Temporary Management oggi: non basta l’esperienza, serve capacità di generare valore

Temporary Management oggi: non basta l’esperienza, serve capacità di generare valore

Posted by Anna Lavatelli in News, News 28 Mag 2026

Dal ruolo alla relazione: cosa cercano davvero oggi le aziende in un Temporary Manager

Il corso organizzato dall’Academy di Obiettivo50 lo scorso 15 maggio ha affrontato il tema del Temporary Management con un approccio pratico e orientato al mercato, mettendo al centro le competenze oggi richieste in questo settore e le trasformazioni che stanno ridefinendo il rapporto tra aziende e management.

Oggi il valore di un manager non si misura più soltanto dall’esperienza accumulata o dai ruoli ricoperti, ma dalla capacità di trasformare competenze e visione in risultati concreti per l’impresa.

In un contesto segnato da velocità, instabilità e trasformazioni continue, le aziende cercano figure immediatamente operative, capaci di entrare rapidamente nei problemi, assumersi responsabilità e accompagnare il cambiamento con efficacia.

Non semplicemente consulenti che propongono strategie sulla carta, ma professionisti in grado di generare impatto concreto anche in situazioni complesse.

Dalla geopolitica alle PMI: perché cresce il bisogno di Temporary Management

Uno dei temi centrali della giornata è stata l’evoluzione del ruolo del Temporary Manager all’interno delle aziende.

Come sottolineato da Ilaria Agostinelli, Partner di Fractional Manager Italia, il Temporary Manager non coincide né con il consulente tradizionale né con il manager interno: è una figura esterna chiamata a intervenire con obiettivi chiari, responsabilità operative e forte orientamento al risultato.

Anche il linguaggio riflette questa evoluzione. Il termine “Interim Management” diffuso negli anni ’70 e legato all’idea di una sostituzione temporanea, ha lasciato spazio a Temporary Management, espressione che descrive in modo più efficace un ruolo orientato alla creazione di valore, al cambiamento e alla trasformazione aziendale.

Agostinelli ha inoltre evidenziato come il tessuto imprenditoriale italiano, stia favorendo modelli più flessibili come il Fractional Management, capaci di offrire competenze manageriali evolute senza i costi e la rigidità di una struttura dirigenziale tradizionale.

Il collegamento tra geopolitica e impresa, approfondito da Bertie Vitry, Lecturer in Geopoliticse Cambridge Examiner, ha mostrato come oggi instabilità, interdipendenza e velocità stiano cambiando il modo di operare delle aziende. Supply chain, costi, contratti, clienti e mercati sono sempre più influenzati da fattori esterni difficili da prevedere.

In questo scenario, alle imprese servono figure capaci di:

  • leggere il contesto,
  • tradurre la complessità in decisioni operative,
  • individuare rapidamente le priorità,
  • agire anche in condizioni di forte incertezza.

Le competenze richieste non si limitano più alla dimensione tecnica: in contesti sempre più internazionali e interconnessi diventano fondamentali la capacità di comprendere culture differenti, leggere gli equilibri globali e costruire rapidamente relazioni di fiducia.

Le aziende cercano risultati, non soltanto curriculum

Un altro tema affrontato durante il corso riguarda il posizionamento professionale del manager in un mercato sempre più orientato ai risultati.

Come evidenziato da Maurizio Quarta, Managing Partner di Temporary Management & Capital Advisors, il mercato italiano del Temporary Management è ancora poco sviluppato rispetto ad altri Paesi europei, ma sta crescendo rapidamente soprattutto nelle aziende che necessitano di competenze manageriali specialistiche e flessibili.

Tra i profili più richiesti emerge in particolare quello del CFO temporaneo, mentre cresce anche l’attenzione verso competenze ESG, considerate sempre più strategiche nei processi di trasformazione aziendale.

Quarta ha inoltre sottolineato come le aziende non cerchino semplicemente curriculum importanti, ma figure capaci di entrare rapidamente nei problemi e produrre risultati concreti. Da qui una riflessione significativa condivisa durante il confronto: il costo di un Temporary Manager andrebbe valutato non tanto come una spesa, quanto rispetto al costo del problema che l’azienda rischia di non risolvere.

