative

La seconda parte dell’anno si preannuncia altrettanto dinamica, con appuntamenti già programmati soprattutto nell’area formazione e networking:

  • Settembre: Evento su “TRIZ e AI: un viaggio insieme nell’Innovazione” con Marco Tatti
  • Ottobre: Seminario “AI come supporto all’Export Manager” con Gaetano Bonfissuto.
  • Novembre: Aggiornamento su “Sostenibilità ed Economia Circolare” con testimonianze di esperti di settore.
  • Dicembre: Celebrazione dei vent’anni di Obiettivo 50, un evento che culminerà con un pranzo per tutti i soci e amici dell’Associazione.

Per ulteriori dettagli sulle attività del primo semestre e per restare aggiornati su tutte le novità e gli eventi in programma, vi invitiamo a informarvi sul nostro sito (in particolare la sezione Blog/News) e sui canali social.

Saranno ulteriormente sviluppati i rapporti con le associazioni sopra ricordate con l’obiettivo di ampliare le opportunità di networking e formazione per i soci.



Approvazione del Bilancio

Nel corso dell’incontro l’assemblea ha anche approvato il bilancio 2023 e ha fatto il punto sui vari progetti in corso e sulle nuove iniziative necessarie per il futuro dell’Associazione, sottolineando come sempre l’importanza di un coinvolgimento attivo dei soci.



Un finale “leggero” solo all’apparenza

A conclusione della giornata Giuliano Ceradelli, appassionato di musica jazz e collega di ALDAI, ha offerto una prospettiva singolare e originale illustrando un sorprendente parallelo tra il jazz e l’organizzazione aziendale. L’improvvisazione nel jazz – è stato detto in sostanza – può ispirare un approccio dinamico e creativo essenziale nel mondo del business.

Il jazz, come metafora dell’arte del cambiamento, invita ad abbandonare la routine e ad abbracciare l’improvvisazione armonica e inventiva come risposta positiva al caos e all’incertezza: una filosofia che favorisce la creatività e la flessibilità necessarie per affrontare le sfide di oggi.

All’interno delle organizzazioni vanno promosse la diversità e la collaborazione, ispirandosi alla sinergia tra i musicisti jazz. Questo approccio stimola l’innovazione e crea un ambiente di lavoro vivace e produttivo.

L’AI non entra anche qui? Sì, ha ammesso Ceradelli, precisando però che l’intervento umano rimane cruciale per infondere emozioni autentiche. Senza tale apporto, sia l’espressione artistica sia i risultati aziendali rischiano di perdere profondità e genuinità.

L’assemblea si è conclusa con un aperitivo di networking, in attesa di ritrovarci a settembre per le nuove iniziative.


La Blockchain: non solo criptovalute, ma un motore di crescita e innovazione per le PMI. Però occorre pensarci bene…

11 Giu 2024 Posted by Anna Lavatelli in News, News

Il 22 maggio durante l’ultima Pillola di Sapere è stato esplorato il concetto di blockchain e delle sue applicazioni. Relatori: Nicola Gatti, studente in ingegneria gestionale presso il Politecnico di Milano e fondatore di Yoba (Your Online Business Agency – www.yoba.it), e Tommaso Galantini, studente in ingegneria informatica presso l’Università di Bologna e sviluppatore blockchain. Essi hanno illustrato il potenziale della blockchain per le piccole e medie imprese (PMI) , delineando le opportunità e i rischi associati a questa tecnologia emergente.

Che Cos’è la Blockchain?
La blockchain, o catena di blocchi, è un grande database decentralizzato e immutabile che registra transazioni in modo sicuro e trasparente. Questa tecnologia permette di archiviare dati in un registro distribuito, privo di un gestore/autorità centrale, rendendo il sistema resiliente e sicuro. La decentralizzazione è una caratteristica chiave della blockchain: non esiste un singolo punto di controllo, ma la rete è mantenuta dai suoi utilizzatori. Ogni blocco di dati è collegato al precedente, formando una catena di informazioni che non può essere modificata retroattivamente. Questo garantisce l’immutabilità e la trasparenza del sistema.
Le transazioni vengono validate da nodi della rete tramite meccanismi di consenso come il Proof of Work e il Proof of Stake , che assicurano l’integrità delle informazioni.

