I manager si raccontano – Claudio Cardosi

I manager si raccontano – Claudio Cardosi

Posted by Gabriella Valeri in Casi di successo 28 Mar 2017

Helicopter overview: guardare il bosco e non gli aghi di pino caduti per terra

Claudio Cardosi

Sono entrato in Obiettivo50 nel 2006, meno di due anni dopo la sua fondazione. Nel 2008 sono stato nominato Vice Presidente, carica che tutt’ora ricopro. Credo di essere il socio più anziano dell’Associazione perché ho appena compiuto 77 anni.

Quando sono entrato, ero già in pensione da cinque  anni, con un importo più che soddisfacente avendo accumulato oltre 40 anni di contributi come top manager  in quattro banche italiane medio-grandi (incarichi che mi sono valsi la nomina a Cavaliere della Repubblica a soli 44 anni) e, prima, in due multinazionali dell’ICT.

Non avevo quindi stringente bisogno di lavorare ma volevo cercare di aiutare chi ne aveva necessità.

Ovviamente non disdegnavo incarichi consulenziali, preferibilmente legati al Sistema Bancario. Ho lavorato sino a quattro anni fa con aziende/enti/associazioni che avevo conosciuto nella mia carriera e, fregiandomi anche dell’appartenenza a O50, ho ottenuto un ritorno economico molto interessante.

Direttamente con O50 ho partecipato  solo ad un progetto in team con altri soci, avendo vinto un bando della Regione Lombardia sul tema “ Ricambio generazionale “.

Nei confronti di O50 il mio è quindi un contributo assolutamente volontario di cui vado fiero: questa posizione mi permette di avere un approccio ai problemi dei Colleghi più distaccato, che  credo sia utile nell’equilibrio generale in seno al Consiglio di Amministrazione.

Un mio vecchio consulente  mi ha insegnato che non bisogna portarsi a casa, la sera, la borsa piena di aghi di pino ma avere una helicopter  overview del bosco in cui si opera……

Anche per questo motivo collaboro, sempre volontariamente, con l’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Milano, per cui partecipo a tre Commissioni di lavoro (con molti punti di contatto con gli obiettivi istituzionali di O50, in particolare formazione e qualificazione professionale) e dal quale sono delegato per gli Esami di Stato al Politecnico di Milano.

Due Ingegneri iscritti all’Ordine sono stati da me portati in O50 e, grazie alle nuove opportunità create, hanno potuto trovare un riposizionamento stabile; ad altri parlo continuamente di O50.

Sempre in  O50 ho contribuito a definire il programma di alcuni corsi facenti ora parte del Catalogo di O50 Academy, ad alcuni dei quali ho anche partecipato come discente.

Sono il responsabile dell’accettazione dei nuovi Soci, a valle delle interviste effettuate dai nostri bravissimi selezionatori. Un compito che richiede attenzione e rigore nella valutazione delle competenze, per garantire il mantenimento dell’immagine di Associazione di nicchia, ma soprattutto di elite, guadagnata da O50. Solo così possiamo oggi dire, senza tema di smentite, che l’appartenenza a O50 è di per sé un bollino di qualità per le proprie competenze professionali, di cui ogni Socio deve andare orgoglioso. A fronte dell’obiettivo dei 200 soci raggiunto alla fine del 2016, almeno altrettanti sono stati “bocciati“: il processo di  selezione è dunque molto serio e impegnativo. Inoltre mi occupo della registrazione delle quote associative e del sollecito nei ritardi.

Insomma di lavoro da fare ce n’è ma anche di soddisfazione. Il segreto di O50 è che tutti devono collaborare per ottenere i risultati per sé e per i Colleghi, senza aspettare egoisticamente…..la pappa fatta e l’occasione d’oro. (testimonianza raccolta da Ugo Panerai)

 

 

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