Dalla grande azienda alla PMI: metodo, fiducia e capacità di adattamento

Le testimonianze di Gianfranco Antonioli, Temporary Manager con esperienza in numerose PMI, ed Enrico Campagna, Transformation Leader e Temporary Manager, hanno mostrato come il Temporary Management rappresenti un’opportunità interessante anche per manager provenienti da grandi aziende, a condizione di sapersi adattare a realtà meno strutturate e più dinamiche come quelle delle PMI.

Antonioli ha richiamato in particolare l’importanza di rapidità decisionale, adattabilità e capacità di operare con risorse limitate, aspetti spesso determinanti nel lavoro quotidiano del Temporary Manager.

Attraverso il proprio case study, Campagna ha invece mostrato come un incarico temporaneo possa trasformarsi nel tempo in una relazione professionale duratura, basata sulla capacità di lasciare all’interno dell’azienda metodo, organizzazione e competenze trasferibili.

Tre i messaggi chiave condivisi nel suo intervento:
· conta ciò che resta, non ciò che fai;
· il valore evolve con il bisogno del cliente;
· le competenze creano valore solo quando diventano soluzioni concrete.

Anche il punto di vista imprenditoriale, portato da Gabriele Rampinelli, titolare di Rampinelli S.p.A., ha confermato la richiesta di Temporary Manager pragmatici, capaci di portare nuove idee, affrontare problemi concreti e contribuire al cambiamento con autonomia e spirito critico.

Rampinelli ha evidenziato come le aziende cerchino professionisti disposti a ridefinire rapidamente le priorità operative, adattarsi alle esigenze reali dell’impresa e contribuire con un approccio autonomo, evitando un approccio da semplice “yes man”.

Sulla stessa linea, Roberto La Caria, Managing Partner di Valtus, ha approfondito gli aspetti operativi e contrattuali del Temporary Management, soffermandosi su modelli di incarico, KPI, accountability e modalità di ingresso nel mercato.

Particolare attenzione è stata dedicata anche al mindset richiesto a chi opera come Temporary Manager:
· orientamento ai risultati;
· autonomia;
· flessibilità;
· capacità di gestire la complessità.

La Caria ha inoltre sottolineato come il Temporary Management richieda disponibilità al cambiamento, indipendenza e capacità di muoversi efficacemente anche in situazioni poco definite o ad alta variabilità.

G.A.B.R.I.: uno strumento per leggere l’azienda e facilitare il confronto

Nel pomeriggio, Gabriella Grazianetti, Vicepresidente di Obiettivo50, e Gianpaolo Rolando, Presidente dell’Associazione, hanno presentato G.A.B.R.I. – Guida all’Analisi del Bilanciamento e della Realtà Imprenditoriale, il tool proprietario sviluppato da Obiettivo50 per supportare Temporary Manager e consulenti nell’analisi delle dinamiche aziendali e nel confronto con l’imprenditore.

Lo strumento, costruito attorno a 26 domande suddivise in 5 aree, consente di ottenere in circa 40 minuti una visione strutturata dell’azienda, facendo emergere eventuali disallineamenti tra organizzazione, processi e percezione imprenditoriale.

L’obiettivo non è soltanto raccogliere informazioni, ma facilitare una conversazione più approfondita tra manager e imprenditore, aiutando a individuare criticità, priorità di intervento e possibili aree di sviluppo.

Conclusioni

Dal corso organizzato dall’Academy di Obiettivo50 emerge una fotografia chiara del Temporary Management oggi.

Le aziende cercano sempre meno figure “di status” e sempre più professionisti capaci di leggere scenari complessi, prendere decisioni rapidamente, trasferire competenze e creare valore concreto all’interno delle organizzazioni. Per questo il tema non è soltanto avere esperienza, ma riuscire a trasformarla in metodo, risultati e capacità di accompagnare il cambiamento in contesti sempre più dinamici.

La qualità del confronto emerso durante la giornata ha confermato quanto il tema sia oggi sentito da manager e professionisti impegnati in percorsi di trasformazione e ridefinizione del proprio ruolo. Ed è proprio in questa direzione che l’Academy di Obiettivo50 continuerà a promuovere occasioni di dialogo e approfondimento dedicate del Temporary Management e alle esigenze concrete delle imprese.