Vantaggi della Blockchain per le Aziende

Trasparenza e Tracciabilità
Le aziende possono sfruttare la blockchain per migliorare la trasparenza e la tracciabilità delle loro operazioni. Ogni passaggio della filiera produttiva può essere registrato in modo immutabile, aumentando la fiducia dei consumatori nel prodotto e combattendo la contraffazione. Due esempi, relativi a grandi gruppi ma che possono trovare corrispondenza anche in un’attività PMI, sono: Walmart, che utilizza la Blockchain per monitorare la sicurezza dei fornitori, e Alfa Romeo che garantisce la provenienza delle componenti delle proprie auto grazie a un “passaporto digitale”.

Sicurezza dei Dati
La sicurezza è uno dei principali vantaggi della blockchain. I dati distribuiti su più nodi rendono il sistema meno vulnerabile agli attacchi informatici. Anche in caso di compromissione di un nodo, i dati restano intatti e sicuri grazie alla struttura decentralizzata. Questo è particolarmente importante per le PMI che non possono permettersi costose soluzioni di sicurezza informatica.

Finanza Decentralizzata (DeFi)
Le imprese possono accedere a servizi finanziari senza intermediari, riducendo i costi e i tempi di transazione. Con i portafogli digitali, si possono effettuare transazioni direttamente, evitando le commissioni bancarie. Questo è particolarmente vantaggioso per le PMI che operano a livello internazionale e devono affrontare la conversione valutaria e le commissioni bancarie.

Smart Contracts
Gli smart contracts sono contratti auto-eseguibili con i termini dell’accordo scritti nel codice. Essi garantiscono il rispetto delle condizioni contrattuali senza intermediari, riducendo i costi e accelerando i processi burocratici. Un contratto intelligente può, ad esempio, assicurare che un pagamento venga effettuato solo al ricevimento e verifica di un prodotto.

Rischi della Blockchain per le PMI

Costi di Implementazione
L’implementazione della blockchain può essere costosa. Le tecnologie blockchain pubbliche e consolidate richiedono significativi investimenti iniziali in infrastrutture e formazione. Le PMI devono valutare attentamente se i benefici superano i costi iniziali.

Regolamentazione e Conformità
La regolamentazione della blockchain è in continua evoluzione. Le PMI devono rimanere aggiornate sulle leggi locali e internazionali per evitare sanzioni. Ad esempio, i trasferimenti di criptovalute possono essere soggetti a normative antiriciclaggio e know-your-customer, procedura richiesta per l’acquisizione di dati certi sull’identità dei clienti/utenti.

Rischi di Sicurezza
Sebbene la blockchain offra un alto livello di sicurezza, non è immune ai rischi. Gli attacchi ai portafogli digitali e agli smart contracts possono causare perdite significative. È essenziale implementare pratiche di sicurezza robuste e rimanere aggiornati sulle minacce emergenti.

Consumo Energetico
Il processo di mining, cioè di validazione e aggiunta di blocchi alla blockchain, richiede una quantità significativa di potenza computazionale, e quindi di energia. In particolare, le blockchain che utilizzano il meccanismo di consenso Proof of Work, come quella di Bitcoin, richiedono la soluzione di complessi problemi matematici per validare le transazioni. Questo elevato consumo energetico può avere un impatto ambientale notevole e comportare alti costi operativi.
Diversamente, il Proof of Stake seleziona i validatori in base alla quantità di criptovaluta posseduta e messa in gioco, risultando più efficiente dal punto di vista energetico.

Conclusioni: Opportunità e Rischi della Blockchain per le PMI
La blockchain offre un vasto potenziale per le PMI, anche se bisogna essere consapevoli dei rischi associati, come i costi di implementazione, le sfide regolamentari, i rischi di sicurezza e i costi operativi di esercizio. Tuttavia, con un approccio strategico e informato e attente valutazioni, le PMI possono, attraverso la blockchain, migliorare la loro competitività sul mercato e garantire una maggiore fiducia e soddisfazione dei clienti. La blockchain è una tecnologia emergente che può rappresenta un potente strumento per innovare e crescere in un’economia sempre più digitale e interconnessa.
 
 
 

INTELLIGENZA ARTIFICIALE: COMPUTER VISION E PROMPT ENGINEERING

07 Mag 2024 Posted by Anna Lavatelli in News, News

Sistemi IA nella manutenzione di infrastrutture. Tecniche di “interrogazione” per far funzionare al meglio i modelli di IA generativi

Durante la Pillola di Sapere di Obiettivo 50 del 22 aprile abbiamo affrontato, guidati da due soci di Obiettivo50, Marco Rimondi e Magdi El Sawi, il tema dell’Intelligenza Artificiale (IA) come potente strumento capace di aprire molteplici opportunità per le imprese, anche quelle di minori dimensioni, migliorando la loro efficienza, produttività e competitività.
Nel primo intervento, Marco Rimondi, co-fondatore di Inspectiondrone srl, ha illustrato l’impatto dell’Intelligenza Artificiale nel riconoscimento e comprensione delle immagini (Computer Vision) , con applicazioni operative in diversi settori tra cui:
Industria alimentare: utilizzo di droni per la cernita e il controllo qualità di prodotti come mele, pane e pomodori.
Automotive: sistemi come Adaptive Cruise Control (ACC), Forward Collision Warning (FCW), Intelligent Speed Assistance (ISA) e altri.
Settore medico: utilizzo di tomografia computerizzata multistrato (MSCT) per lo studio delle arterie in 3D.
Controllo di apparecchiature e strutture: ispezione di circuiti stampati e di strutture in acciaio o legno
Inspectiondrone utilizza l’intelligenza artificiale per il monitoraggio delle infrastrutture (ponti, viadotti, strade,…) e la precoce identificazione degli ammaloramenti per una più efficiente pianificazione della manutenzione, migliorando al tempo stesso la sicurezza degli operatori. L’obiettivo è rendere le ispezioni più veloci, sicure e precise, riducendo i costi.
L’obiettivo finale di questo processo di digitalizzazione è la possibilità di prevedere gli ammaloramenti futuri per implementare processi ed azioni di manutenzione predittiva con cui pianificare interventi preventivi per evitare danni ulteriori e più gravi.
Il processo parte dalla digitalizzazione dell’infrastruttura per crearne un gemello digitale; poi si passa alla classificazione dei difetti in base al rischio; si utilizza infine un sistema specializzato per la gestione dei dati e delle strategie di intervento (nel caso di ponti e viadotti il Bridge Management System- BMS). La piattaforma offre funzionalità come mappatura, analisi dati, gestione ispezioni e analisi video per individuare difetti e prendere provvedimenti tempestivi.
Inspectiondrone collabora con enti nazionali e internazionali per ottimizzare la manutenzione delle infrastrutture, mirando a integrare l’intelligenza artificiale con il ruolo tecnico senza sostituirlo, ma semplificando il processo di controllo.
Nel secondo intervento, Magdi El Sawi, Consulente e Temporary Manager (Team Export), ha esplorato un concetto centrale nell’ambito dell’intelligenza artificiale: il Prompt Engineering. una tecnica per fornire istruzioni chiare e dettagliate ad un sistema IA per farlo funzionare al meglio secondo le proprie necessità.
Ha analizzato i Modelli di Linguaggio, programmi di IA che hanno imparato il modo in cui le persone usano il linguaggio. Essi sono importanti nella comprensione del linguaggio umano da parte dell’IA, ma hanno i loro limiti, come la mancanza di creatività intrinseca e la comprensione limitata di concetti complessi.
Per il modello GPT di IA il linguaggio si configura come un intricato puzzle, di cui ogni parola e frase rappresentano un pezzo. Addestrato su vasti corpus testuali, il modello utilizza questa conoscenza per generare output coerenti.
Il Prompt Engineering rappresenta una tecnica essenziale di elaborazione volta a formulare input specifici per guidare i modelli generativi. Un approccio che, per ottimizzare le risposte del modello e adattarsi alle esigenze dell’utente, richiede istruzioni dettagliate.
Il ruolo chiave del Prompt Engineering è emerso in diversi ambiti: dalla guida della produzione di output coerenti e pertinenti al controllo del tono e dello stile delle risposte, passando per la mitigazione dei bias socio-culturali e il miglioramento complessivo della precisione. Inoltre, la flessibilità di questa tecnica consente di adattare le risposte dei modelli alle esigenze del settore (p.es. in termini di vocabolario tecnico), stimolando o limitando la creatività del modello (se non sai, non inventare).
Durante la sessione sono state fornite 10 regole d’oro per un prompt efficace (es. definire e controllare la lunghezza, includere esempi concreti o parole chiave), insieme a suggerimenti pratici per sfruttare appieno il potenziale del Prompt Engineering (es. confronto di prodotti e servizi, emulazione del tono e dello stile di un articolo ben fatto, ecc.).
In conclusione, El Sawi ha sottolineato che il Prompt Engineering rappresenta una tecnica di relazione con l’IA che permette di fornire al sistema le istruzioni migliori per ottenere risultati efficaci e utili ai propri scopi. Esso richiede a questo proposito la reiterazione del processo e adattamenti costanti di fine tuning per ottimizzare l’uso dei modelli di IA.
  
  

Fare il punto su un’azienda? Ci vuole un check-up col Business Development Systems. Una bussola per imprenditori e manager

12 Apr 2024 Posted by Anna Lavatelli in News, News

Il 27 marzo, nell’ambito del programma Pillole di Sapere di Obiettivo 50 Academy, il socio Giuseppe Gatti, consulente direzionale e Temporary Manager, ha presentato il Business Development System (BDS) by AICIM*, uno strumento cruciale per valutare e migliorare l’organizzazione aziendale. Il BDS è particolarmente utile al manager consulente che ha l’opportunità di offrire un servizio a valore aggiunto alle aziende clienti.

Perché il BDS è Cruciale?
Gatti ha sottolineato l’importanza vitale, per imprenditori e manager, di comprendere appieno lo stato attuale della propria azienda. Questa consapevolezza consente di prevenire problemi, intervenire rapidamente ed efficacemente, ottimizzare le risorse e basare le decisioni su dati concreti.

Cos’è Esattamente il BDS?
Il BDS, più precisamente il BDS Check, è un efficace strumento diagnostico composto da 40 domande suddivise in 9 ambiti d’indagine. Attraverso un esame delle risposte, ad ognuna delle quali viene attribuito un peso secondo l’ambito di indagine, esso fornisce un report immediato e chiaro, delineando punti di forza e debolezza, per consentire interventi mirati e miglioramenti effettivi.

I 9 Ambiti di Indagine:
1. Organizzazione e Strategia: Esamina gli obiettivi aziendali e la loro congruenza con la strategia complessiva.
2. Portafoglio Prodotti: Valuta la competitività dei prodotti sul mercato e l’efficacia delle strategie di lancio.
3. Mercati e Vendite: Analizza la capacità dell’azienda di identificare e soddisfare le esigenze del mercato e dei clienti.
4. Approvvigionamenti: Esamina la gestione dei fornitori e le possibili alternative per ottimizzare i costi e garantire la qualità.
5. Operazioni: Valuta l’efficienza nella gestione della produzione, il sistema logistico e la gestione delle manutenzioni.
6. Amministrazione e Controllo: Esamina il processo di budgeting e il confronto con i dati di mercato.
7. Gestione delle Persone e Motivazione: Valuta gli strumenti utilizzati per selezionare e motivare i dipendenti e gestire il turnover.
8. Gestione delle Competenze: Analizza la corrispondenza tra le competenze disponibili e le esigenze aziendali.
9. Digitalizzazione e Sistemi Informativi: Valuta l’adeguatezza dei sistemi digitali e l’integrazione tra i vari software.

Il Report Finale:
Il BDS fornisce un diagramma che evidenzia punti di forza e di debolezza, il grado di adeguatezza organizzativa e il gap assessment per ogni area.

Conclusione:
In conclusione, Giuseppe Gatti evidenzia che il BDS va oltre la mera gestione delle crisi, rappresentando piuttosto un’opportunità proattiva per il progresso continuo dell’azienda. In questa prospettiva, promuovere una solida cultura aziendale risulta fondamentale per affrontare e prevenire eventuali criticità, consentendo di anticipare con efficacia le sfide future.

(*) AICIM-ASSOCIAZIONE ITALIANA PER LA CULTURA D’IMPRESA E DI MANAGEMENT
www.aicim.it